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	<title>TV Sorrisi e Canzoni &#187; leonardo dicaprio</title>
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		<title>Leonardo DiCaprio racconta a Sorrisi il suo nuovo film</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 22:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_51445" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-51445" href="http://www.sorrisi.com/2010/07/15/leonardo-dicaprio-racconta-a-sorrisi-il-suo-nuovo-film/inception/"><img class="size-medium wp-image-51445" title="Inception" src="http://www.sorrisi.com/wp-content/uploads/2010/07/INC-17157-400x266.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo DiCaprio nel film «Inception»</p></div>
<p>di <strong>FRANCESCA SCORCUCCHI</strong></p>
<p>Anche se le cronache rosa si concentrano sul suo altalenante rapporto con la modella Bar Refaeli, annunciando un giorno la crisi e uno la riconciliazione, <strong>Leonardo DiCaprio</strong> preferisce tuffarsi nel lavoro e sfornare un titolo dopo l’altro. In <strong>«Inception»</strong>, l’attesissimo e misterioso film che esce venerdì negli Stati Uniti (da noi a settembre), sarà una sorta di ladro di sogni. O come dice lui, «uno specialista in “sicurezza subconscia” che si intrufola nella mente delle persone mentre dormono, e ruba le loro idee più preziose».<br />
<strong>Lei se li ricorda i suoi sogni?</strong><br />
«Mai, purtroppo. Però ho letto molto sulla loro analisi. Mi affascina frugare dentro l’inconscio».<br />
<strong>Sembra che lei dia il meglio con i personaggi tormentati. Perché?</strong><br />
«Mi piace sprofondarmi nei loro dilemmi, farli miei. Del resto gli attori sono vulnerabili e anche io sono spesso tormentato».<br />
<strong>A vederla non si direbbe. </strong><br />
«Certo, in pubblico mi guardo bene dal mostrare le mie debolezze».<br />
<strong>Si può creare ogni giorno la propria  realtà, come nel film?</strong><br />
«Io ci provo. Abbiamo il dovere di costruire il nostro destino. Poi dipende molto anche dalle carte che ci capitano in mano. Alcune sono più fortunate di altre».<br />
<strong>Lei si è beccato 4 assi?</strong><br />
(Ride) «Io ho lavorato duro e faccio questo mestiere da quando avevo 12 anni. E sì, posso dire di essere anche fortunato».<br />
<strong>Ai Mondiali ha tifato per la Germania. E le sue origini italiane da parte di padre? Le ha dimenticate? </strong><br />
«Certo che no, anche se di quelle ho perso quasi tutto. Non conosco i miei parenti italiani, ammesso che ce ne siano. So solo che i miei antenati venivano da Capri. Ma non perdo occasione per visitare l’Italia e ho l’angoscia che non riuscirò mai a conoscerla tutta!».<br />
<strong>Le cronache seguono sempre la sua vita amorosa. Non è ora di metter su famiglia e pensare a un figlio?</strong><br />
«L’idea mi piace ma non c’è fretta. Diventerò padre al momento giusto».<br />
<strong>Ma cosa cerca lei in una donna?</strong><br />
«Cerco una compagna con cui sia rilassante e divertente passare il tempo insieme. Quindi la qualità più importante in una donna, per me, è il senso dell’umorismo».</p>
<p><strong>GUARDA IL TRAILER ORIGINALE DI INCEPTION</strong></p>
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		<title>Leonardo DiCaprio racconta a Sorrisi «Shutter Island», nelle sale da questo weekend</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione sorrisi</dc:creator>
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Sigaro in bocca («È uno scoop, me ne concedo pochi da quando ho smesso di fumare»: smesso?), Leonardo DiCaprio ci racconta «Shutter Island». Nel film è un detective che indaga in un manicomio criminale governato da medici onnipotenti. E si rende conto che rischia di non uscirne mai più. Lo aiuta la regia al sangue [...]]]></description>
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<p>Sigaro in bocca («È uno scoop, me ne concedo pochi da quando ho smesso di fumare»: smesso?), Leonardo DiCaprio ci racconta «Shutter Island». Nel film è un detective che indaga in un manicomio criminale governato da medici onnipotenti. E si rende conto che rischia di non uscirne mai più. Lo aiuta la regia al sangue di Martin Scorsese, che sembra indulgere fin troppo nei cliché dell’horror gotico americano (isole maledette, fulmini, medici pazzi e mostruosi esperimenti) fino a un clamoroso colpo di scena che spiega tutto. I lettori del romanzo di Dennis Lehane, da cui è tratto il film, lo conoscono già; gli altri si preparino a uno shock.<br />
Ma torniamo a Leonardo: possibile che sullo schermo sia sempre tormentato e dal vivo (garantiamo) una roccia gentile che trasuda distacco e autocontrollo? «Amo i personaggi feriti perché mi commuovono» risponde lui. «E mi cambiano dentro. Quando ho girato “The Aviator” ero diventato come il protagonista, preda di comportamenti ossessivi. Per esempio, non riuscivo più a lasciare il set, andavo via e tornavo indietro più volte per assicurarmi che fosse tutto sotto controllo. Ma in pubblico non mostro le mie debolezze».<br />
Quattro film con Scorsese. Chi tiene in ostaggio chi? Lui ride. «Sono io che non lo mollo, perché è il più grande regista vivente». E forse anche per le comuni origini italiane? «Di quelle ho perso quasi tutto. So soltanto che i miei antenati venivano da Capri. Ma non perdo occasione per visitare l’Italia. Ho l’angoscia che non riuscirò mai a vederla tutta!». E dice la sua anche sul caso Morgan: «Cocaina contro la depressione? Non potrei mai dare un consiglio simile. Conosco attori che, con gli stupefacenti, hanno bruciato il loro talento e se stessi. No, con la droga non si scherza». <em><strong>(Paolo Fiorelli)</strong></em></p>
<p><span style="color: #339966;"><br />
</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>GLI ALTRI FILM DA NON PERDERE QUESTA SETTIMANA</strong></span></h2>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CRAZY HEART</strong></span> <strong>Drammatico (Usa, 2009)</strong> di Scott Cooper, con Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal. Un cantante country ormai «scoppiato», con matrimoni falliti alle spalle e il vizio di bere, incontra una giornalista che riuscirà a farlo rinascere. Un piccolo, toccante gioiello . E Jeff corre per l’Oscar.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>REVANCHE</strong></span> <strong>Drammatico (Austria, 2008)</strong>, di Götz Spielmann, con Johannes Krisch. Alex rapina una banca, ma la sua donna viene uccisa da un poliziotto. Quando scopre che l’uomo abita vicino al suo nascondiglio, decide di eliminarlo. Una appassionata meditazione sul tema della vendetta.</p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
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