Home TvFictionLe tre rose di Eva 2, intervista a Roberto Farnesi: «Sono romantico ma so anche far ridere»

04 Settembre 2013 | 10:57

Le tre rose di Eva 2, intervista a Roberto Farnesi: «Sono romantico ma so anche far ridere»

La notizia è questa: Alessandro Monforte sta per tornare, per la gioia dei 5,7 milioni di spettatori che il 20 giugno del 2012 spensero la tv alla fine della dodicesima e ultima puntata di «Le tre rose di Eva» domandandosi: «E adesso?». E adesso ecco pronte altre 14 puntate della fiction che ha per protagonista […]

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Le tre rose di Eva 2, intervista a Roberto Farnesi: «Sono romantico ma so anche far ridere»

La notizia è questa: Alessandro Monforte sta per tornare, per la gioia dei 5,7 milioni di spettatori che il 20 giugno del 2012 spensero la tv alla fine della dodicesima e ultima puntata di «Le tre rose di Eva» domandandosi: «E adesso?». E adesso ecco pronte altre 14 puntate della fiction che ha per protagonista […]

Foto: Marina di Pietrasanta (LU), Roberto Farnesi attore 2013-08-09 © Massimo Sestini

04 Settembre 2013 | 10:57 di Redazione

La notizia è questa: Alessandro Monforte sta per tornare, per la gioia dei 5,7 milioni di spettatori che il 20 giugno del 2012 spensero la tv alla fine della dodicesima e ultima puntata di «Le tre rose di Eva» domandandosi: «E adesso?». E adesso ecco pronte altre 14 puntate della fiction che ha per protagonista Roberto Farnesi, uno degli attori più amati della tv (e dal pubblico femminile). È per l’appunto lui l’interprete del bell’Alessandro Monforte, imprenditore vinicolo e appassionato amante, un connubio che funziona sempre (non solo per fiction).

Farnesi, lei apre la stagione tv con «Le tre rose di Eva»: bella responsabilità…
«Già, la responsabilità c’è, ma è “spalmata”. Questa fiction è un prodotto corale, siamo in tanti a portare il fardello, o, in caso di vittoria, la coppa. Ma sono sereno, perché questa seconda serie è davvero divertente».

Quindi ci sarà da ridere?
«Nel senso che il melò sarà mescolato al giallo, ma anche al thriller e pure all’horror. In mezzo a questo bombardamento di notizie d’attualità, uno si mette davanti alla tv e stacca per un po’».

La prima stagione è stata un successo. Se l’aspettava?
«Mi spaventava che fosse programmata alla fine della stagione, che terminasse a giugno. Ma sapevo che il prodotto era vincente, perché il copione si leggeva come un romanzo, con entusiasmo. Altrimenti andare avanti così tante puntate è deleterio».

Ora arrivano altri 14 episodi nuovi di zecca.
«La linea guida resta la travagliata storia d’amore fra Alessandro e Aurora. Ma ci saranno tanti colpi di scena».

Ce ne anticipi almeno uno.
«La mia ex moglie Viola, scappata all’estero, tornerà per reclamare qualcosa. Ma i veri colpi di scena arriveranno da altri personaggi, per esempio da Veronica, una “dark lady” interpretata da Euridice Axen».

Com’è che le affibbiano sempre ruoli di uomo romantico e tormentato?
«Questa cosa a me non dispiace, sono comunque personaggi positivi che alla fine catturano il favore del pubblico».

E che cosa le dispiace, invece?
«Che in Italia si tende a mettere le etichette: “Quello ha funzionato in questa cosa e allora va bene così”. Invece io credo di avere altre corde. L’anno scorso ho girato “Oggetti smarriti”, un piccolo film, una commedia: è stata distribuita nei cinema solo qualche mese fa».

Non è che fare troppa tv la esclude dal grande schermo?
«Un certo snobismo da parte del cinema c’è stato e c’è ancora, ma sta diminuendo. Tanti attori di fiction fanno cinema e viceversa, Luca Zingaretti gira Montalbano e anche film, negli Stati Uniti è normale. Uno fa l’attore e basta».

Insomma, se uno funziona, funziona ovunque.
«Se io fossi un produttore penserei: “Questo personaggio è popolare e lo porto al cinema”. È una sciocchezza pensare che chi va al cinema non ami i personaggi della televisione. Comunque ora ho in progetto una cosa in tv che esula dal lavoro di attore. Vedrete un Farnesi goliardico e caciarone».

Si mette a cantare e ballare?
«È una produzione importante di Raiuno. Diciamo che avrò la possibilità di far conoscere quella parte tipica di me che viene fuori grazie alla mia toscanità. Comunque chi mi conosce bene si ammazza dalle risate…».

Quindi nella vita non è un uomo romantico e tormentato?
«Sicuramente con il passare degli anni un po’ di romanticismo si perde. Però io ho la fortuna di abitare in campagna e la sera mi fermo ancora a guardare il tramonto. Tormentato? Non è che sto sveglio tutta la notte sognando la donna della mia vita».

Ora è single o accasato?
«Frequento una ragazza da un po’ di mesi e, tanto per rimanere in tema, se son rose fioriranno».

Intanto a 44 anni è ancora uno dei sex symbol della tv italiana.
«Forse perché se un uomo diventa brizzolato e gli vengono tre rughe non ne fa una tragedia e magari acquisisce più fascino. Tutte le grandi star di Hollywood hanno tra i 40 e i 50 anni: Johnny Depp, Brad Pitt, George Clooney…».

Sono anni che la chiamano il Richard Gere italiano: dica la verità, non è stufo?
«Inizialmente la somiglianza è stata in qualche modo una carta di accesso nel mondo dello spettacolo, non mi ha mai dato fastidio né mi ha lusingato. E comunque Gere a 60 anni ha ancora un gran fascino».

Con «Le tre rose di Eva 2» aprirà la nuova stagione televisiva. Lei che cosa guarderà in tv?
«Tutto ciò che riguarda gli animali: sono costantemente attaccato ai documentari di Animal Planet. Poi guardo i film e i telegiornali».

Quindi è uno di quelli che la tv la fa e poi non la guarda.
«Dipende. Facendo zapping ho visto “The Voice”, un programma bello, ben fatto, con talenti di altissimo livello. E pure divertente».