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E per i nostri 25 anni ci siamo regalati un rapper
In «Storie e geografie» duetti con J. Ax degli Articolo 31 e (a sorpresa) con l'attrice Vittoria Belvedere. Sul Festival di Sanremo il leader Gaetano Curreri afferma: «Ha stancato un po' tutti. Se fosse per me...»
5/11/2003
di Giampaolo Musumeci
(foto M. Insolera per Chiaroscuro)

«Storie: quante ne abbiamo sentite... E geografie: quante piazze, quanti teatri! La nostra è una bella storia, nel tempo e nello spazio». Così Gaetano Curreri, voce e leader degli Stadio, presenta il nuovo doppio Cd, un album antologico, in uscita il 31 ottobre. Il titolo, «Storie e geografie», è un regalo del caro amico, vulcanico acrobata della parola, Alessandro Bergonzoni. Alla vigilia dei loro primi 25 anni di carriera (la band debuttò nel 1979, quando la formazione originaria, composta tutta da session-men, fu ingaggiata per la mitica tournée «Banana Republic» di Dalla-De Gregori), Gaetano ricorda una storia su tutte: «Quella di un papà, cassiere di banca, che mentre ero allo sportello mi ringrazia: "Chiedi chi erano i Beatles" lo aveva avvicinato al figlio». E un luogo su tutti: «Una balera, a inizio carriera, senza nemmeno il palco. Per suonare dovemmo attingere energia elettrica alla sacrestia della vicina chiesa!». Storie e luoghi a volte lontani e sbiaditi. O sorrisi e lacrime vivi e pulsanti. Come le lacrime dei fan che, lo scorso marzo, hanno davvero temuto il peggio, dopo che Gaetano era stato colpito da un ictus durante un concerto in Sicilia: «Oggi sto bene. Dopo quell'episodio, siamo tornati in tour subito, anche se i medici me lo sconsigliavano. Ma la migliore terapia è la musica». L'affetto del pubblico è stato enorme: «Dopo l'incidente, le manifestazioni dei fan sono state commoventi, sempre lì ad accertarsi che stessi bene. I nostri fan sono affettuosi come dei parenti, guariscono più delle medicine. Confesso però» aggiunge con un filo di voce Gaetano «che dopo quell'episodio, accaduto proprio sul palco, le prime volte provavo un certo timore a tornare in scena...». Ora, episodio chiuso («pilloline per la pressione a parte» scherza lui), Curreri e i suoi Stadio guardano avanti guardandosi indietro: lo fanno pubblicando un Cd-raccolta dei loro grandi successi con tre inediti: «Equilibrio instabile», malinconica riflessione sulla vita e sul mondo, scritta prima dell'incidente e che suona quasi profetica; «Quasi quasi», classica ballata d'amore, e infine la «Legge del dollaro», un divertimento, «una presa in giro». E poi la «chicca»: un duetto con l'attrice Vittoria Belvedere, qui al suo esordio discografico. Vittoria duetta con Gaetano in «Mi manchi già», appassionata canzone d'amore scritta nel '95. «Vittoria era emozionatissima» rivela Gaetano «ma in studio se l'è cavata benissimo». La Belvedere sarà anche la protagonista del video di «Equilibrio instabile», un clip dalle atmosfere «alla fratelli Coen», come le definisce Curreri. E infine, tra le 30 canzoni di «Storie e geografie», tutte rimasterizzate (otto riarrangiate e ricantate), ecco una curiosa versione di «Grande figlio di puttana», cavallo di battaglia degli Stadio datato 1982, che torna a nuova vita grazie alle rime rap di J. Ax degli Articolo 31. «Ax è un personaggio fantastico» lo incensa Gaetano. «Quando ci siamo conosciuti, ci siamo fatti i complimenti a vicenda, trovando subito un'intesa». I più attenti ricorderanno che il duo hip-hop aveva citato il brano degli Stadio in «Funky Tarro», prendendo in prestito alcuni versi: insomma, un incontro annunciato. «Una canzone di più di 20 anni fa torna sulla bocca di un rapper che parla ai giovani» sottolinea Curreri. Venticinque anni di concerti, dischi e successi: nessun rimpianto? «Musicalmente siamo sempre stati un pelo in anticipo» racconta Curreri. «Ma abbiamo fatto della musica la nostra passione, abbiamo curato in modo maniacale ogni brano e le canzoni suonano benissimo ancora oggi. E questo solo il tempo poteva dirlo. Forse avremmo dovuto lasciare Dalla prima e prendere la nostra strada già dopo il primo Sanremo, nell'84». Insomma, essere gli Stadio e non il «gruppo di...» fin da subito? «Già, c'è poi voluto molto tempo e molti dischi per far capire alla gente chi erano gli Stadio. Avremmo dovuto prendere la drastica decisione dopo quel Sanremo, ma la nostra scelta fu dettata dal cuore». Proprio il Festival della canzone: l'appuntamento rischia, quest'anno più che mai, di essere il festival delle polemiche. «Io questa edizione l'avrei saltata. Sanremo ha stancato un po' tutti: un po' di silenzio farebbe bene». E Tony Renis? «È un autore storico: vedremo come si comporterà al Festival...» dice Curreri. Che poi suggerisce: «Io Sanremo lo vedrei strutturato come un festival del cinema, con diverse sezioni e premi, decisamente più vicino al gusto della gente».
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