28 Maggio 2013 | 15:16

Davide Scabin, dopo «La terra dei cuochi» conquista lo spazio

Il 2 giugno andrà in onda l'ultima puntata di «La terra dei cuochi», il talent di Antonella Clerici in cui Davide Scabin è il giudice unico e incontrastato. Uno chef talmente bravo e originale, che ha perfino preparato cinque piatti antidepressivi per la missione spaziale internazionale…

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Davide Scabin, dopo «La terra dei cuochi» conquista lo spazio

Il 2 giugno andrà in onda l'ultima puntata di «La terra dei cuochi», il talent di Antonella Clerici in cui Davide Scabin è il giudice unico e incontrastato. Uno chef talmente bravo e originale, che ha perfino preparato cinque piatti antidepressivi per la missione spaziale internazionale…

28 Maggio 2013 | 15:16 di

È stato tra i primi chef a girare dei format tv per il canale del Gambero Rosso, per poi apparire a «MasterChef» e in altri programmi culinari in onda su La7. Ma è con «La terra dei cuochi» che Davide Scabin (48 anni) è diventata una star del piccolo schermo. E mentre si avvicina la finale del 2 giugno su Rai1, abbiamo fatto il punto con lui.

Scabin, la finale si avvicina. Bilancio dell’esperienza?
«Sono ultracontento. Ho lavorato a stretto contatto con gli autori ed è stato stimolante. Riuscire a fondere la gastronomia con lo spettacolo è stato bello. Se mi chiedessero di partecipare alle seconda stagione accetterei al volo».

Con Antonella Clerici com’è andata?
«Lei è un marines con il sorriso, sempre disponibile e accogliente ma con una tenuta dello studio impressionante. Ha una capacità e professionalità pazzesche, mi ha preso per mano e fatto sentire subito a mio agio».

Come mai ha deciso di partecipare al programma?
«Perché volevo che anche il pubblico a casa potesse avere consigli di alta gastronomia. Il risultato che mi dà più soddisfazione è che ora anche i bambini vogliono mangiare i piatti dei grandi chef e non si accontentano più della pasta al pomodoro!».

Perché voi chef siete sempre così severi, cattivi, quasi sadici…?
«I primi due termini glieli passo. Il terzo no! Siamo così rigorosi e severi perché dobbiamo gestire una cucina e per farlo ci vuole “rispetto gerarchico”, guadagnato sul campo, altrimenti regna l’anarchia. Io non lancio pentole, solo una volta in 32 anni di lavoro ho tirato un piatto, ma solo perché era la terza volta che il cuoco lo sbagliava».

Lei quali altri programmi di cucina guarda?
«Nessuno perché noi cuochi lavoriamo quando certi programmi vanno in onda. E poi a me piace “La terra dei cuochi”! Lo trovo più difficile di altri, una sfida più eccitante».

Oggi, 28 maggio, invierà alcune sue specialità nello spazio.
«Ho dato al nostro astronauta Luca Parmitano, che starà sei mesi nella stazione spaziale internazionale, cinque piatti di cucina italiana fatti da me, per un totale di 350 porzioni: lasagne, parmigiana di melanzane (in buste sottovuoto sterilizzate), risotto al pesto, caponata di verdure e tiramisù (disidratati). Da mangiare nei momenti di tristezza, in alternativa al menu di bordo bilanciato (ma triste)».