29 Giugno 2017 | 13:00

Francesco Testi e la nuova stagione di Velvet

«Sarò elegante e cattivissimo», commenta l'attore

 di Paolo Fiorelli

Francesco Testi e la nuova stagione di Velvet

«Sarò elegante e cattivissimo», commenta l'attore

Foto: Francesco Testi  - Credit: © Sorrisi

29 Giugno 2017 | 13:00 di Paolo Fiorelli

È arrivato dall’Italia per prendere le redini dell’atelier Velvet e lo ha fatto senza guardare in faccia nessuno. «Ma alla fine della terza stagione il pubblico rimaneva con un dubbio: il mio Marco Cafiero è davvero cattivo oppure, sotto quella faccia determinata da manager, nasconde un cuore generoso»? A chiederselo, con sottile gusto della suspense, è anche Francesco Testi, l’attore che interpreta il personaggio. E poi ci dà la risposta, che allo stesso tempo è un’anticipazione sulla nuova stagione della fiction spagnola: «La verità è che si tratta proprio di un poco di buono! E lo scoprirete col fluire della trama di questa quarta e ultima stagione. Perché ora tutti i nodi verranno al pettine e Marco, pur di raggiungere i suoi scopi, commetterà delle vere meschinità. Tanto per cominciare, stringerà un’alleanza di ferro con Cristina, l’acerrima nemica della protagonista Ana».

Ma cosa ci fa lei, un italiano, nel cast di questa fiction ormai di culto nelle nazioni di lingua spagnola (e non solamente lì)?
«Nel mondo il nostro Paese è ancora sinonimo di fascino e alta moda, quindi non stupisce che a dirigere l’atelier di Madrid ci sia un italiano. Ma devo anche dire che quando mi hanno proposto un provino sono rimasto sbalordito. Io allora non sapevo una parola di spagnolo!».

E come è riuscito a risolvere il problema?
«Con due mesi di studio matto e disperatissimo e con una brava attrice che, sul set, mi ha fatto da “coach”. E devo ringraziare la pazienza di tutto il cast che, soprattutto all’inizio, ha dovuto sopportare qualche ciak in più... Sono stati gentilissimi, mi hanno fatto sentire subito parte della famiglia. E poi, per me la sfida più grande non è neppure stata la lingua...».

E quale, allora?
«Riuscire a calarmi nella meschinità di Marco. È cinico, spregiudicato e prepotente. Per non odiarlo provo a guardarlo con ironia. Perché siamo davvero agli antipodi. Per dirne una: lui è un maschilista incallito, io mi batto contro la discriminazione delle donne».

Come?
«Ho girato un cortometraggio per l’associazione “Senza veli sulla lingua”, creata dall’italo-yemenita Ebla Ahmed. Si intitola “Oltre la finestra” e proprio gli attori di “Velvet” mi hanno aiutato in questa avventura».

Ho l’impressione che le mancheranno molto.
«Ammetto di aver pensato: “Mannaggia, proprio quando arrivo io dovevano annunciare l’ultima stagione”? Ma ho già ricevuto altre proposte per fiction in spagnolo. Del resto c’era da aspettarselo, perché “Velvet” va in onda in 60 Paesi. Sono tentato, ma non so se accetterò, dovrei trasferirmi e cambiare le mie abitudini. A Madrid ho lavorato 400 giorni, e nel 40° giorno ho girato la scena decisiva, un discorso che si vedrà alla fine della serie. Ho controllato, è lungo 40 righe. Ha notato il ricorrere del 4? È il mio numero fortunato, sarà che sono nato il 4 novembre...».

E mentre si avvicina ai 40 anni può già dire di avere una carriera internazionale alle spalle. Non è da tutti. Tra tante fiction di cui è stato protagonista qual è stata la più importante per lei?
«Scelgo “Caterina e le sue figlie” per... 4 motivi. La qualità del prodotto, l’incontro con Virna Lisi, il fatto che fosse il mio primo titolo importante, e che fosse una commedia. Mi piacciono molto le commedie, vorrei girarne di più».

E invece del «Grande Fratello» che l’ha lanciata nel 2007 cosa pensa oggi? Lo guarda ancora in tv?
«Devo confessare che ho un po’ tagliato i ponti con quel mondo. L’unico con cui sono rimasto legato è Andrea Spadoni, anche lui concorrente della settima edizione: siamo molto amici. Poi certo, se lo vedo passare in tv me lo guardo. È sempre divertente». 

Dove eravamo rimasti

La terza stagione di«Velvet» si era conclusa con l’arrivo di Marco Cafiero (Francesco Testi) alla direzione dell’atelier. Ana, convinta che Alberto sia morto in un incidente aereo, partorisce da sola in chiesa durante il matrimonio di Clara e Mateo. E Cristina (Manuela Velasco, 41), che ha cercato di spingere la giovane sarta dalle scale, viene chiusa in una clinica.

La moda anni 50? È attualissima!

La moda, si sa, vive di cicli e ricicli. Ci sono cose che erano in voga negli Anni 50, periodo in cui è ambientata la fiction «Velvet», e ora lo sono di nuovo. Abbiamo chiesto a Sara Moschini, Head of fashion di Grazia.it, di sceglierne quattro.
Ecco le sue risposte: 

1 «Il foulard annodato al collo: estremamente chic, dona al look un’allure rétro senza appesantirlo troppo. Consigliatissimo per aspiranti Audrey Hepburn».
2 «Il costume a vita alta: dimenticate il bikini o lo slip alla brasiliana, molto meglio un due pezzi con coulotte, allunga la silhouette ed esalta le curve». 
3 «Gli occhiali da gatta: sono proprio quelli “da segretaria”, da abbassare un po’ sul naso quando si legge, spiritosi ma anche tanto sensuali. Meglio se in bianco o in rosa anche nella versione occhiali da sole per l’estate».
4 «La gonna a metà polpaccio con vitino a vespa: indossatela con una camicetta per ottenere il vero effetto Anni 50, mentre abbinatela alla T-shirt basic per un look moderno e contemporaneo».