Home TvFenomeno Iris, intervista al channel manager Diego Castelli: «Il cinema in tv lo cucino io»

24 Luglio 2013 | 02:51

Fenomeno Iris, intervista al channel manager Diego Castelli: «Il cinema in tv lo cucino io»

Prime visioni, film d’autore e classici. È il menu goloso di Iris, il canale Mediaset dedicato al grande cinema. Lo chef che con il suo team «cucina» tutto questo è Diego Castelli, 31 anni, laureato in Televisione e cinema all’università Iulm di Milano...

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Fenomeno Iris, intervista al channel manager Diego Castelli: «Il cinema in tv lo cucino io»

Prime visioni, film d’autore e classici. È il menu goloso di Iris, il canale Mediaset dedicato al grande cinema. Lo chef che con il suo team «cucina» tutto questo è Diego Castelli, 31 anni, laureato in Televisione e cinema all’università Iulm di Milano...

24 Luglio 2013 | 02:51 di Redazione

Prime visioni, film d’autore e classici. È il menu goloso di Iris, il canale Mediaset dedicato al grande cinema. Piatto forte sono le rassegne a tema, retrospettive dedicate a registi e attori e maratone-evento. L’offerta prevede dieci film giornalieri per un totale di 70 pellicole alla settimana. In palinsesto, titoli che spaziano dal drammatico all’azione, dalla commedia al noir. Oltre alle serie cult degli Anni 70 e 80. Il risultato è un ascolto vicino (e a volte superiore) a quello delle reti generaliste come La7. E continui record tra le tv tematiche.

Lo chef che con il suo team «cucina» tutto questo è Diego Castelli, 31 anni, laureato in Televisione e cinema all’università Iulm di Milano. Dopo 5 anni a Rete 4, dove si è occupato di serie tv e film, dal maggio 2013 è «channel manager» di Iris.

Come si fa a orientarsi potendo scegliere fra così tanti titoli?
«Come dice lei io sono lo chef. Ho circa 2.000 ingredienti a disposizione e devo farli gustare nel miglior modo possibile. Oltre alla passione occorre organizzazione e un pensiero coerente che dia ordine a tutto».

Detto così sembra facile.

«In parte lo è, rispetto a una tv generalista noi non dobbiamo preoccuparci della controprogrammazione. Inoltre Iris è flessibile, da più possibilità creative. Certo, ci sono anche rischi, perché i canali tematici in Italia sono ancora giovani».

Con così tanti nuovi canali come si fa a catturare i telespettatori?

«Noi usiamo cicli e rassegne per fidelizzare il pubblico. Sono la cosa più simile a una serie tv. E poi al nostro pubblico, tendenzialmente maschi adulti, piace rivedere film che non sono in tv da tempo».

Come convivono il cinema d’autore e le vecchie commedie di Lino Banfi?

«Perfettamente. Il segreto sta nel dosaggio, nell’equilibrio. Inoltre chi oggi guarda un “filmone” in prima serata può concedersi qualcosa di leggero il giorno dopo, magari nel pomeriggio. Quanto a Banfi, mi creda, è una sicurezza: che lo si programmi in prima serata o a mezzogiorno gli ascolti sono garantiti».

Il prossimo film su cui scommette per un boom di ascolti?

«Punto secco su “American Graffiti”, che trasmetteremo il 31 luglio».