20 Marzo 2011 | 16:18

Cesare Bocci: «Vi racconto il vero Salvo Montalbano»

Vizi e virtù del commissario più famoso d'Italia secondo Augello, suo storico vice. «Sono 13 anni che io e Luca Zingaretti ci troviamo sul set» dice Cesare Bocci, il Mimì della serie. «Lui è tutto d'un pezzo, ma stavolta perderà la testa per una donna»...

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Cesare Bocci: «Vi racconto il vero Salvo Montalbano»

Vizi e virtù del commissario più famoso d'Italia secondo Augello, suo storico vice. «Sono 13 anni che io e Luca Zingaretti ci troviamo sul set» dice Cesare Bocci, il Mimì della serie. «Lui è tutto d'un pezzo, ma stavolta perderà la testa per una donna»...

20 Marzo 2011 | 16:18 di

Cesare Bocci e Luca Zingaretti

Sono amici da sempre, Salvo e Mimì. E da sempre sanno di poter contare uno sull’altro. Nella vita e sul lavoro. Perché Salvo, il commissario Montalbano, e Mimì Augello, il suo vice, sono entrati insieme in Polizia tanti anni fa e da allora sono amici fraterni, prima ancora che colleghi. «Il loro rapporto ricorda quello tra Sandra e Raimondo» spiega sorridendo Cesare Bocci, l’attore che interpreta il fidato Mimì. «Si punzecchiano sempre, litigano in continuazione, ma si vogliono un gran bene». Dal 14 marzo su Raiuno vanno in onda quattro nuovi episodi de «Il Commissario Montalbano», diretti da Alberto Sironi e tratti da altrettanti romanzi di Andrea Camilleri. E proprio nella prima puntata, «Il campo del vasaio», succede qualcosa di incredibile: l’amicizia tra Montalbano e Mimì sembra vacillare.

«Mimì è irriconoscibile: cupo, teso, irascibile» prosegue Bocci. «Uno stato d’animo che si spiegherà solo con il procedere delle indagini su un omicidio di stampo mafioso. Mai come in questo caso, il lavoro si intreccia con l’amicizia tra i due. Salvo mette Mimì di fronte a una realtà che non riusciva più a vedere e, da amico, lo difende da lui stesso. Da commissario avrebbe potuto deferirlo, invece lo salva». Sono 13 anni che Luca Zingaretti e Cesare Bocci si ritrovano sul set per interpretare i due poliziotti di Vigata. «I nostri personaggi sono cresciuti e cambiati insieme a noi» continua Bocci. «Ne “La danza del gabbiano” Salvo e Mimì sono straziati dal dolore per il timore di aver perso il loro collega Fazio. Non li avevamo mai visti così disperati. In amore, poi, Montalbano è sempre stato uno tutto d’un pezzo, ma nell’ultima puntata, “L’età del dubbio”, lo vedremo perdere la testa per una donna. E allora i ruoli si ribaltano e toccherà proprio a Mimì, che non ha mai imparato a essere fedele, consigliargli di “non fare minchiate”».

Sul lavoro, ritroveremo un Montalbano più disincantato. «Gli fa male pensare di dover combattere ogni volta contro la violenza, la corruzione, la mancanza di moralità della società. Si sente quasi impotente, ma questo non gli impedisce di continuare a combattere. E trovarsi a parlarne davanti a un piatto di spaghetti con le vongole, guardando il mare e il sole della Sicilia, rende in qualche modo tutto più accettabile. E poi, c’è sempre l’ironia che alleggerisce il tono».

Nelle indagini, il commissario Montalbano è un lupo solitario e questo innervosisce Mimì, che spesso si sente escluso. «Mimì prova ammirazione per Salvo: Montalbano è Montalbano, è il più bravo». E nella vita vera? «C’è un bel rapporto tra me e Luca. Io sono romanista, lui laziale e ci siamo sempre punzecchiati. Ma proprio come succede a Salvo e a Mimì, nonostante le differenze c’è un affetto sincero. Che si rinforza con il nostro impegno nella solidarietà: sono testimonial dell’Anfass (Associazione delle famiglie di disabili) e spesso lo coinvolgo nelle iniziative di beneficenza. È amicizia anche questa!».