09 Maggio 2011 | 08:00

Cristina D’Avena, Licia ritrova il suo Mirko

«Chérie, viène accà!», le dice sussurandole all’orecchio in un misto franco-partenopeo che già dice molto sul personaggio. Carràmba, che sorpresa! Dopo più di 20 anni, grazie a Sorrisi, Pasquale Finicelli, il Mirko di «Love me Licia», ritrova l’amica (già fidanzatina per la fiction) Cristina D’Avena, coprotagonista di una tra le più leggendarie sitcom adolescenziali di casa nostra...

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Cristina D’Avena, Licia ritrova il suo Mirko

«Chérie, viène accà!», le dice sussurandole all’orecchio in un misto franco-partenopeo che già dice molto sul personaggio. Carràmba, che sorpresa! Dopo più di 20 anni, grazie a Sorrisi, Pasquale Finicelli, il Mirko di «Love me Licia», ritrova l’amica (già fidanzatina per la fiction) Cristina D’Avena, coprotagonista di una tra le più leggendarie sitcom adolescenziali di casa nostra...

09 Maggio 2011 | 08:00 di

Cristina D'Avena e Pasquale Finicelli (foto Pigi Cipelli)

«Chérie, viène accà!», le dice sussurandole all’orecchio in un misto franco-partenopeo che già dice molto sul personaggio. Carràmba, che sorpresa! Dopo più di 20 anni, grazie a Sorrisi, Pasquale Finicelli, il Mirko di «Love me Licia», ritrova l’amica (già fidanzatina per la fiction) Cristina D’Avena, coprotagonista di una tra le più leggendarie sitcom adolescenziali di casa nostra. Lei è sempre la regina delle canzoni per l’infanzia; lui oggi lavora in una concessionaria di pubblicità milanese. Non sono più ragazzini, ma il feeling è ancora quello di quando sul set si batteva un ciak dietro l’altro. E guai a essere troppo maliziosi, sennò Alessandra Valeri Manera, colei che li ha creati, bacchettava.

Stavolta fanno da soli, ma i Bee Hive, la fantomatica band di Mirko, front man dal ciuffo multi color, aspettano dietro l’angolo. C’è chi è sposato e vive in America, chi fa il parrucchiere a Milano, chi ha un’azienda di telefonia. «Ma l’idea di una vera, grande reunion si è concretizzata: faremo cinque concerti tra maggio e giugno. E magari riusciremo a coinvolgere in qualche modo anche Cristina» dice Pasquale.

Lei vedrebbe meglio, invece, «una sorta di fiction-reality, un po’ sitcom, un po’ “X Factor”: Mirko e Licia vent’anni dopo, sposati, con figli, che hanno la loro vita, i loro bisticci e una sala di registrazione nella quale provinano talenti da mandare in onda in un vero programma. Un incrocio all’americana, sarebbe carino: butto lì l’idea. Ma non so se in questi tempi di crisi…».

Diavolo d’una D’Avena: forse non ha tutti i torti. Ultimamente fra l’altro capita di sentirla dal vivo persino in tandem con i bolognesi Gem Boy, impegnati a rileggere fra rispetto e dissacrazione quelle canzoncine che hanno visto crescere generazioni di (ex) ragazzi. La 5 nel frattempo ha ritrasmesso tutte le sue serie degli anni d’oro, ed è approdata nei negozi con due cofanetti: «Natale con Cristina», zeppo di sigle di Italia 1, e «Licia e i Bee Hive Story». Roba per collezionisti.

«Perché sono ancora l’unica interprete di spicco a cantare per i bambini, sulla breccia da così tanti anni? È semplice, perché non deludo» spiega la D’Avena. «Nasco come voce che i bimbi ascoltavano in tv. Una volta fatto il passo successivo, cioè quello di mostrarmi, di far vedere il mio volto e quindi di farmi conoscere, la gente ha capito che ero esattamente come mi immaginava. Così si è realizzata una grande magia che forse capita raramente nello spettacolo».

Felice per la rimpatriata, ma ancora un po’ con le pive nel sacco, il buon Pasquale-Mirko racconta: «Iniziai a fare il modello a 18 anni a Roma, e a 21 arrivai a Milano all’agenzia Caremoli. Mi proposero “Kiss me Licia” e fu subito boom. Fui io a decidere di lasciare dopo la quarta serie. Non ne potevo più di alcune cose, tra le quali quella capigliatura assurda che mi imponevano: un misto di giallo e rosso con lacca spray che si toglieva di sera. La prima volta che mi vidi, fu uno choc. Fossi stato saggio, avrei potuto accettare ancora un paio di stagioni. Invece, convinto di avere il mondo in mano e di trovare subito altro da fare, me ne andai. Poi sono venute alcune particine, una figlia di 19 anni, Raffaella, che purtroppo vedo meno di quanto vorrei, e altri lavori al di fuori dello spettacolo. Ora su questi live punto molto: non era facile riunire i Bee Hive. Ma ce l’abbiamo fatta».