23 Luglio 2013 | 11:41

La tv che verrà: Vittoria Puccini è Anna Karenina, in autunno su Rai1. L’intervista e il trailer

Inizia oggi una serie di articoli sui programmi più attesi dell'autunno televisivo 2013. Partiamo dalla miniserie «Anna Karenina», tratta dal romanzo di Tolstoj. Lo scorso dicembre abbiamo intervistato la protagonista Vittoria Puccini...

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La tv che verrà: Vittoria Puccini è Anna Karenina, in autunno su Rai1. L’intervista e il trailer

Inizia oggi una serie di articoli sui programmi più attesi dell'autunno televisivo 2013. Partiamo dalla miniserie «Anna Karenina», tratta dal romanzo di Tolstoj. Lo scorso dicembre abbiamo intervistato la protagonista Vittoria Puccini...

23 Luglio 2013 | 11:41 di

Inizia oggi una serie di articoli sui programmi più attesi dell’autunno televisivo 2013. Partiamo dalla miniserie «Anna Karenina», tratta dal romanzo di Tolstoj. Lo scorso dicembre abbiamo intervistato la protagonista Vittoria Puccini.

La temperatura esterna si è assestata da giorni intorno ai 10 gradi sotto zero. Fuori dai vetri delle finestre enormi fiocchi di neve cadono ininterrottamente dalla notte scorsa. «È una nevicata meravigliosa» racconta Vittoria Puccini seduta davanti allo schermo del computer, in collegamento video dalla sua stanza d’albergo di Vilnius, in Lituania, dove si trova il set della miniserie «Anna Karenina», prodotta da Lux Vide per Rai Fiction. È stanca, infreddolita, anche un po’ impaziente di tornare in Italia dalla sua bambina, ma nella voce c’è tutto l’entusiasmo di un’esperienza professionale di quelle che segnano e regalano (se ce ne fosse bisogno) la consapevolezza di aver scelto il lavoro più bello del mondo. Sarà che Vilnius, con il suo piccolo centro storico, offre magiche suggestioni nordiche. Sarà, ancora, che da sette settimane è stretta nei corsetti e nei costumi di fine Ottocento, ma Vittoria è talmente immersa nel suo personaggio che nel corso dell’intervista più volte cita a memoria interi passaggi dell’opera di Lev Tolstoj.

Cosa significa interpretare un classico come Anna Karenina?
«Un regalo. Un sogno che si avvera. Ho sempre amato alla follia la letteratura russa. Dopo il provino, quando mi hanno comunicato che avevo ottenuto il ruolo, ho provato un’emozione che non riesco a descrivere».

Aveva già letto il romanzo?
«Sì, a scuola. Ma l’ho riletto prima di iniziare a girare perché la nostra versione è molto fedele all’opera. E ovviamente adesso l’ho apprezzato ancora di più. Ho fatto anche un approfondito lavoro di preparazione con il regista Christian Duguay. Lavorare con lui è fantastico. Pensi che fa anche l’operatore di macchina: usa personalmente la cinepresa e crea un rapporto strettissimo con gli attori. Lo senti sempre accanto ed è un’esperienza unica. Senza contare che il cast è internazionale ed è la prima volta che recito in inglese in un ruolo da protagonista».

Che cosa l’ha appassionata dell’opera di Tolstoj?
«È già tutto sulla pagina, non c’è bisogno di inventarsi nulla. Tolstoj entra talmente in profondità nella psicologia dei suoi personaggi… è incredibile pensare che un uomo possa raccontare così bene le dinamiche emotive di una donna».

Quali sono i tratti della sua Anna Karenina?
«Ho in mente alcune parole chiave: amore, maternità, sdoppiamento. Anna è sposata con Aleksei Karenin (interpretato da Benjamin Sadler, ndr), uomo che non ama. Ma non è infelice: è spenta. La sua parte affettiva la riversa tutta sull’adorato figlio. Anna dunque non conosce l’amore, né la passione, sentimenti che scoprirà con Aleksei Vronskij (Santiago Cabrera, ndr). Da qui uno sdoppiamento, perché da questo incontro lei scopre una nuova se stessa. Mentre l’altra Anna viveva una vita di formalità, di doveri e di convenzioni sociali, la nuova è come rinata e non vuole più tornare indietro. Per Vronskij rinuncia persino a suo figlio, convinta che l’amore per il suo uomo possa bastarle. Non sarà così. Col tempo, non si perdonerà questa decisione e una serie di complicazioni la porteranno a riversare su Vronskji tutto il suo dolore e la sua frustrazione».

Quindi rovinerà tutto…
«Si sentirà sola, piena d’amore ma incapace di darlo e di riceverlo. Si lascia andare a una folle gelosia per il suo uomo. Non solo. Avendo dato scandalo con la sua scelta, ora la società la rifiuta: lei si ritrova isolata e insicura di tutto. In ogni scena c’è una ricerca sulle emozioni, per trovare le sfumature giuste e mai banali. La sera, alla fine delle riprese, sono esausta. Ma è un’esperienza impagabile. Davvero non posso chiedere di più».

Sono state realizzate tante versioni di questa opera. Le ha viste?
«Il regista mi ha chiesto di non farlo, per non esserne condizionata. Ma gli ho disubbidito con quella di Greta Garbo: come posso farmi condizionare da un mito? È inarrivabile».

Ci sono elementi di modernità nella vostra lettura?
«Innanzitutto la sensualità. Abbiamo raccontato l’amore e la passione fortissima di Anna, che cerca la vicinanza del suo uomo anche in senso fisico. E poi trovo tipico delle coppie moderne il tentativo di riversare sull’altro la propria incapacità di trovare un equilibrio. Anna rovescia su Vronskij il suo dolore, come se dipendesse da lui la soluzione della loro situazione. Ma ovviamentenon è così».

Lei ha interpretato spesso ruoli in costume. Come mai?
«I film in costume mi affascinano perché regalano una dimensione di sogno. Quanto ad “Anna Karenina”, è una storia intramontabile, attraversa un’epoca ma con dinamiche psicologiche che sono sempre attuali. La letteratura di Tolstoj è assoluta, universale».