18 Maggio 2013 | 06:36

Eleonora Abbagnato direttore artistico di «Amici»: «Ai giovani dico: “Rimanete in Italia”»

«Cercherò di seguire questi ragazzi, sono stati molto carini con me. Con Miguel Bosé hanno avuto un rapporto padre-figli, con me sentono di poter parlare più normalmente» dice l'étoile dell’Opéra di Parigi chiamata da Maria De Filippi a prendere il posto di Miguel Bosé...

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Eleonora Abbagnato direttore artistico di «Amici»: «Ai giovani dico: “Rimanete in Italia”»

«Cercherò di seguire questi ragazzi, sono stati molto carini con me. Con Miguel Bosé hanno avuto un rapporto padre-figli, con me sentono di poter parlare più normalmente» dice l'étoile dell’Opéra di Parigi chiamata da Maria De Filippi a prendere il posto di Miguel Bosé...

18 Maggio 2013 | 06:36 di

Eleonora Abbagnato, 35 anni a giugno, nata a Palermo ma ben presto volata in Francia sulle punte, è all’apice di una carriera artistica che ora la vede étoile dell’Opéra di Parigi. Per una ballerina classica uno dei massimi riconoscimenti. E intanto, fra un galà di danza, un marito calciatore (Federico Balzaretti, difensore della Roma), una bimba nata un anno fa, una sfilata di moda, un libro fotografico, Eleonora arriva pure in tv. Chiamata da Maria De Filippi nel talent «Amici» dove ha preso il posto di Miguel Bosé (partito per una tournée in Sudamerica) come direttore artistico dei Blu.

Com’è per una ballerina classica fare da tutor a dei giovani talenti?
«È un’avventura. Le altre volte ero stata in tramissione come ospite, di sfuggita, dieci minuti… Adesso è una sfida. Più che altro vorrei riuscire a rappresentare la danza, questa è la cosa importante per me».

Quindi che farà?
«Cercherò di seguire questi ragazzi, sono stati molto carini con me. Con Miguel Bosé hanno avuto un rapporto padre-figli, con me sentono di poter parlare più normalmente».

Una consigliera, insomma.
«Una consigliera per il balletto, che è la mia materia. E poi sono lì a dare la carica ai cantanti: artisticamente non sono un’esperta del canto, però riesco a motivare».

Che motivazioni dà ai ragazzi?
«Intanto li spingo ad avere fiducia e andare avanti, quando hai voglia arrivi più facilmente».

Ha guardato qualche puntata di questa edizione di «Amici»?
«Sì, l’ho seguito, per non arrivare impreparata».

E che idea si è fatta?
«Trovo che quest’anno la danza ne esca molto meglio, ci sono le coreografie di Giuliano Peparini, che conosco dai tempi di Roland Petit (famoso coreografo francese, ndr). Il livello artistico della danza è ottimo».

Ricorda qualche talento uscito dalle scorse edizioni?
«Di ballerini è molto difficile, in verità. Ballerini veri e propri, dei teatri, intendo. Tra i cantanti, Alessandra Amoroso. E pure Emma, no?».

Altri talenti usciti da altri talent?
«No, non ricordo… Però sono stata in giuria all’ultimo Festival di Sanremo e posso dire che adoro Marco Mengoni, mia figlia si addormenta con la sua canzone».

Lei a 11 anni era già in tv con Pippo Baudo.
«Baudo da sempre mi ha adorato, mi aveva presentato come fossi stata il genio della danza. A “Varietà”, un programma per giovani talenti, ho ballato con Raffaele Paganini: un sogno! I palchi televisivi sono impossibili per la danza classica».

E nel frattempo si allenava sette ore al giorno.
«Esatto. Facevo stage, concorsi in Italia e all’estero, giravo. Mi seguiva mia mamma».

Nella sua squadra, quella dei blu, c’è Nicolò: dicono sia bravino nella danza.
«È un ragazzino che ha molta volontà e grande passione, fa piacere, non è facile trovare un ragazzo umile con la voglia di fare. Ha un salto naturale, ma deve lavorare tantissimo».

Lui si allena sette ore al giorno?
«Se potesse farlo, lo farebbe, mi ha già chiesto di fargli lezione».

Anche lei è fissata con il «collo del piede» dei ballerini come Alessandra Celentano?
«Sì, è importante, ma non è tutto. Ci sono anche il talento, la forza di volontà e il lato artistico».

Cos’è il lato artistico?
«La luce che hai in te, quella che ti illumina e ti fa guardare anche se non sei tecnicamente perfetto.Quel qualcosa di speciale è la cosa più importante».

Lei è una ballerina classica che non disdegna il «pop» della tv: Sanremo, «Ballando con le stelle», «Amici»…
«Il grande pubblico non sa qual è la differenza tra ballerina di teatro o televisiva, e siccome il pubblico del teatro è ormai poco numeroso mi piace andare in tv, per far capire che non esiste solo la tv, ma anche il teatro».

Roberto Bolle non ha mai voluto partecipare ai talent nemmeno come ospite.
«Però lo vediamo ovunque lo stesso, cosa cambia? È una sua scelta, se non vuol portare la danza in tv o parlarne. Peccato! Lui è il simbolo italiano della danza, dovrebbe cercare di aiutare i giovani, è molto amato in Italia e questo è bello per la danza».

La tv e i talent hanno ridato forza al balletto classico?
«È un periodo difficile, la tv ha aiutato e aiuta, è un bene per i giovani se così capiscono cosa significa la danza e il balletto».

Consiglierebbe a un giovane di andare a studiare all’estero come ha fatto lei?
«Consiglio, come ho detto anche a Nicolò, di rimanere in Italia, visto che in questo periodo i talenti scappano all’estero perché non ci sono le strutture e i contratti da offrire».

Il capo del governo Enrico Letta ha detto che si dimetterà in caso di tagli alla cultura. Si riferiva pure al balletto?
«Speriamo di sì! Spero che per una volta non ci si dimentichi di noi».

Sogna sempre di aprire una scuola di ballo in Italia?
«Sì, un’accademia come l’Opéra di Parigi, dove si insegni danza, musica, solfeggio, storia della danza… Oppure, come tutti i ballerini a fine carriera, mi piacerebbe dirigere una compagnia».