28 Febbraio 2011 | 17:31

«Le sorelle della moda», Sorrisi ha fatto incontrare Alessandra Mastronardi e Micol Fontana

È un grande successo la storia delle tre sorelle che conquistarono Hollywood disegnando abiti da favola per star come Grace Kelly e Liz Taylor. Sorrisi ha fatto incontrare la protagonista della fiction con l'unica sorella Fontana ancora in vita, la 94enne Micol...

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«Le sorelle della moda», Sorrisi ha fatto incontrare Alessandra Mastronardi e Micol Fontana

È un grande successo la storia delle tre sorelle che conquistarono Hollywood disegnando abiti da favola per star come Grace Kelly e Liz Taylor. Sorrisi ha fatto incontrare la protagonista della fiction con l'unica sorella Fontana ancora in vita, la 94enne Micol...

28 Febbraio 2011 | 17:31 di

Micol Fontana con Alessandra Mastronardi (foto Massimo Sestini)

Hanno cucito un pezzo della storia d’Italia. Sono state tra le prime ambasciatrici del «made in Italy», accolte con ammirazione a Hollywood e alla Casa Bianca. Negli Anni 30 sono partite dalla provincia di Parma alla volta di Roma e da esperte sartine sono diventate regine dell’alta moda. Stiamo parlando delle tre sorelle Fontana e della loro casa di moda che ha vestito da Grace Kelly ad Ava Gardner, da Linda Christian a Liz Taylor. La loro storia è raccontata nella fiction di Raiuno «Atelier Fontana – Le sorelle della moda»,. Delle Fontana, Zoe, Giovanna e Micol, solo quest’ultima è ancora in vita. Se in passato ha frequentato l’alta società, ora la signora Micol, 94 anni, conduce una vita ritirata. Ma per Sorrisi ha voluto fare un’eccezione incontrando Alessandra Mastronardi, l’attrice, star de «I Cesaroni», che la interpreta nella fiction.

L’appuntamento è in piazza di Spagna a Roma, luogo simbolo nella storia delle sorelle Fontana, come la stessa Micol ricorda: «Era il 1936 e la sartoria di nostra madre era troppo piccola per noi. Con le mie sorelle siamo andate alla stazione del nostro paese, Traversetolo, in provincia di Parma, affidando il nostro futuro al destino. Abbiamo deciso di prendere il primo treno. Poteva andare a Milano o a Roma. Finimmo a Roma, e aprimmo il nostro primo atelier in piazza di Spagna». E vicino a piazza di Spagna oggi c’è la Fondazione Fontana, che conserva decine e decine di abiti da favola. Capi unici realizzati per le più grandi star e che per Sorrisi sono stati indossati da Alessandra Mastronardi.

«Nella fiction» racconta la giovane attrice «insieme con Anna Valle e Federica De Cola, che interpretano le altre due sorelle, non abbiamo mai avuto la possibilità di indossare questi capolavori: i nostri personaggi li dovevano confezionare». Alessandra indossa un prezioso abito voluto da Jacqueline Kennedy. E Micol racconta: «Era il 1955, quando alla porta del nostro atelier bussò quella che allora era la moglie del senatore Kennedy: Jacqueline voleva un abito elegante e prezioso per una serata danzante». Le sorelle Fontana in America erano già famose. Sei anni prima avevano realizzato un magnifico abito per Linda Christian, l’attrice che nel ’49 sposò Tyrone Power e poi divenne madre di Romina. «Erano gli anni del boom di Cinecittà» ricorda la signora Micol «e la città era invasa da attori e attrici americani. Un giorno Linda e Tyrone ci chiesero un abito: non un vestito qualsiasi, ma l’abito da sposa. All’epoca avevamo decine di lavoranti e tutte s’impegnarono nella confezione di quel capo così prezioso che aveva uno strascico di cinque metri. Le foto delle nozze fecero il giro del mondo, e noi con loro. Ma la star che più ci si affezionò fu Ava Gardner. Quando passava da Roma, veniva a casa nostra e ci cucinava il pollo fritto».

Alessandra ascolta affascinata i racconti della signora Micol. «La loro è stata un’esperienza unica e irripetibile e io ho avuto la fortuna di riviverla per la tv. Per me che amo il vintage, tanto che mia sorella mi apostrofa come “antica”, aggirarmi per questi corridoi è pura soddisfazione. Adoro questo stile raffinato, prezioso e glamour, che oggi purtroppo non esiste più. Frequentando la signora Micol ho affinato il mio gusto e soprattutto ho seguito il suo consiglio: studiare l’inglese. Era importante allora e lo è ancor di più oggi. Sono appena tornata da un soggiorno-studio di due mesi a New York». E allora addio «Cesaroni», l’America l’aspetta.