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| RISPOSTA ALLA RISPOSTA DI ALEX BRITTI |
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18/7/2003 |
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Caro Direttore,
non avrei mai voluto entrare in diatribe come queste ma ritengo corretta una riflessione sulla risposta dell'artista. Evidentemente il troppo girovagare ha stancato ed offuscato la mente del
giovane Britti.
Vorrei confortarlo nello spiegargli che verrà immancabilmente il giorno in cui di concerti a malapena sarà molto se ne riuscirà a fare due, e sempre durante le feste comandate (per assincerarsene potrà chiedere direttamente a colleghi ormai dimenticati...). Il fatto poi di imputare il suo comportamento al mezzo di locomozione è una giustificazione totalmente irrilevante, è sua la scelta, cosa vorrebbe dire allora? Che implicitamente gli artisti propensi all'aereo sono più disponibili di quelli che viaggiano in macchina? E che è il mezzo scelto a formare l'educazione del personaggio?
Essere stanchi è legittimo, meno legittima è l'arroganza con la quale si controbatte ad un semplice dispiacere di un fan! E poi sottolineare una presunta importanza dell'altro con tanto di malcelata
sopportazione, perché ha ragione Britti, ma quel fan non lo è importante per lui tanto da non meritare una risposta con toni placati.
Ma è cosi, per Britti gli unici ad avere l'importanza di redarguirlo sono i discografici, gli uomini potenti che hanno permesso a lui semplice cittadino di incidere dischi.
Neal 70 (Claudio Fizzo) |
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