16 Giugno 2011 | 10:05

Alfonso Signorini ed Elisabetta Canalis in «La notte degli Chef»

Nove cuochi in gara fra loro, allenati da tre super chef e incoraggiati da tre personaggi famosi (Rino Gattuso, Emanuele Filiberto e una scatenata Elisabetta Canalis). A giudicarli una giuria di esperti. Padrone di casa è il direttore di Sorrisi: «Al di là della gara spietata, spero di trasmettere il gusto della buona tavola e vorrei che i telespettatori da casa sentissero quasi gli aromi»...

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Alfonso Signorini ed Elisabetta Canalis in «La notte degli Chef»

Nove cuochi in gara fra loro, allenati da tre super chef e incoraggiati da tre personaggi famosi (Rino Gattuso, Emanuele Filiberto e una scatenata Elisabetta Canalis). A giudicarli una giuria di esperti. Padrone di casa è il direttore di Sorrisi: «Al di là della gara spietata, spero di trasmettere il gusto della buona tavola e vorrei che i telespettatori da casa sentissero quasi gli aromi»...

16 Giugno 2011 | 10:05 di

Alfonso Signorini ed Elisabetta Canalis (foto Massimo Sestini)

Nella cucina di un famoso ristorante di Milano dietro ai fornelli ci sono Alfonso Signorini ed Elisabetta Canalis. Lei rivolta una frittata in padella che, voilà, finisce per terra. Lui la guarda divertito, poi si gira verso la telecamera e annuncia: «Ne vedrete di tutti i sapori!». Ciak, si gira il promo de «La notte degli chef», un programma di cucina tutto nuovo in onda da stasera su Canale 5 in prima serata.

Scusi direttore, che ci fa in cucina e soprattutto in un programma di gastronomia? «Beh, anche nello studio di “Kalispéra!” avevamo una cucina dove mi piaceva trafficare… Di programmi di cucina ce ne sono tantissimi, forse fin troppi, ma io li guardo tutti. Però è la prima volta che una trasmissione di questo genere arriva in prima serata. E io, al di là della gara spietata, spero di trasmettere il gusto della buona tavola e vorrei che i telespettatori da casa sentissero quasi gli aromi».

E dunque per questo sbarco in prima serata la Endemol Italia ha creato un «talent» nuovo di zecca. È una gara a eliminazione, dove i talenti sono nove cuochi divisi in tre squadre o meglio tre «brigate» come si usa nel gergo delle cucine. «Hanno dai 22 ai 32 anni, con esperienze professionali più o meno solide» spiegano gli autori Barbara Cappi e Gian Maria Tavanti. «Il loro sogno è diventare chef famosi. Qui in premio ci sono sei mesi di lavoro retribuito nella cucina di un grande cuoco, il che nel curriculum farà poi la differenza».

Il meccanismo della gara prevede che durante la settimana i concorrenti vengano addestrati in un’Accademia da tre grandi nomi della cucina italiana (Fulvio Pierangelini, Davide Oldani e Gennaro Esposito), che sono anche i tre capisquadra. Poi durante la puntata serale i concorrenti si cimentano nella preparazione di un primo, un secondo e un dolce. Ad aiutarli, tre personaggi famosi, Elisabetta Canalis, Rino Gattuso e Emanuele Filiberto, tre vip ridotti al ruolo di «sguatteri»: aiuteranno infatti i concorrenti a sbucciare le patate, lavare l’insalata, usare il mestolo. Alla fine la giuria (composta da Alessandro Borghese, Davide Rampello e Camilla Baresani) giudicherà i risultati. I cuochi «peggiori» perderanno il cappello e il grembiule e dovranno uscire dall’Accademia. E così di eliminazione in eliminazione per tre puntate fino al vincitore finale. «La formula è quella del talent, con l’Accademia, il confessionale, l’eliminazione. Certo se andasse bene potrebbe diventare una serie più lunga» dicono gli autori. Per ora il format è servito. Nell’attesa i protagonisti raccontano le loro personali «cucine».

ALFONSO SIGNORINI
«Quando Mediaset mi ha proposto di condurre il programma ho raccolto la sfida con entusiasmo. Su La7 sono stato ospite a “Un giorno da chef” dove ho cucinato i miei piatti preferiti, la cassoeula, il salame di cioccolato, le sarde in saor. Ho guadagnato ben tre stelle. A me piace molto cucinare, soprattutto per gli amici e il mio ingrediente segreto è la buona volontà. Non amo le mode, amo la cucina ruspante. Sono cresciuto aiutando ogni giovedì mia nonna a fare gli gnocchi. Se fossi un piatto? Sarei un piatto colorato, spaghetti pomodoro, basilico e aglio: checché ne dica Berlusconi, l’aglio fa un gran bene!».

ELISABETTA CANALIS
«Io vivo negli Stati Uniti dove i programmi di cucina sono quelli che hanno più successo, coinvolgono tutti, anche quelli che non sanno cucinare. Sono brava a cucinare solo le cose che mangio, riso saltato con i gamberi e il pollo, per esempio. Mi piace la cucina asiatica, cinese, giapponese, thailandese… Anche se all’estero una pasta al pomodoro è molto apprezzata e tutti i miei amici quando vedono me è come se vedessero un piatto di spaghetti! Per una cena afrodisiaca questo è il mio menu ideale: edamame, frittura di pesce, pesce grigliato, zuppa di miso e soprattutto tanto sakè caldo. Se fossi un piatto sarei un mix tutto di verdure».

RINO GATTUSO
«Non avrei mai pensato di finire in un programma di cucina, ma del resto neppure di diventare proprietario di due ristoranti e una pescheria! Si parla sempre di calciatori & macchine o calciatori & veline, ma i calciatori fanno anche cose belle… Non sono un bravo cuoco, però mi viene bene la grigliata di pesce o la carne alla brace. Altrimenti cucina mia moglie che è molto brava. Da tanti anni seguo la dieta a zona e mangio la pastasciutta solo il giorno prima della partita. Essendo uomo del Sud mi piacciono le alici fritte, le sarde fritte, l’insalata di pomodoro con cipolla e gamberi, i piatti poveri che poi sono i più buoni. Se fossi un piatto? Sarei un bel rombo con le patate fini e croccanti, il rombo sembra un pesce stupido, ma ha una carne incredibile».

EMANUELE FILIBERTO
«Ho sempre voluto fare un programma di cucina, mi affascina vedere i grandi chef al lavoro. In cucina, da uno a dieci, mi do un bel due, posso giusto fare da mangiare alle mie figlie: carne, petto di pollo, verdurine tagliate. Mi piace provare la cucina locale dei posti dove mi trovo, amo tutti i piatti, dal pollo tandoori indiano al cous cous marocchino fino alla pasta con le vongole. Ma il mio preferito rimane la pizza margherita, è stata inventata per la mia bisnonna, Margherita di Savoia, è, come dire, un piatto di famiglia… Se io fossi un piatto sarei un manzo stufato alle carote, un piatto dolce, buono e gustoso, accompagnato da un buon bicchiere di rosso».