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AUDITEL E TELEFILM
26/6/2006
Gentile direttore,
ancora una volta le faccio molti complimenti per il giornale che in famiglia apprezziamo tutti.
Le volevo chiedere qualche informazione su come funziona il mondo dei film e dei telefilm acquistati dalle reti televisive.
Quanto costa acquistare i diritti per trasmettere un telefilm e/o un film in prima visione? Perché nonostante i grandi costi per acquistare un telefilm se l'auditel non è adeguato questo viene sospeso? È vero che per le reti televisive è molto importante avere l'auditel più alto rispetto alle concorrenti, ma non le sembra comunque un controsenso spendere tutti questi soldi e poi buttare questi telefilm in archivio?
La ringrazio molto per il tempo che mi ha dedicato.
Cordiali saluti e buon lavoro
Marco

Gentile Marco,
le sue considerazioni sull'Auditel non valgono solo per i telefilm. Oggi se un programma (qualunque esso sia) non produce i risultati attesi, viene sospeso o spostato in un'altra collocazione oraria. Le ricordo il recente flop di «48 ore», costosa fiction sospesa da Canale 5 dopo pochi episodi, o la chiusura anticipata, decisa da Raiuno, di «Amore» della Carrà. In realtà, se confrontati con quelli di un varietà o di una fiction, i costi per acquistare i diritti di una serie tv americana sono molto bassi. In media, per un episodio di un telefilm le reti italiane pagano 60.000 dollari (circa 45.000 euro al cambio attuale), 30.000 per una sitcom (23.000 euro), 100.000 (75.000 euro) per un film-tv. Un ospite straniero di un varietà costa molto di più. È sempre stato così, e non a caso le televisioni commerciali, nei primi anni di vita, riempivano i propri palinsesti di serial americani, non avendo ancora i mezzi per produrre show e sceneggiati.
Oggi i telefilm, anche i più popolari, superano raramente i 4 milioni di ascolto. Per questo, sono il prodotto ideale per Raidue e Italia 1, che hanno obiettivi inferiori a quelli delle reti ammiraglie (Raiuno e Canale 5). In nome dell'Auditel, però, i responsabili dei palinsesti li utilizzano con disinvoltura, sospendendoli senza preavviso (per limitare i danni) o, al contrario, programmandone tre episodi alla volta (per spremere al massimo un prodotto che funziona).
Non credo che la situazione cambierà a breve. Venerdì 7 luglio su Raiuno parte l'atteso «Commander in Chief» con Geena Davis. Sono previsti 19 episodi. Li vedremo tutti? Io non ci scommetterei.
Buona giornata
md
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Alfonso Signorini

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