02 Dicembre 2014 | 07:11

Agon Channel, lo spietato vauxhall commenta il debutto della nuova rete

Questa settimana sul canale 33 del Digitale è nata una nuova rete, Agon Channel. Come già abbiamo fatto in passato, abbiamo chiesto un commento a una delle firme saritiche più acuminate di Twitter, vauxhall. Lui, per tutta risposta, si è messo subito davanti al televisore e ha guardato per noi tutta la prima «prima serata» del […]

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Agon Channel, lo spietato vauxhall commenta il debutto della nuova rete

Questa settimana sul canale 33 del Digitale è nata una nuova rete, Agon Channel. Come già abbiamo fatto in passato, abbiamo chiesto un commento a una delle firme saritiche più acuminate di Twitter, vauxhall. Lui, per tutta risposta, si è messo subito davanti al televisore e ha guardato per noi tutta la prima «prima serata» del […]

02 Dicembre 2014 | 07:11 di

Questa settimana sul canale 33 del Digitale è nata una nuova rete, Agon Channel. Come già abbiamo fatto in passato, abbiamo chiesto un commento a una delle firme saritiche più acuminate di Twitter, vauxhall. Lui, per tutta risposta, si è messo subito davanti al televisore e ha guardato per noi tutta la prima «prima serata» del canale. E l’ha commentata a modo suo, scherzoso e… assolutamente spietato.

Le opinioni espresse liberamente dall’autore non rispecchiano necessariamente quelle di Sorrisi.

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di vauxhall

Dove eravate quando esplose il reattore nucleare di Chernobyl? Dove eravate l’11 settembre? Dove eravate quando Agon Channel iniziò le trasmissioni regolari? (sono esempi assolutamente scelti a caso, lo preciso per chi volesse spacare botilia). Durante quest’ultima emergenza mi trovavo naturalmente davanti alla tv (come nelle altre due, del resto) ma questa volta in missione per conto di Sorrisi. Sì, ho guardato Agon fino a mezzanotte.

Ore 20

Inizia il Telegiornale introdotto da Caprarica, con il consueto combo gessato-cravattone rosa mai più visto da certe antiche avventure di Topolino contro Gambadilegno gangster. Lo «studio virtuale» del tg (una definizione così abusata nella tv degli ultimi 15 anni da non avere più senso, come «farò delle incursioni») risulta non pervenuto: a meno che non intendessero la sigla con la ricostruzione in computer grafica di Times Square, nella quale trionfa la locandina de La grande Bellezza, proprio come a New York (omaggio a Sabrina Ferilli, che evidentemente non sa dire di no?). Il tg è «aperto alle denunce degli spettatori»: non vedo l’ora che qualche zelante gli mandi le sue lamentele su questi immigrati dell’est che ci rubano il lavoro.

20:15

«A fior di pelle»: l’attesissimo quiz con domande e risposte scritte sul corpo di modelle e modelli, vere cartelline di carne. Va in onda anche nel day-time (sì, lo sto vedendo per la seconda volta. I miei genitori saranno orgogliosi), quindi non correte a sintonizzarvi: la pelle esposta è tutta da fascia protetta. È una specie di Colpo Grosso riscritto per zittire quella vostra «amica» di Facebook che vi intasa la bacheca di accorate denunzie intorno al corpo-delle-donne, è un Colpo Grosso lady-like (il conduttore ha anche la camicia bianca d’ordinanza arrotolata sui gomiti). Si vincono cifre minime (massimo 800 euro), forse tarate sul paniere albanese o sui contratti di lavoro italiani. La vera domanda è: il pubblico in studio sarà di Tirana o fanno voli charter da Roma anche per i figuranti? Che meraviglioso sequel di «Lamerica» ne uscirebbe.

Il claim del programma è «L’unico gioco al mondo in cui le domande e le risposte sono scritte a fior di pelle». Chissà perché è l’unico, eh?

20:50

Martellante, ineluttabile pubblicità dei programmi in partenza questa settimana. Conosco il palinsesto a memoria, credo sia la stessa tecnica di indottrinamento del vecchio regime locale. Almeno nel day-time ogni tanto c’era il sollievo delle televendite di Mastrota e Stefania Orlando, le uniche vere star che ho visto finora (non sono neanche dovuti andare a Tirana).

21

Parte «Leyton Orient», talent costruito intorno alla squadra di calcio londinese di proprietà di Francesco Becchetti, patron di Agon Channel (che io scambio ogni volta per Francesco De Gregori). Lo scopo del programma è dare una seconda possibilità a giovani calciatori italiani disoccupati, mettendo in palio un contratto con il Leyton. Ma prima l’intera, avvincentissima storia del club londinese, in pieno prime time contro fiction, film e «Chi l’ha visto»: praticamente uso privatistico del mezzo.

