15 Maggio 2017 | 09:00

«1993», il secondo capitolo della serie che racconta la storia di Tangentopoli

Da martedì 16 maggio su Sky il seguito di «1992». «Le atmosfere saranno sempre più cupe» anticipa Stefano Accorsi. «E il mio personaggio entrerà nel cerchio magico di Berlusconi»

 di Silvia Perazzino

«1993», il secondo capitolo della serie che racconta la storia di Tangentopoli

Da martedì 16 maggio su Sky il seguito di «1992». «Le atmosfere saranno sempre più cupe» anticipa Stefano Accorsi. «E il mio personaggio entrerà nel cerchio magico di Berlusconi»

Foto: Stefano Accorsi nei panni di Leonardo Notte in «1993», produzione originale Sky realizzata da Wildside. Otto episodi per quattro serate

15 Maggio 2017 | 09:00 di Silvia Perazzino | Guida Tv: Stasera in Tv

«Avevo poco più di vent’anni. Sembrava che tutto potesse cambiare: in meglio. Una nuova classe politica, un nuovo Paese. Poi, le bombe, i suicidi eccellenti, il timore della destabilizzazione». Stefano Accorsi ricorda così il 1993, l’anno che dà il titolo alla serie tv al via il 16 maggio su Sky Atlantic HD. Secondo capitolo di quel «1992» che ha ripercorso, attraverso le vicende personali di alcuni personaggi, la nascita di Tangentopoli.

Da «1992» a «1993», dove eravamo rimasti

In «1993», mentre la Prima Repubblica si sgretola a colpi di scandali e inchieste, il pubblicitario rampante Leonardo Notte indossa il doppiopetto d’ordinanza della politica e la soubrette Veronica Castello i lustrini da primadonna de «Il Bagaglino». Il leghista Pietro Bosco si muove ormai con agio in Parlamento, Antonio Di Pietro diventa il Pubblico ministero più famoso d’Italia, l’ereditiera Bibi Mainaghi è costretta a crescere. E nuovi nomi illustri irrompono sulla scena. «Il mio personaggio entrerà nel “cerchio magico” di Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon, ndr), che sta meditando di scendere in campo. Accanto a sé avrà una donna che non dovrebbe avere (Laura Chiatti, ndr) e il suo passato sarà presente più che mai. Le atmosfere si faranno ancora più cupe» racconta Accorsi, che è anche ideatore della serie.

«Veronica farà finalmente carriera, ma nulla renderà mai felice una persona infelice. Anche se al suo fianco ci sarà un giornalista (Flavio Parenti, ndr) che le sarà di grande aiuto» rivela Miriam Leone, che interpreta la soubrette Veronica Castello. «Che emozione girare al Salone Margherita di Roma, dove realmente andava in scena “Il Bagaglino”» ricorda l’attrice «da bambina lo guardavo in tv di nascosto dai miei genitori. Ero curiosa, seguivo Michele Santoro, Maurizio Costanzo, Piero Angela. E di quegli anni mi ricordo anche di “Tv Sorrisi e Canzoni”. Ho imparato l’inglese grazie ai testi delle canzoni che pubblicavate».

Il Salone Margherita è una delle location di «1993», che ci porterà anche in Parlamento, al teatro Parioli di Roma e nel grattacielo Pirelli di Milano. Mentre gli interni della procura milanese sono stati ricostruiti in studio e la residenza di Arcore di Berlusconi in realtà è una villa della Brianza. «C’è un grande lavoro anche per quanto riguarda gli arredi e gli oggetti in uso nei primi Anni 90» spiega Domenico Diele, che interpreta il poliziotto sieropositivo del pool di Mani pulite Luca Pastore. «Indosso jeans a vita alta, giacche con le spalle grandi e guido una Volvo Polar: una station wagon per una famiglia numerosa e con tanti bagagli. Uno scherzo del destino per chi, come Luca, vive il suo essere sieropositivo come una condanna a non fare progetti». In «1993» Pastore continuerà a occuparsi di malasanità e le indagini lo porteranno a Napoli per il caso dell’allora ministro della Sanità De Lorenzo.

Il siciliano Guido Caprino tornerà a sfoggiare la camicia verde: «Il mio personaggio, dopo la fine della relazione con Veronica, è un animale ferito. E come tale imprevedibile. La politica lo farà sentire onnipotente». E ricorda: «Il giorno prima ero sul set di “Romanzo famigliare” di Francesca Archibugi, il giorno dopo stavo girando “1993”. Quasi non me ne sono reso conto. Ma quando sai cosa devi fare non hai bisogno di tante prove».

Le riprese della serie sono cominciate a metà agosto 2016 e terminate lo scorso gennaio, anche 14 ore filate sul set. «Un giorno dovevo girare una scena in maglietta, ma faceva un freddo polare. Dopo ogni ciak gli assistenti mi davano degli scaldini» racconta Tea Falco, che sul set ha usato lo stesso cellulare Motorola che aveva a 13 anni. Della sua Bibi, Tea anticipa: «Dovrà rimboccarsi le maniche, affrontare realtà più grandi di lei e occuparsi del fratello». E responsabilità ancora più grandi sono quelle che attendono il pm Antonio Di Pietro, interpretato da Antonio Gerardi che vedrà la prima puntata da casa: «Con quattro figli piccoli dove vuole che vada? Sarò sul divano, con le gemelline che quando mi vedono in tv urlano pa’ pa’ pa’!».