24 Novembre 2011 | 16:49

ALESSANDRO PREZIOSI e il successo di UN AMORE E UNA VENDETTA: «La gente ha bisogno di eroi»

All'indomani della conclusione della fiction di Canale 5 ispirata a «Il conte di Montecristo», l'attore parla con Sorrisi della popolarità della serie: «Ha avuto successo perché è un grande romanzo popolare, dal forte impatto emotivo. E poi il grande classico è sempre apprezzato dal pubblio. Il successo di Fiorello ne è la prova. Un intrattenimento popolare, non pretestuoso, funziona»...

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ALESSANDRO PREZIOSI e il successo di UN AMORE E UNA VENDETTA: «La gente ha bisogno di eroi»

All'indomani della conclusione della fiction di Canale 5 ispirata a «Il conte di Montecristo», l'attore parla con Sorrisi della popolarità della serie: «Ha avuto successo perché è un grande romanzo popolare, dal forte impatto emotivo. E poi il grande classico è sempre apprezzato dal pubblio. Il successo di Fiorello ne è la prova. Un intrattenimento popolare, non pretestuoso, funziona»...

24 Novembre 2011 | 16:49 di

Alessandro Preziosi (clicca sull'immagine per sfogliare la fotogallery)

«No, non serve che lei mi chiami direttore… basta “maestro”!» scherza Alessandro Preziosi, appena nominato direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo. È sereno, emozionato per il nuovo incarico e soddisfatto per i risultati del suo ultimo lavoro in tv: «Un amore e una vendetta», la fiction di Canale 5 che lo ha visto protagonista e che, puntata dopo puntata, ha avvinto sempre più spettatori.

Qual è il segreto di questa serie?

«La sua originalità, che nasce dal fatto di essere genuinamente popolare. È una fiction dalle caratteristiche della grande serialità alla “Elisa di Rivombrosa” e “Orgoglio”, insistente sui tasselli principali della storia, che lo spettatore segue con facilità».

La storia è ispirata all’opera «Il conte di Montecristo».
«Il grande classico è apprezzato dal pubblico. Il successo di Fiorello ne è la prova: un intrattenimento popolare, non pretestuoso, funziona».

Si è rivisto in tv?
«Sì. Ho lavorato tanto sul personaggio di Lorenzo e l’ho trovato credibile nella sua forza emotiva. E poi, c’è sempre bisogno di eroi. Questa serie ha avuto un pubblico trasversale, è una fiction per le famiglie».

Veramente è un thriller sentimentale dai toni noir, non proprio rassicuranti…
«Sì, ma è tutto dichiarato fin dalla prima puntata. Lo spettatore sapeva chi fosse Lorenzo Bermann, aspettava solo che Laura-Anna Valle si accorgesse che quell’uomo era Andrea, il suo grande amore e il padre di suo figlio».

Insomma, un personaggio che le ha dato soddisfazione.
«Molta. è forse il meno istintivo che abbia interpretato. La difficoltà, ma anche l’aspetto che mi è piaciuto di più è stata l’attesa, la sua capacità di avere il controllo, di aspettare. E non è poco, per un personaggio che deve tenere banco per otto puntate!».

Presto sarà in teatro con il «Cyrano», il suo debutto alla regia.
«Si parte il 14 gennaio ad Ascoli Piceno, per poi toccare tutte le grandi città, da Milano a Firenze, a Napoli. La mia regia è frutto della collaborazione di tutte le persone che lavorano con me. Vorrei che lo spettacolo fosse firmato con le loro iniziali».

Il teatro è il suo amore e ora è il direttore dello Stabile d’Abruzzo.
«Sono felice ma so che ogni riconoscimento è una responsabilità in più. Ho sempre alternato tv e cinema al teatro: penso che quest’ultimo allunghi la vita di un artista. Il mio desiderio è quello di dare dignità culturale a questa regione. E la ricostruzione del teatro dell’Aquila distrutto dal terremoto ha una valenza anche simbolica. Vorrei attirare qui le eccellenze teatrali italiane e realizzare un centro studi di ricerca dell’arte, che accolga artisti da tutto il Paese».

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