Home TvMattino Cinque, a tu per tu con Federico Novella, new entry nel programma di Federica Panicucci

09 Settembre 2013 | 05:01

Mattino Cinque, a tu per tu con Federico Novella, new entry nel programma di Federica Panicucci

«Sarò educato e cortese. Spesso i giornalisti sono troppo aggressivi. Nel mio spazio cercherò di essere rassicurante, anche se questo non mi impedira di fare domande scomode»...

 di

Mattino Cinque, a tu per tu con Federico Novella, new entry nel programma di Federica Panicucci

«Sarò educato e cortese. Spesso i giornalisti sono troppo aggressivi. Nel mio spazio cercherò di essere rassicurante, anche se questo non mi impedira di fare domande scomode»...

Foto: Scelta Ufficio Stampa Mediaset

09 Settembre 2013 | 05:01 di Redazione

Da lunedì 9 settembre, Federico Novella, volto del canale all news TgCom24, affianca Federica Panicucci nella nuova edizione di «Mattino Cinque».

Come l’hanno scelta?
«Non ho fatto un provino, una sera mi ha chiamato Mario Giordano dicendomi che lui, in accordo con l’azienda, aveva deciso di propormi questo lavoro. È una grande opportunità e sono entusiasta. Sarà divertente, anche se sento un po’ il peso della responsabilità».

Anche perché diventerà molto popolare.
«Cerco di non pensarci. È un mondo che conosco ancora poco, ma comunque continuo a fare il giornalista».

Conosceva già Federica Panicucci?
«Ci eravamo incrociati una volta in studio a “Mattino Cinque”, dove sono stato ospite alcuni mesi fa. La stimo molto, ha grande esperienza ed è un’ottima padrona di casa».

Qual è il suo stile di conduzione?
«L’educazione e la cortesia. Spesso i giornalisti sono troppo aggressivi. Nel mio spazio cerco di essere rassicurante, anche se questo non mi impedisce di fare domande scomode».

Mi parli della sua prima intervista. Quando aveva 19 anni…
«Da studente scrissi una lettera al quotidiano Il Foglio per protestare contro alcune inesattezze trovate nel mio libro di storia. Il Giornale mi intervistò e iniziai una collaborazione con il quotidiano: mi occupavo di politica. Avevo 19 anni. Poi nel 2003, a 21 anni, feci il primo stafe a Studio Aperto».

Com’è riuscito a farsi scegliere?
«Una notte, mentre preparavo un esame, ho mandato una lettera di presentazione a tutti: direttori di giornali, televisioni, radio. Giordano fu l’unico a rispondermi. Conosceva già la mia firma su Il Giornale e mi propose lo stage».

Il suo bell’aspetto l’ha aiutata in questo lavoro?
«Non credo, ho il fisico dello sfogliatore di giornale (ride). Ma a chi lavora in tv i complimenti fanno sempre piacere».

Lei è precoce in tutto. So che è sposato e ha già due figli.
«Due bambine di 5 e 3 anni. Sto andando veloce, è vero. Mia moglie Marta (Vittadini) è una giornalista Mediaset e si occupa di spettacolo. Siamo sposati dal 2009. Ci siamo conosciuti in azienda. Mi dà consigli, giudizi…».

Sua moglie è consapevole che da settembre il marito diventerà l’idolo del pubblico femminile?
«Per ora non è gelosa e mi incoraggia. E poi mi dicono che piaccio alle donne sopra una certa età, mamme e nonne».

Che cosa avrebbe fatto se non fosse diventato giornalista?
«Sono nato in provincia di Viterbo, da una famiglia di agricoltori che mi ha fatto studiare. Ho sempre voluto fare il giornalista. In alternativa, forse avrei scelto la carriera diplomatica».

Prossimo obiettivo?
«Laurearmi prima delle mie figlie per far contenta mamma! (ride). Mi manca ancora un esame di inglese per laurearmi in Scienze Politiche a Roma. Sempre meglio dirlo prima per non finire come Oscar Giannino…».

Per chiudere si faccia un augurio.
«Che si possa volare alto tenendo i piedi per terra».