|
|
 |
 |
| RIMPIANGO «TUTTO MUSICA» |
 |
|
 |
 |
11/3/2005 |
 |
Gentilissimo Direttore,
mi chiamo Massy ed ho 27 anni.
Vorrei partire innanzitutto con i complimenti per l'operazione di "svecchiamento" che sta dando a Tv Sorrisi e Canzoni e proseguire con una nota dolente.
Tutti sappiamo del periodo nero che sta passando la musica e il mercato discografico in generale. Qualche mese fa abbiamo assistito all'ennesimo "lutto", lutto che con mio
grande sgomento è passato completamente in sordina su ogni testata nazionale e, con un po' di delusione da parte mia, anche su Tv Sorrisi e Canzoni.
"Tutto Musica", rivista che quest'anno avrebbe festeggiato 28 anni, non esiste più, se ne andato in sordina tramite le parole di quella straordinaria direttrice (a mio parere) che è stata Patrizia Ricci.
E mi faccio tante domande: possibile che la Mondadori non ha potuto fare qualche sforzo e sacrificio in più per sostenere una rivista storica, anzi LA rivista storica della musica in Italia?
Possibile che riviste come "Tribe Generation", "Rock Star" e "Rolling Stones", riviste con meno fondi e senza colossi editoriali alle spalle riescano a sopravvivere in edicola e Tutto no?
Richiamate la Ricci, rimboccatevi le maniche e iniziate a dare fiducia alla musica e a quello che fate, è quello che vi verrebbe da dire ai dirigenti Mondadori.
Lei cosa ne pensa?
Con stima
Massy
Gentile Massy,
prima di tutto la ringrazio: mi fa molto piacere che lei noti e apprezzi il nostro sforzo di rinnovamento.
Per quanto riguarda la "nota dolente" della chiusura di Tutto, sono d'accordo: è stato davvero un peccato che la Mondadori sia stata costretta a sospendere la pubblicazione mensile di una testata che in 28 anni si era affermata come un punto di riferimento nel mondo della musica.
Ma lei stesso ha in qualche modo dato la risposta alla sua domanda: la crisi in cui versa la musica (o per meglio dire il mercato dei dischi) ha fatto finora molte vittime: artisti, dirigenti discografici e, purtroppo, testate giornalistiche. La rivoluzione digitale che ha portato i file mp3 a sostituire di fatto buona parte dei dischi in circolazione, infatti, non è stata ancora metabolizzata. Così, mentre gli appassionati di musica si sono trasferiti senza problemi (anzi...) dagli impianti stereo agli i-pod, l'effetto collaterale è stato un improvviso impoverimento di risorse creative, economiche e pubblicitarie. Decine di persone nell'ambiente musicale hanno perso il posto di lavoro, anche a causa di gigantesche fusioni tra grandi etichette discografiche. E l'accesso per i giovani artisti si è fatto ancor più complicato proprio per l'impossibilità di investire sul futuro, avendo a che fare con un presente drammatico.
E Tutto? Tutto è rimasto coinvolto in questo spaventoso tsunami economico e culturale. Senza colpe, e nonostante un'ottima redazione e un ottimo direttore come Patrizia Ricci, giornalista molto introdotta nel mondo della musica, brava e appassionata. Semplicemente, però, sono venuti a mancare gli investimenti pubblicitari (fondamentali per la vita di un giornale) e anche i lettori, che hanno trovato in Internet una via più pratica e veloce per avere tutte le informazioni necessarie (e scaricare, spesso illegalmente, le canzoni preferite).
La crisi ha investito tutti i giornali che lei cita come esempi di "sopravvivenza": Rolling Stone, in meno di due anni di vita, ha già avuto due editori diversi; Tribe si rivolge a una nicchia; il "Mucchio selvaggio" e "Rockstar" non fanno grandi numeri. E anche all'estero la situazione è difficile, nonostante i mercati del disco siano più ricchi ed evoluti: negli Stati Uniti Rolling Stone ha cambiato tre direttori in pochissimo tempo; in Inghilterra il mitico Q (vera e propria bibbia della musica mondiale) sta cercando di riconvertirsi in corsa per intercettare i nuovi consumatori di musica (e sono cambiati direttori, art director, e persino i contenuti del giornale, che ora si rivolge a un pubblico molto più giovane).
Il management Mondadori ha semplicemente preso atto di questo stato di cose, e ha deciso di fermarsi a ragionare. I grandi cambiamenti sono ancora in atto e correggere in corsa un giornale, cercando di adeguarlo in fretta e senza riflettere, è sbagliato. Meglio analizzare con calma il fenomeno, studiarne le caratteristiche e poi intervenire, magari con un prodotto nuovo e più legato al mondo che ci circonda.
Dovrà avere un po' di pazienza, ma mi creda: non ...Tutto è perduto...
Buona giornata
md
|
 |
 |
D&R Domande e Risposte |
 |
 |
 |
|
 |
|