18 Maggio 2009 | 15:30

Cala il sipario su «Ricomincio da qui». Alda D’Eusanio polemizza: «Al mio posto un programma che fa solo il 4% di share»

Il talk show quotidiano, in onda da tre anni nel pomeriggio di Raidue, chiude definitivamente. Lo ha annunciato, con toni polemici, la conduttrice: «Metteranno un programma di musica e canzoncine in onda da Milano che fa il 4%, io faccio il 12-13%»...

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Cala il sipario su «Ricomincio da qui». Alda D’Eusanio polemizza: «Al mio posto un programma che fa solo il 4% di share»

Il talk show quotidiano, in onda da tre anni nel pomeriggio di Raidue, chiude definitivamente. Lo ha annunciato, con toni polemici, la conduttrice: «Metteranno un programma di musica e canzoncine in onda da Milano che fa il 4%, io faccio il 12-13%»...

18 Maggio 2009 | 15:30 di

Alda D'Eusanio
Alda D'Eusanio

Il programma quotidiano Ricomincio da qui, in onda da tre anni nel pomeriggio di Raidue, chiude definitivamente. Lo ha annunciato questa mattina la conduttrice Alda D’Eusanio ai microfoni di Radio Radio. «Il programma è stato soppresso, a settembre non ci sarà più» ha detto la giornalista abruzzese, che conduce anche «Ricominciare», in onda il lunedì sera su Raidue.

«Lo abbiamo saputo sabato scorso ma lo dico ora per la prima volta. In una tv in cui si gioca  abbiamo fatto un programma di servizio con cui abbiamo risolto tanti problemi alle persone». La D’Eusanio, con tono polemico, ha aggiunto che  «al posto mio metteranno un programma di musica e canzoncine in onda da Milano che fa il 4%, io faccio il 12-13%. Il direttore Antonio Marano e il vicedirettore Pasquale D’Alessandro, stanno cercando di portare tutta la produzione della seconda rete a Milano. Però il programma di Michele Guardì viene confermato e non è un programma per ragazzi. L’unico che eliminano è il mio».

«Non credo» spiega la D’Eusanio «che la mia trasmissione dia fastidio. Vengono eliminati come sempre gli anelli deboli, chi non è sponsorizzato e non ha le spalle coperte. Guardì è molto protetto, “Italia allo specchio” è già a Milano. Io non appartengo a nessuna lobby ma all’azienda. Quello che mi colpisce è che in questo momento di crisi del Paese la Rai prende una professionista, la paga e poi la tiene a casa».