25 Novembre 2014 | 10:56

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: In letargo col piumone

Sarà che l’inverno, dopo aver fatto un po’ finta, ora è arrivato davvero. O sarà che a questo punto dell’anno siamo tutti un po’ innervositi dal buio che arriva a metà pomeriggio… Sarà quel che sarà, ma in questo periodo la mattina mi sveglio e faccio fatica più del solito ad abbandonare il letto. Penso […]

 di Aldo Vitali

Aldo Vitali, l’editoriale del direttore: In letargo col piumone

Sarà che l’inverno, dopo aver fatto un po’ finta, ora è arrivato davvero. O sarà che a questo punto dell’anno siamo tutti un po’ innervositi dal buio che arriva a metà pomeriggio… Sarà quel che sarà, ma in questo periodo la mattina mi sveglio e faccio fatica più del solito ad abbandonare il letto. Penso […]

25 Novembre 2014 | 10:56 di Aldo Vitali

Sarà che l’inverno, dopo aver fatto un po’ finta, ora è arrivato davvero. O sarà che a questo punto dell’anno siamo tutti un po’ innervositi dal buio che arriva a metà pomeriggio… Sarà quel che sarà, ma in questo periodo la mattina mi sveglio e faccio fatica più del solito ad abbandonare il letto. Penso che se qualcuno mi vedesse, troverebbe la scena quasi drammatica, con quel mio «addio al cuscino» carico di tristezza.

Per consolarmi ogni volta penso: sabato giuro che mi infilo sotto il piumone alle nove di sera e dormo tanto, senza l’ansia della sveglia. Invece poi succede che il sabato sera la tv si scatena e tra Maria De Filippi, Milly Carlucci, l’anticipo della Serie A (per non parlare della mia segreta passione per «Un giorno in pretura») resto impalato col telecomando in mano e non mi decido a schiacciare il tasto «off», ipnotizzato anche da trasmissioni che non avevo previsto di seguire (l’altra notte ho spento alle due dopo un documentario, bellissimo per carità, sulla caduta del Muro di Berlino!). Così sperpero il capitale di quel po’ di tempo in più che la domenica mattina mi concede.

Noi esseri umani siamo animali, si sa, e di loro abbiamo tante caratteristiche. Però nei millenni abbiamo perso una dote preziosissima che loro, furbi, hanno mantenuto: quella di andare in letargo.