11 Agosto 2017 | 11:00

Ecco perché L’Arena di Massimo Giletti trasloca su La7

Dopo un lungo tira e molla con la Rai è arrivata la rottura: il giornalista ha deciso di «cambiare canale» dopo quasi 30 anni

 di Paolo Fiorelli

Foto: Massimo Giletti (55) nello studio di «L’Arena» nella scorsa stagione. Giletti ha cominciato a lavorare in Rai nel 1988 a «Mixer»

È un piccolo grande terremoto quello che, all’inizio della prossima stagione, sconvolgerà i tranquilli palinsesti della domenica pomeriggio. Dopo 13 anni, «L’Arena» di Massimo Giletti scomparirà dagli schermi di Raiuno. E ricomparirà (questo è il progetto) su quelli di La7. La Rai perde così uno dei suoi volti storici, e lo fa in un vespaio di polemiche e discussioni.

Perfino Fiorello è incredulo

Che non ci fosse un’intesa tra la Rai e il conduttore è diventato chiaro quando, anziché l’annuncio di una nuova stagione per «L’Arena», dalla Rai sono arrivate proposte di una nuova collocazione per Giletti: 12 prime serate il sabato sera, a cui aggiungere alcuni reportage al seguito delle truppe italiane impegnate in missioni di pace nel mondo. Ma il giornalista voleva continuare con «L’Arena» e non ha accettato. «Perché cancellare un programma seguito da 4 milioni di spettatori, con oltre il 22% di share?» ha affermato poi. «Evidentemente era un programma scomodo». La risposta del direttore generale della Rai Mario Orfeo è riassumibile in un suo tweet: «Non mi piace l’informazione urlata e spettacolarizzata». Ci sono stati polemiche e appelli (tra cui quello di Fiorello durante la sua «Edicola»: «Come si fa a cancellare l’Arena?») ma ormai la rottura era avvenuta. E l’ultimo colpo di scena è arrivato il 2 agosto con un comunicato di La7: «Dalla prossima stagione televisiva» si legge «Massimo Giletti entra a far parte della squadra di La7. Il giornalista ha raggiunto un accordo di due anni con l’emittente di Urbano Cairo. A Giletti, ideatore e/o conduttore di numerosi format d’informazione e trasmissioni di successo (tra cui “L’Arena”, le serate evento dedicate a grandi artisti della musica, “I fatti vostri”, “Fifa World Player”, “Telethon”, “Casa Raiuno”) sarà affidato un programma già a partire dall’autunno». Ma Sorrisi può aggiungere dettagli importanti: il programma dovrebbe partire alla fine di settembre e chiamarsi proprio «L’Arena», titolo di cui, del resto, lo stesso Giletti rivendica la paternità assieme a Federico Moccia. Non un nuovo format, insomma, ma una trasmissione che rappresenti il più possibile un’idea di tv che il giornalista ha ribadito affermando: «Non mi interessa se mi danno del populista, per me il servizio pubblico è raccontare quello che vive un Paese denunciando le cose che non funzionano ed esaltando quelle che vanno bene». 

Tra successi e polemiche

Si conclude così un’avventura cominciata nel 2004, quando «L’Arena» era ancora una sezione del contenitore «Domenica in» (sarebbe diventato un programma completamente autonomo a partire dall’edizione 2013-2014). «L’Arena» si è presto distinta per il tono battagliero con cui affrontava temi di cronaca, politica e attualità in uno spazio del palinsesto fino ad allora caratterizzato da un clima più leggero, se non addirittura «sonnacchioso»: quello della domenica pomeriggio. Nonostante diversi cambi di formula e l’avvicendarsi di opinionisti in studio, il peso delle inchieste giornalistiche è costantemente aumentato: difficile dimenticare, per esempio, l’intervista dello stesso Giletti a un militante dell’Isis, realizzata in Kurdistan e andata in onda, tra mille polemiche, in apertura dell’edizione 2015. Altro punto di forza del programma, lo spazio dato alla gente comune e al pubblico in studio, che spesso poteva intervenire insieme agli esperti e ai politici nel dibattito sui temi più scottanti. Anche la personalità grintosa di Giletti ha fatto la sua parte, con diversi battibecchi con i suoi stessi ospiti: memorabile quello con Mario Capanna durante una puntata sui vitalizi dei politici. 

Una corsa contro il tempo

Quella che ora attende Massimo Giletti è una vera corsa contro il tempo. Non sarà facile infatti ricostruire in poco più di un mese l’imponente macchina produttiva di un programma come «L’Arena» in un nuovo studio e con una nuova squadra di collaboratori. Per questo il presentatore ha detto addio alle vacanze d’agosto ed è già al lavoro sul nuovo progetto. Resta da vedere come il «nuovo arrivato» riuscirà a inserirsi in una emittente che già ospita diversi pesi massimi dell’informazione, da Lilli Gruber (con il suo «Otto e mezzo») a Giovanni Floris («DiMartedì») e, ovviamente, Enrico Mentana, direttore del Tg La7. Ma questo lo scopriremo a settembre.