17 Aprile 2009 | 13:30

Antonella Clerici: «Bambini, siete la mia rivincita!»

«Scippata» dei suoi show storici mentre era in maternità, la conduttrice è protagonista di un rientro trionfale grazie al boom di «Ti lascio una canzone». «Ora preparo un nuovo show». Per la Rai? «No, per chi lo vorrà»

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Antonella Clerici: «Bambini, siete la mia rivincita!»

«Scippata» dei suoi show storici mentre era in maternità, la conduttrice è protagonista di un rientro trionfale grazie al boom di «Ti lascio una canzone». «Ora preparo un nuovo show». Per la Rai? «No, per chi lo vorrà»

17 Aprile 2009 | 13:30 di

(Foto Rino Petrosino)
(Foto Rino Petrosino)

Sorpresa. Nella tv delle polemiche create ad arte, delle scenate in diretta, degli scoop a tutti i costi, c’è ancora spazio per dei bambini che, semplicemente, cantano. Senza sgomitare, senza contendersi premi milionari, senza sperare in chissà quale carriera. Venti piccoli Pavarotti si cimentano con vecchie canzoni sul palco dell’Ariston e boom: uno spettatore italiano su tre, il sabato sera resta incantato ad ascoltarli.
A tirare le fila del successo di «Ti lascio una canzone» c’è Antonella Clerici e questa una sorpresa non è. Dopo la maternità, è noto, il rientro è stato traumatico: i suoi programmi erano stati affidati ad altre conduttrici. Antonella non s’è scomposta più di tanto. Senza perdere la sua flemma da «conduttrice confidenziale», ha semplicemente mostrato quello di cui è capace.
Una bella soddisfazione.
«Certo. Ma il successo di “Ti lascio una canzone” non è l’unica cosa che conta. C’è la mia piccola Maelle, ora. Come faccio ad arrabbiarmi, se poi penso che ho lei?».
Dunque tutte le polemiche sono acqua passata?
«Se mi sta chiedendo se sono pacificata, allora le dico di no. Ancora oggi non mi va giù come sono stata trattata dopo 23 anni in Rai. Non dico che esista un diritto a mantenere la conduzione delle proprie trasmissioni per sempre, ma c’è modo e modo. In fondo io ero solo in maternità. Hanno un bel dire che in Italia non si fanno bambini…».
Lei è una privilegiata: pensi quanto può costare una maternità a una semplice impiegata.
«Lo so bene. E infatti voglio mobilitarmi su questo fronte. Non so ancora come, ma mi dedicherò alla causa».
Rientra dalla maternità con un programma che ha  bambini per protagonisti. Non ne potrà più.
«Al contrario. Con la nascita di Maelle sono cambiata».
Sembra più serena.
«Lo sono. Passi una vita a storcere la bocca quando esci con gli amici che hanno bambini e poi, quando hai una figlia tua, scopri che non parli d’altro che di pappe e pannolini».
Tornare in tv ha significato staccarsi per la prima volta da Maelle.
«Sì, ma lei e Eddy (il papà della bimba; ndr) sono qui a Sanremo con me: stare fuori dalla mischia ci fa bene. Poi c’è Regina, la nostra super-tata. Ma non rinuncio al piacere del bagnetto serale».
Eddy l’aiuta?
«Tanto. Ma preferisce dedicarsi ai biberon che ai pannolini. La sera, Eddy si prende Maelle sul grembo e lei si addormenta a pelle d’orso mentre noi guardiamo la tv».
Essere mamma ha cambiato il suo modo di condurre  «Ti lascio una canzone»?
«Eccome. Quando guardo le bimbe sul palco vedo Maelle tra qualche anno».
E si chiede se vorrebbe per lei un futuro nello spettacolo.
«Già, inevitabilmente».
Si è già data una risposta?
«Diciamo che preferirei che diventasse un architetto o un medico. Ma farà quel che vorrà e io sarò con lei».
Che cosa non le piace del suo mestiere?
«Quello che è successo a me è la dimostrazione che nella tv italiana ci si dimentica molto presto di ciò che un artista ha fatto. Per fortuna io sono sempre rimasta con i piedi per terra: anche nei momenti migliori ho lavorato pensando che il vento poteva cambiare».
Parla come se «Ti lascio una canzone» non fosse il successo che è.
«Ho sempre saputo che la gente mi avrebbe aspettato».
Perché uno show così semplice piace tanto?
«L’ha detto lei, perché è semplice. Ed è pulito. Infatti, dopo il terremoto, nessuno ha sentito il bisogno di sospenderlo. Abbiamo soltanto prestato più attenzione alla scelta delle canzoni. Noi proviamo a regalare qualche momento di serenità alla gente, punto. La tv dovrebbe farlo più spesso».
C’è chi dice che far lavorare i bimbi in tv è pericoloso.
«Qui i bambini vengono per cantare e divertirsi. Non è concesso loro di coltivare chissà quali aspirazioni».
Ne è certa?
«Il problema, spesso, sono più i genitori dei figli. In passato è successo anche che delle mamme protestassero  perché ritenevano i loro bambini troppo bravi per duettare con gli altri. Mamme e figli sono stati subito allontanati dal programma. Lo show funzionerà solo finché verrà preso come un gioco. Infatti, ai genitori non è concesso assistere alle prove. Possono solo partecipare alla diretta del sabato».
Che rapporto ha con i bimbi in gara?
«Cerco di mantenere un po’ di distacco. Preferisco farmi stupire da loro durante la diretta. E poi è troppo facile affezionarsi».
Non mi dirà che ha delle preferenze.
«Diciamo che ho delle simpatie».
Per chi?
«Per il gruppo delle “Belle Bimbe”, quelle che hanno cantato “Mamma mia” degli Abba la prima sera. Sono tutte ragazzine giovanissime. L’ho già detto, guardo loro e immagino Maelle».
«Ti lascio una canzone» finirà a giugno. Poi?
«Poi c’è sempre “Tutti pazzi per la tele”. E sto lavorando in prima persona a una trasmissione tutta nuova».
Che tipo di trasmissione?
«Non dico niente, fossi matta. In tv si fregano tutto!».
La prepara per la Rai?
«Per chi me la farà realizzare. Mi auguro che sia proprio la Rai».
Ma non esclude Mediaset.
«Ripeto: per chi me la farà realizzare. Non è una questione di soldi. Anche se in Rai, lo sanno tutti, si guadagna meno. E, in Rai, io non sono certo quella che guadagna di più».
A Sky non pensa?
«Per il momento no. Il mio pubblico è generalista nel senso più classico e migliore del termine. Non sono Fiorello, un fuoriclasse che può fare quello che vuole senza preoccuparsi del numero di spettatori che lo può seguire».