16 Maggio 2011 | 02:18

Enrico Brignano su Canale 5 in «Fratelli Detective»

Lui con aria sorniona lo definisce un periodo «soddisfacente». In realtà per Enrico Brignano questo è un periodo d’oro: il suo film «Faccio un salto all’Avana» sbanca il botteghino, al Sistina di Rona il suo «Rugantino» ha fatto tre mesi di tutto esaurito e il suo show «Sono romano, ma non è colpa mia» ha riempito i teatri di tutta Italia. E ora ritorna in tv: da stasera è su Canale 5, nei panni di un poliziotto in «Fratelli Detective»...

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Enrico Brignano su Canale 5 in «Fratelli Detective»

Lui con aria sorniona lo definisce un periodo «soddisfacente». In realtà per Enrico Brignano questo è un periodo d’oro: il suo film «Faccio un salto all’Avana» sbanca il botteghino, al Sistina di Rona il suo «Rugantino» ha fatto tre mesi di tutto esaurito e il suo show «Sono romano, ma non è colpa mia» ha riempito i teatri di tutta Italia. E ora ritorna in tv: da stasera è su Canale 5, nei panni di un poliziotto in «Fratelli Detective»...

16 Maggio 2011 | 02:18 di

Enrico Brignano sul set di «Fratelli Detective»

Lui con aria sorniona lo definisce un periodo «soddisfacente». In realtà per Enrico Brignano questo è un periodo d’oro: il suo film «Faccio un salto all’Avana» sbanca il botteghino, piazzandosi al quarto posto nella classific dei film più visti. Un successo inaspettato, dice lui, che lo sta consacrando uno degli attori comici più amati del momento. Stessa storia a teatro: al Sistina di Rona il suo «Rugantino» ha fatto tre mesi di tutto esaurito e il suo show «Sono romano, ma non è colpa mia» ha riempito i teatri di tutta Italia. E ora ritorna in tv: da stasera è su Canale 5, nei panni di un poliziotto in «Fratelli Detective», sei puntate dirette da Rossella Izzo.

Brignano, lei nella serie è l’ispettore Forti, single roccioso che deve improvvisamente occuparsi di un fratellino di 11 anni che l’aiuta a risolvere i casi. Com’è andata nel suo primo ruolo da «sbirro»?

«Beh, diciamo che rispetto al format originale il mio sbirro non è così cretino. Forti è un sentimentale cge però al momento giusto sa cosa fare. Prima o poi tutti gli attori vogliono indossare una divisa e fare gli sbirri. Questo è un Paese di marescialli e di preti. Dopo i tg la gente ha bisogno di sicurezza, o della “pubblica sicurezz” e di quella dell’Aldilà. Allora ci pensano le fiction, sennò i telespettatori dormono male, come dopo aver mangiato un piatto di peperoni…».

A proposito di uniformi, si è ispirato al maresciallo Rocca di Proietti, il suo maestro di recitazione?
«L’unico comune denominatore è la volontà di giustizia, per il resto i due sono molto diversi. Rocca è un carabiniere, sempre in niforme, un padre maturo con famiglia e figli. Io sono un single non convinto, ma di lungo corso, che sa gestire a malapena un ragazzino che gli è stato appioppato da un notaio come eredità paterna, con cui però nasce un rapporto profondo».

Anche il fratellino interpretato da Todisco è diverso dal format?
«Non è un saputello un po’ “nerd” come nella versione originale, ma un bambino speciale capace di fare deduzioni sorprendenti. Marco Todisco è perfetto nella parte. Non ho mai conosciuto un ragazzino così garbato e intelligente, curioso ma non invadente. Un vero genio. Anche al di fuori del set è nato un grande affetto».

Forti come se la cava in amore?
«Insomma… vive un amore tormentato con questa Valentina, interpretata da Serena Autieri, che ha una storia losca con un altro uomo. Si capirà chi è solo nelle prime puntate».

La storia è ambientata a Roma: si parla in romano stretto come in altre serie?
«No, per fortuna, grazie a Rossella Izzo, che è anche una grande doppiatrice, i dialoghi sono molto curati C’è stata molta attenzione da parte di tutti sulal dizione, allargando l’interno della frase, battendo sulle finali, facendo una pausa per prendere fiato, proprio per alleggerire una recitazione troppo neorealistica. Questa volta i sottotitolo in italiano non sono necessari».