30 Luglio 2013 | 05:21

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: Quasi quasi vado a cantare per Cecchetto

A Claudio Cecchetto dobbiamo tante serate allegre, tante canzoni che ancora amiamo e soprattutto un approccio moderno al mondo dello spettacolo. Ha scoperto Jovanotti, Fiorello, gli 883, Gerry Scotti e tantissimi altri...

 di Aldo Vitali

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: Quasi quasi vado a cantare per Cecchetto

A Claudio Cecchetto dobbiamo tante serate allegre, tante canzoni che ancora amiamo e soprattutto un approccio moderno al mondo dello spettacolo. Ha scoperto Jovanotti, Fiorello, gli 883, Gerry Scotti e tantissimi altri...

30 Luglio 2013 | 05:21 di Aldo Vitali

Tutti lui, li ha scoperti (quasi) tutti lui. Jovanotti, Fiorello, gli 883, Gerry Scotti e tantissimi altri che se li scrivessi tutti non avrei più spazio (aggiungo solo Radio Deejay, l’emittente che ha cambiato il modo di fare la radio in Italia). Ha presentato Sanremo, ha scritto e cantato (e ballato) hit che ancora abbiamo nelle orecchie… Vabè, leggete l’intervista che Franco Bagnasco ha fatto a Claudio Cecchetto, e guardate le foto del servizio.

Cecchetto, certo, lo conosciamo tutti (a parte forse i giovanissimissimi, ma perdonali, Claudio) e a lui dobbiamo tante serate allegre, tante canzoni che ancora amiamo e soprattutto un approccio moderno al mondo dello spettacolo. Cecchetto è forse l’unico personaggio che gli inglesi ci invidiano, perché il pop in Italia l’ha inventato lui, trasformandolo in cultura e consentendoci di non «vergognarci» se amiamo le canzonette (che poi, altro che canzonette, sono linguaggi del cuore) e se ridiamo quando assistiamo a uno show di Fiorello.

Ora Claudio ci annuncia l’ultima (sua) frontiera: un talent in cui i cantanti non devono per forza cantare bene, ma devono «arrivare al cuore». Non vedo l’ora che realizzi questo progetto. E quasi quasi, se un cantante non deve per forza cantare bene, al suo talent futurista mi iscrivo anch’io.

av@mondadori.it
@aldovitali