22 Marzo 2011 | 11:32

È primavera, si risveglia la tv

Scoprite con Sorrisi tutte le novità e le sorprese della stagione. Belen Rodriguez e Francesco Facchinetti, da aprile al timone di «Ciak... si canta!» su Raiuno, sono la nuova coppia del piccolo schermo: «Vogliamo cambiare i vecchi schemi».

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È primavera, si risveglia la tv

Scoprite con Sorrisi tutte le novità e le sorprese della stagione. Belen Rodriguez e Francesco Facchinetti, da aprile al timone di «Ciak... si canta!» su Raiuno, sono la nuova coppia del piccolo schermo: «Vogliamo cambiare i vecchi schemi».

22 Marzo 2011 | 11:32 di

Francesco Facchinetti e Belen Rodriguez
Francesco Facchinetti e Belen Rodriguez

Si annuncia una primavera in tv nel segno del rinnovamento: da aprile, su Raiuno in prima serata, al timone della terza edizione di «Ciak… si canta!», ci saranno Belen Rodriguez e Francesco Facchinetti, due bambini rispetto a tanti leoni del piccolo schermo. Sarà l’incoscienza della gioventù, ma i due, alla vigilia del debutto, mentre posano in esclusiva per Sorrisi, sono emozionati, entusiasti, e per niente impauriti. Belen ci perdonerà ma iniziamo a sondare l’umore del suo partner.

Francesco, come ci si sente a essere il futuro della tv?
«Belen e io mostreremo che non siamo tutti bamboccioni. Che i giovani non temono le responsabilità. Che siamo in grado di fare la nostra parte».

A questo slancio contribuisce la bambina che sta aspettando con Alessia Marcuzzi?
«È una gioia in più in questo momento. Vogliamo cambiare il linguaggio, lo schema delle vecchie scalette, del conduttore solo al comando. È venuto il momento per una nuova generazione, con un modo nuovo di fare, di dire. E anche di vestire».

Piacerà anche agli spettatori meno giovani?
«Credo di sì. Ma credo che solo mettendo gente come noi si possano attirare i nostri coetanei. Secondo me di venti-trentenni pronti a saltare sulla ribalta, non solo dello spettacolo, ce ne sono veramente tanti, anche se sono invisibili. Ma sono solo nascosti. A 30 anni si ha ancora tanta voglia di divertirsi, ma non necessariamente di continuare a fare l’adolescente. In confronto, sono rimasti più adolescenti i quaranta-cinquantenni».

Che tipo di telespettatore è Francesco Facchinetti?
«Credo che ci siano momenti speciali nella settimana, come il sabato sera e la domenica pomeriggio, che è sacrosanto dedicare al divertimento, all’evasione. E anche all’aggregazione: da bambino ricordo tutta la famiglia intorno alla tv, era un bel momento ed era una bella televisione. È quella che abbiamo in mente io e Belen. Ci sentirete cantare, fare delle gag insieme. Siamo una coppia con una bella chimica, televisivamente parlando».

Come cambierà il programma?
«In “Ciak… si canta!” non saremo soli, avremo molte sorprese e ospiti, in ogni puntata. Mi piacerebbero Fiorello, Paolo Bonolis, ma anche personaggi come il regista Paolo Sorrentino».

La splendente Belen, appena vista nel «Commissario Montalbano» (e presto darà la voce ad Anita Garibaldi in una puntata dell’imminente programma «Centocinquanta» di Pippo Baudo e Bruno Vespa), è pronta per «Ciak… si canta!». Il salto di qualità coincide con il grande successo ottenuto a Sanremo (una compagna di scuola, da Buenos Aires, visto il Festival, le ha scritto: «Sapevamo che eri un po’ matta, ma non ci aspettavamo che saresti arrivata a questo!»).

Come ha deciso di giocarsi questa occasione del varietà su Raiuno?
«Ci tengo da morire a far bene, e la responsabilità io la sento moltissimo proprio grazie alla conferma del pubblico. Per me il Festival è stato come scalare una montagna. Da fuori, proprio non si può immaginare cosa sia veramente Sanremo».

Perché c’è molta tensione, troppa pressione?
«No, non tanto per questo. Ma perché è un mondo a parte, un mondo fuori dalla realtà. Sono stata mortificata quando all’inizio, in conferenza stampa, mi han fatto la domanda sulla manifestazione delle donne. Non ho avuto la prontezza di improvvisare una risposta che spiegasse davvero quello che penso. Le donne per me sono tutto quello che fa la differenza. Sono la forza del mondo e anche la mia. Il successo io l’ho sentito a Festival finito, quando, al ristorante, una signora mi ha guardato negli occhi e, senza nemmeno venire al mio tavolo, per non essere invadente, mi ha lanciato un sorriso bellissimo facendomi il segno del pollice alzato. E oltre a lei ce ne sono state tante altre. La sicurezza me la danno soprattutto le donne».

Eppure qualche polemica c’è stata, per esempio sul suo ricambio come testimonial negli spot.
«Non c’è nessuna polemica e non c’è ragione che ci sia. Non provo nessun turbamento, nessuna sorpresa perché Tim ha scelto un’altra testimonial. È una grande azienda, abbiamo lavorato benissimo, ci siamo lasciati nel migliore dei modi. Era scaduto il contratto. In pubblicità è normale cambiare testimonial».

Anche la recitazione è una strada in salita?
«Non vi dico che effetto mi ha fatto trovarmi davanti al regista Alberto Sironi e a Luca Zingaretti. Non ci ho dormito. In “Natale in Sud Africa” più o meno facevo me stessa, sorridevo. Lì invece per la prima volta ho provato a recitare davvero. Se potrò continuare, ben venga. Non sarò mai una scienziata, ma penso di poter riuscire nello spettacolo. Il varietà, l’intrattenimento sono una cosa bella, si possono fare con il massimo di professionalità. E io penso solo a quello. Siamo giovani, ma ce la possiamo fare».