È bello vedere dei giovani italiani a Londra che non servano cappuccini, comunque.

L’enfasi sulla disoccupazione dei concorrenti, sulla mancanza di contratti italiani, sul giocarsi tutto nel provino perché potrebbe essere l’ultima occasione ricorda più i reportage di Raitre sui lavoratori dei call center che i predicozzi degli allenatori negli spogliatoi. O forse è l’ennesimo omaggio a Sabrina Ferilli, motivatrice di telefonisti in Tutta la vita davanti, e ora Oprah d’Albania.

21:35

Mai avrei creduto di provare nostalgia di Raiuno o Canale 5, che al momento mi sembrano Netflix e Amazon Prime.

21:45

Lo scoop della serata è che Tirana si è aperta al mondo ma non al montaggio televisivo: questo Leyton Orient è mortale per ritmo e contenuti. È triste quando vai a Londra per cercare la meritocrazia e trovi solo un talent a camera fissa.

22

Parte la trasmissione di approfondimento giornalistico «Times Square»: Caprarica, se mi racconti un’altra volta la potente metàfa di Times Square quale finestra sul mondo giuro su dio che faccio uno scandalo (l’ha fatto, ho lanciato il bicchiere di whisky nel camino) (non è vero).

Il tema di questo assolutamente necessario talk è «Il mondo salvato dagli under 30». Mi aspettavo l’intervista a Becchetti con la calza davanti alla telecamera, ma purtroppo l’ospite è un giovane speleologo che ci descrive nel minuto dettaglio la sua professione. Temo che l’obbiettivo dell’uno per cento di share debba essere fortemente ridimensionato.

22:20

«Le peculiari cime sudamericane». Anche in Albania il talk-con-la-montagna. Non c’è scampo dal fabiofazismo.

22:30

«Per fare successo bisogna fare le valigie e andarsene dall’Italia?» si chiede Caprarica dal suo studio di Tirana. Credo sia una domanda retorica.

22:45

«Vaux, come ti ha fatto sentire il talk politico di Agon Channel?» – «Come se Paolo Pagliaro avesse fatto un golpe» (Vauxhall, «Lettere dal carcere», ed. Mondadori, 2016)

22:50

Un giovanissimo italiano ha creato una start-up con una app per imparare l’inglese, «quello vero, quello che si parla veramente in Inghilterra». O come si chiamava ai miei tempi, «chat».

23

Finalmente inizia «My Bodyguard», la risposta di Agon a nessuna domanda. Il talent sulle guardie del corpo condotto da Maddalena Corvaglia ha per concorrenti «personal trainer, baristi, intrattenitori di donne» (…).

Inizia benissimo, coi partecipanti che discutono delle sensazioni provate entrando in una limousine: è aspirazionale se vivi nel 2001 e sei in fila per entrare al Café Atlantique sperando in un autografo (i selfie non li hanno ancora inventati) di Maddalena Corvaglia.

Nella prima prova di abilità domande su armi da fuoco, presidenti americani assassinati, il passato remoto del verbo proteggere («proteggerò!», è la pronta risposta del concorrente. «Perché io guardo al futuro, non al passato»), ingredienti di cocktail, addizioni e moltiplicazioni (!). Chi sbaglia viene buttato in piscina, come ai tempi di Beato tra le donne, come ai tempi del benessere.

Invece i poveri aspiranti bodyguard vengono trasportati sul retro di un camion arrugginito, che evoca tristi storie di caporalato e sfruttamento. Un po’ come tutto il canale finora.

Jill Cooper, addestratrice, gli fa gridare slogan motivazionali di rara ilarità: IO AMO IL MIO CLIENTE! CI SONO TANTI CLIENTI COME LUI MA LUI E’ IL MIO! IL MIO CLIENTE E’ LA MIA VITA!

Il tutto si svolge in una gelida villa, in cortili plumbei e strutture frananti: sembra «Salò» di Pasolini.

23:15

«Pensate con l’anima!». Grazie a dio non stanno a Roma. Ma è l’ora della prova di coraggio: i concorrenti devono tenere in mano una granata il più a lungo possibile prima che esploda. Purtroppo è una finta, non è esplosivo.

La Corvaglia spiega il meccanismo del daytime, ma ci tiene a precisare che fa freddissimo: mai quanto su questo divano, Maddalena.

Lory Del Santo, che sarà una dei coach dei bodyguard, non è mai apparsa nemmeno in fotografia su Agon Channel. Un dispositivo carismatico che non si vedeva dai tempi di Greta Garbo.

23:30 – 24

Aridàje con Becchetti e la sua squadra di calcio! Ma probabilmente c’è il monoscopio, sono io che ho le allucinazioni. Sorrisi, riceverai notizie dal mio nuovo avvocato: è albanese, mi pare di capire che siano molto aggressivi…