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| Vi spiego come sono diventata di... gomma! |
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| «Tra snowboard e auto spesso finisco per farmi male. Ma grazie a una ginnastica particolare posso esagerare con la mia vita spericolata». Così Gianna Nannini, in tour con il suo ultimo album «Grazie», coccola il corpo e la voce. |
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13/7/2006 |
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 di Alex Adami
foto Pigi Cipelli
Appesa a un diabolico marchingegno, Gianna Nannini sbuffa, trema, stringe i denti, ma non perde la concentrazione. Enza, la sua istruttrice, la segue paziente e severa. «Può bastare» sentenzia infine. Gianna sorride soddisfatta e inizia a raccontare. «Ho scoperto il Pilates quattro anni fa e la mia vita è cambiata. L’inizio non fu dei migliori. Non sapevo che ci fossero regole severe e competenze riconosciute per insegnare que-sta disciplina. Una volta, per una distrazione di un istruttore, mi si bloccò la schiena per cinque mesi... Mi dovettero portare via in ambulanza».
E perché mai ci ha riprovato?
«Mi ero resa conto che poteva farmi molto bene. Ero solo finita nelle mani sbagliate. Così sono andata a New York nella palestra di Romana Kryzanowska, erede e allieva diretta di Joseph Hubertus Pilates, l’uomo che inventò la disciplina all’inizio del secolo scorso. Ho fatto una lezione e poi ho chiesto di un centro riconosciuto al quale rivolgermi a Milano. Da sei mesi ho ricominciato da capo. E non mi ricordo d’esser mai stata così bene».
In che cosa le ha giovato?
«Da anni ho incidenti con una regolarità disarmante. Qualunque cosa faccia, riesco sempre a schiantarmi contro qualcosa. Non importa che stia scendendo in snowboard o stia guidando un’auto. Mio fratello (l’ex pilota di Formula 1 Alessandro Nannini; ndr) mi dice sempre che al volante sono un pericolo pubblico!».
Ed è vero?
«Non del tutto. Il fatto è che mi distraggo facilmente. L’ultima volta che mi è successo è stato per colpa del cellulare. Mentre guidavo mi è venuta in mente una melodia e, per non dimenticarla, la stavo registrando sulla segreteria telefonica».
Come può aiutarla il Pilates?
«Da quando lo pratico regolarmente e sotto l’occhio di un’insegnante certificata tutti i dolori derivati dai miei traumi sono spariti. Sono praticamente di... gomma».
Come funziona esattamente?
«In apparenza non sembra troppo diversa da altre forme di ginnastica. Il punto è che qui i risultati non si ottengono con il semplice sforzo fisico. Il centro di ogni movimento è la zona addominale definita “powerhouse” (letteralmente “casa della forza”; ndr). È un’area che offre stabilità e sostegno al corpo in tutti i movimenti che una persona compie quotidianamente. Ma è necessario imparare a usarla e a controllarla. Ogni movimento deve partire da questo centro. I benefici sono immediati. E di ogni tipo. Io, per esempio, ho scoperto che adesso canto meglio».
Com’è possibile?
«Anche le corde vocali sono muscoli. E con il Pilates si impara ad allenarle e a controllarle meglio. Sto per incontrare Romana Kryzanowska a Milano e le voglio chiedere altri esercizi specifici per la voce».
Certo che fa effetto vederla appassionata di una cosa così salutare. Proprio lei, dalla vita spesso esagerata...
«Infatti temo di non essere l’allieva perfetta. Vivo da sempre di grandi eccessi e di pentimenti. Ma senza un po’ di sregolatezza le canzoni mica vengono fuori...».
C’è qualche punto di contatto tra la musica e il Pilates?
«In un certo senso sì. Imparare a praticarlo è come imparare a suonare uno strumento. Ma, in questo caso, lo strumento musicale è il proprio corpo».
Il suo corpo che genere suona?
«Il Pilates è come il jazz. Bisogna faticare molto per impararne le basi. Ma, dopo le difficoltà iniziali, ci si scopre liberi».
Il sito ufficiale di Gianna Nannini
Gianna Nannini in tour
(Tv Sorrisi e Canzoni n.29 - 2006) |
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