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| Sono casalinga e me ne vanto |
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| La spregiudicata Brooke Logan di «Beautiful» nella realtà è una tranquilla madre di famiglia. «Amo stare con mio marito e i nostri figli e fuggo la vita mondana» spiega l'attrice. Che, per il suo futuro, cerca casa in Italia |
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12/11/2006 |
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 di Maria Giulia Comolli
foto R. Petrosino
«Non sono cattiva, mi disegnano così» si lamentava Jessica Rabbit nel celebre cartone animato dell'88. Niente di più calzante per Katherine Kelly Lang, o meglio per il suo alter ego sfasciafamiglie Brooke Logan: ovvero la bionda che da diciannove anni imperversa a «Beautiful» collezionando relazioni pericolose (suocero e genero compresi). Ora Katherine anticipa che il suo personaggio è a una svolta, seppure temporanea. «Passo da cacciatrice a preda, da traditrice a tradita» ci ha detto quando l'abbiamo incontrata a San Marino e poi a Roma, dove ha trascorso una vacanza con il marito Alex D'Andrea. L'attrice ha commentato gli eventi in arrivo nella soap (Ridge e Nick rivali per Brooke, la morte di Darla, il legame di Taylor con Thorne e altri uomini sbagliati, più grandi novità nel cast) sottolineando divertita che «non tutto sarà colpa di Brooke». E ci ha parlato di sé. Della sua famiglia «ben diversa da quella disfunzionale di Beautiful». E di certi «progetti che riguardano l'Italia».
Lei è sempre più spesso nel nostro Paese. Finirà con il lasciare «Beautiful» per stabilirsi in Italia?
«Non me ne vado da “Beautiful”. Però potrei un giorno fare la “pensionata” nel vostro Paese e sto già cercando una casa qua. Tra l'altro, io e Alex ogni anno assistiamo al G. P. a Imola: la scorsa primavera abbiamo avuto l'emozione di cenare con Michael Schumacher prima della gara».
Con un marito produttore, non pensa a nuove avventure professionali?
«C'è in cantiere il progetto di una miniserie tv da fare qui: io sarei un'americana che eredita l'agenzia investigativa dell'ex marito italiano e si improvvisa detective. Sarebbe una fiction leggera in cui vedreste una Katherine inedita, che non passa il tempo a circuire uomini».
Ci elenca tutti i matrimoni di Brooke a «Beautiful» (la lista è Eric, Ridge, Grant, Ridge, Thorne, Whip, Ridge, Ridge, Nick, Ridge, ndr)?
«Ricordo solo che ho sposato troppe volte lo stesso uomo, Ridge! Io non mi rivedo mai in tv, finito di lavorare volto pagina, faccio solo la mamma. Non vado neppure alle feste dei colleghi anche se vivo a Hollywood (dove è cresciuta da figlia d'arte, con la mamma Judith attrice e il nonno Charles celebre direttore della fotografia 18 volte nominato agli Oscar, ndr). Insomma, sono una vera casalinga».
Casalinga disperata?
«Al contrario, felice. A proposito: non sono una fan di “Desperate Housewives”: troppo simile a una soap!».
Mentre sul piccolo schermo ne fa di tutti i colori, il suo matrimonio regge da dieci anni. Qual è il segreto di un'unione solida?
«Io e Alex condividiamo quasi tutto, dai progetti lavorativi allo sport. Le sole fughe che ci concediamo sono quelle che facciamo insieme: in Italia, ai Caraibi, alle Hawaii... Ma anche a casa, con spuntini di mezzanotte, a lume di candela, mentre i bambini dormono. Siamo due romanticoni».
Che tipo di madre è?
«I miei quattro figli (Zoe, Julian e Jeremy, nati dal legame con Skott Snider, più Danielle, figlia di Alex e dell'ex moglie) sono in età delicate, tra i 9 e i 16 anni, e tendo a fare la mamma-amica, con tanta confidenza e niente sculaccioni. Soprattutto con le femmine c'è grande complicità: con Danielle vado a fare shopping mentre Zoe, la piccola, è molto interessata al mio lavoro. I maschi sono già apparsi in “Beautiful”, Jeremy dal '90 al '95 nei panni del figlio di Brooke, Julian solo da bebè e come controfigura... ma di una femmina: e non deve saperlo dato che sogna un futuro da rude giocatore di football».
Ricorda il suo debutto a «Beautiful»?
«Al provino c'era John McCook che faceva Ridge. Poi, in scena, quel ruolo era di Ronn Moss, mentre John era Eric, suo padre. Ho cominciato con una certa confusione tra i due personaggi. Ma tanto, poi, li ho sposati entrambi...».
Oggi sul lavoro sente la mancanza di qualcosa?
«Giorni fa ero ospite a “Buona domenica” e si è parlato di divorzio e dei problemi dei figli. Mi è piaciuto. Ecco, io vorrei tanto far discutere e lanciare messaggi positivi, per esempio sul valore della famiglia. Anche attraverso Brooke e le sue avventure».
Mentre ci salutiamo, squilla un cellulare che ha per suoneria la sigla di «Sex and the City», il telefilm sulle quattro amiche mangiauomini a Manhattan. Kate s'illumina: «Quello era un grande show!». Altro che lanciare messaggi: e se la sua Brooke, sotto sotto, sognasse soltanto di essere Samantha di «Sex and the City»?
Tv Sorrisi e Canzoni n.46 - 2006
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