14 Agosto 2013 | 15:31

Elisabetta Caporale, intervista all’inviata di Rai Sport: «Il più carismatico è Bolt»

Bordo piscina, bordo vasca, bordo campo. Una vita ai bordi quella di Elisabetta Caporale, inviato di Rai Sport in tutti i grandi eventi di atletica e di nuoto. Dove ai bordi, però, non significa ai margini, quanto piuttosto il suo contrario...

 di

Elisabetta Caporale, intervista all’inviata di Rai Sport: «Il più carismatico è Bolt»

Bordo piscina, bordo vasca, bordo campo. Una vita ai bordi quella di Elisabetta Caporale, inviato di Rai Sport in tutti i grandi eventi di atletica e di nuoto. Dove ai bordi, però, non significa ai margini, quanto piuttosto il suo contrario...

Foto: foto IPP/Andrea Di Mauro

14 Agosto 2013 | 15:31 di

Bordo piscina, bordo vasca, bordo campo. Una vita ai bordi quella di Elisabetta Caporale, inviata di Rai Sport presente a tutti i grandi eventi di atletica e di nuoto. Dove ai bordi, però, non significa ai margini, quanto piuttosto il suo contrario: dentro all’evento a un passo dai grandi miti dello sport: da Sara Simeoni, a Michael Johnson, da Federica Pellegrini a Usain Bolt. Non c’è campione che possa avviarsi al podio senza aver prima risposto alle sue domande.

Elisabetta, lo confessiamo noi, come tutti i tifosi che soffrono in poltrona, vorremmo essere al suo posto…
(ride) «Capisco, credo che ci sia un processo di identificazione molto forte. Sono in tanti quelli che mi chiedono com’è quel tal campione visto da vicino. Amici, ma anche molti colleghi».

Lei è figlia di un bravissimo e noto giornalista musicale, Piergiuseppe Caporale, quindi è cresciuta in mezzo a dischi e muscisti, come è finita nello sport?
«Per un periodo ho anche lavorato con papà, ma lo sport mi ha sempre interessato. Il mio primo contratto in Rai fu per “Pallavolando” e da allora non ho più smesso di fare lo sport. Sono entrata in Rai nel 1992, ma fino al 1999, quando cioè sono stata assunta definitivamente, non mi era permesso seguire i grandi eventi. La mia prima Olimpiade è stata Sidney. Tuttavia la musica ha un ruolo importante nel mio modo di raccontare. Quando faccio uno speciale dedico molta cura alla scelta della colonna sonora».

È un caso che si sia ritagliata il suo ruolo lontano dal calcio?
«Il calcio mi piace e l’ho anche seguito per lavoro. Ma io amo raccontare le storie e credo che gli sport olimpici da questo punto di vista siano insuperabili Recentemente, per esempio, ho realizzato uno speciale in Giamaica con Usain Bolt, ho conosciuto il nonno, i genitori… momenti davvero emozionanti. Se ami davvero questo lavoro».

Come è nato il ruolo di… «bordista»?
«Fu un idea di Eugenio De Paoli, l’ex direttore di Rai Sport. Dovuta al fatto, credo, che parlo le lingue».

Quante ne parla?
«Inglese, francese e spagnolo. Ora voglio imparare il portoghese».

Eppure qualcuno critica le sue capacità linguistiche…
«Sì, a volte dicono che non traduco tutto. Ma io non sono un interprete! Mi trovo a parlare con gente stravolta dalla gara, devo far la domanda, tradurre il senso della risposta, guardarmi in giro e pensare alla prossima domanda. Non mi posso mettere a fare la traduzione letterale».

Anche il suo rapporto troppo affettuoso con Federica Pellegrini è stato criticato.
«Ci fu un abbraccio dopo un successo della Pellegrini e Aldo Grasso mi accusò di essere l’amica degli atleti. Lì successe che Federica uscendo dalla vasca con la tensione della gara venne da me e mi abbracciò. Un gesto figlio della tensione, un gesto di scarico, ma ripeto, fu lei ad abbracciare me. E io scrissi a Grasso invitandolo a guardare la tv con maggiore attenzione. Detto questo, oggi ho l’età dei genitori degli atleti che intervisto. Molti li ho visti nascere, sportivamente parlando, e crescere. Li ho visti con i brufoli e poi diventare uomini e donne. È normale che si instauri una relazione umana. Di Federica, per esempio, ho una grande stima. Dicono che sia antipatica. Io credo solo che sia una vincente, per questo a volte risulta ostica».

Fra i tanti che ha intervistato chi è il più carismatico?
«Bolt. Senza alcun dubbio. L’atletica gli deve tanto in termini di immagine e popolarità. E lui ha un’energia speciale. Quando gli stai accanto senti che è davvero di un altro pianeta»