16 Maggio 2013 | 00:02

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «Quel genio di Arbore cerca “gente strana”»

Avevo 13 anni quando la radio mandò in onda la prima puntata di «Alto gradimento». E a casa mia succedeva una cosa che non è più accaduta: si pranzava distratti, lo sguardo perso nel vuoto e le orecchie dritte per non perdere nemmeno una battuta di quella follia...

 di Aldo Vitali

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: «Quel genio di Arbore cerca “gente strana”»

Avevo 13 anni quando la radio mandò in onda la prima puntata di «Alto gradimento». E a casa mia succedeva una cosa che non è più accaduta: si pranzava distratti, lo sguardo perso nel vuoto e le orecchie dritte per non perdere nemmeno una battuta di quella follia...

16 Maggio 2013 | 00:02 di Aldo Vitali

Avevo 13 anni quando la radio mandò in onda la prima puntata di «Alto gradimento». E a casa mia succedeva una cosa che non è più accaduta: si pranzava distratti, lo sguardo perso nel vuoto e le orecchie dritte per non perdere nemmeno una battuta di quella follia (unico disturbo, il mantra di mia mamma: «Mangia! Mangia! Si raffredda tutto! Mangia…»). Quante risate! E che modo nuovo e intelligente di divertirsi!

Raccontata così sembra una storia di un altro secolo (in effetti, a ben pensarci eravamo nel ’900), ma non volevo fare quello nostalgico che dice «ah, che bei tempi» (anzi, francamente preferisco l’infinita scelta che radio e tv ci offrono oggi). Tuttavia quella trasmissione «svezzò» tanti ragazzini come me e conquistò milioni di adulti. Dietro a quella genialata fatta di personaggi strambi e comicità dell’assurdo c’era, con Gianni Boncompagni, uno dei grandissimi artisti dello spettacolo italiano, Renzo Arbore. Che a pag. 28 racconta ad Alberto Anile tanti divertenti segreti della sua carriera (a proposito: ogni sabato su Raiuno va in onda alle 23.20 «L’altra», uno dei programmi più belli della stagione, in cui Arbore commenta i suoi lavori, da «Quelli della notte» a «L’altra domenica»).

Oggi Arbore scalpita, ha un mucchio di idee per nuovi programmi, ma gli manca la materia prima: la gente un po’ folle che lo ha sempre circondato. Pare infatti che le persone originali siano sempre più rare. Ma se c’è uno in giro in grado di scovarle da qualche parte, quello è il grande Renzo Arbore: il più bizzarro di tutti.