11 Giugno 2013 | 00:05

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «E intanto Pippo, zitto zitto…»

Ma i dirigenti Rai (non quelli di oggi, quelli di sempre, perché suppergiù non cambiano mai) una cosa non hanno capito: che Pippo non è né vecchio né nuovo e se proprio dovessi scegliere, direi che è un tipo innovativo...

 di Aldo Vitali

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «E intanto Pippo, zitto zitto…»

Ma i dirigenti Rai (non quelli di oggi, quelli di sempre, perché suppergiù non cambiano mai) una cosa non hanno capito: che Pippo non è né vecchio né nuovo e se proprio dovessi scegliere, direi che è un tipo innovativo...

11 Giugno 2013 | 00:05 di Aldo Vitali

Sembra impossibile, ma davanti alla tv siede oggi una nuova generazione di telespettatori che ignora o conosce a malapena Pippo Baudo. Eppure fino a poco tempo fa imperversava ovunque, da Sanremo alla domenica pomeriggio, e via via dove serviva (alla Rai, o talvolta a lui stesso) compariva col suo passo lungo e il capello di incerta provenienza e colore.

Sua Pippità, come lo chiamavo tanti anni fa (quando seguivo Sanremo per il Giornale e ogni tanto ci litigavo pure) era uno degli uomini più potenti d’Italia. Oggi l’ansia del nuovo che ha preso tutti quanti lo ha costretto a una posizione defilata.

Ma i dirigenti Rai (non quelli di oggi, quelli di sempre, perché suppergiù non cambiano mai) una cosa non hanno capito: che Pippo non è né vecchio né nuovo e se proprio dovessi scegliere, direi che è un tipo innovativo.

Guardate per esempio il servizio a pag. 42. Sfrattato dagli studi televisivi, ha preso un camper e si è messo a girare l’Italia facendosi accompagnare da grandi personaggi delle città che visita, inventando di fatto un nuovo format. Lo aveva fatto già lo scorso anno ottenendo un buon successo; lo ripropone adesso, affinandone i toni e i temi.

Così, mentre tutti vanno all’estero a comprare programmi in scatola, Pippo non si arrende e zitto zitto prova a rinnovare la tv.

av@mondadori.it
@aldovitali