06 Giugno 2013 | 14:30

Manuela Arcuri protagonista della fiction ispirata alla vita di Pupetta Maresca: l’intervista

Una delle più richieste (e autenticamente belle) attrici di fiction passa senza sosta da un set all’altro, tra cambi d’abito e cambi d’epoca. Questa volta torna su Canale 5 con la storia vera, ma anche molto romanzata, di Pupetta Maresca...

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Manuela Arcuri protagonista della fiction ispirata alla vita di Pupetta Maresca: l’intervista

Una delle più richieste (e autenticamente belle) attrici di fiction passa senza sosta da un set all’altro, tra cambi d’abito e cambi d’epoca. Questa volta torna su Canale 5 con la storia vera, ma anche molto romanzata, di Pupetta Maresca...

06 Giugno 2013 | 14:30 di

Le fiction che interpreta hanno tutte un doppio titolo: «L’onore e il rispetto», «Il peccato e la vergogna» e ora eccola in «Pupetta – Il coraggio e la passione». E se lei stessa fosse un «doppio titolo»? La Arcuri ci pensa e poi lo dice con sicurezza: «Manuela: determinata e autentica». Una delle più richieste (e autenticamente belle) attrici di fiction passa senza sosta da un set all’altro, tra cambi d’abito e cambi d’epoca. Questa volta torna con la storia vera, ma anche molto romanzata, di Pupetta Maresca che sul piccolo schermo cambia qualche lettera del cognome e diventa «Pupetta Marico».

Manuela, questa volta interpreta un personaggio realmente esistito.
«Sì, è la prima volta ed è stata una grande prova. Un’esperienza importante per la mia carriera».

Interpretare un personaggio reale è molto diverso per un’attrice?
«Prima i personaggi li modellavo intorno a me, al mio carattere. Era più semplice. Qui non ero più io, non era Manuela, ma una persona particolare, forte, determinata».

Cosa l’ha colpita di Pupetta?
«Il coraggio che ha avuto, la grandezza dell’amore per il marito, il fatto che come donna è riuscita a farsi giustizia da sola».

Non pensa alle polemiche che nasceranno intorno a una fiction su un personaggio tanto controverso?
«Quando ti tolgono un grande amore scatta un sentimento di rivalsa, giustizia e vendetta. Certo, il suo è stato un gesto estremo. Ho provato a capire cosa fosse scattato nella sua mente».

E che risposta si è data?
«Che prima Pupetta ha provato a chiedere giustizia al commissariato, alla polizia: sapeva nomi e cognomi degli assassini, ma nessuno l’ha mai aiutata».

Ha conosciuto Pupetta Maresca?
«Sì. Le sue parole, la sua espressione, i suoi occhi, il suo sguardo sofferto e sofferente che guardava il vuoto mi hanno aiutato a capire che donna poteva essere stata in passato».

Pupetta le ha suggerito come interpretare il personaggio?
«Mi ha detto che era una ragazza buona e cara, ma nessuno la doveva toccare, che l’impulsività faceva parte del suo carattere. Si è sempre ribellata».

Nella fiction si dice che essere femmina significa pulire, cucinare e dire sempre sì…
«È ambientata negli Anni 50, le famiglie erano patriarcali e le donne non avevano libertà di uscire o di avere un fidanzato. Dovevano stare a casa e aspettare».

La libertà per le donne è stata una conquista.
«Meno male! Ciò che noi donne abbiamo, l’abbiamo ottenuto negli anni. Oggi siamo a un ottimo grado di libertà».

Lei come ha conquistato la libertà?
«Io per fortuna ne ho avuta sempre abbastanza. Avevo due fratelli più grandi e ho goduto della libertà che veniva concessa a loro: facevano da apripista. Ma al contrario di Pupetta ero una ragazzina tranquilla. Stavo volentieri a casa».

Si può uccidere per amore?
«Da donna capisco che per amore si può provare un sentimento di rabbia forte, ci può essere un momento in cui si va fuori di testa. Certo, Pupetta ha avuto una reazione eccessiva».

In questi giorni si parla soprattutto di femminicidio, di uomini che uccidono le donne. E non per amore.
«Infatti l’amore non c’entra, è un problema enorme che non si può prendere alla leggera. Per cambiare bisognerebbe fare leggi più severe e rigide, dimostrare che una persona sarà punita veramente con l’ergastolo e la cella di isolamento».

Dall’amore passionale all’amore criminale.
«A un certo punto si scatena un tale senso di possesso nell’uomo che non accetta di essere lasciato. Si diventa animali, si segue l’istinto senza ragionare e riflettere».

Mai avuto qualche persecutore?
«Ci sono state persone insistenti e maniacali che mi seguivano. Un ragazzo ha dormito sotto casa mia a Latina. Prima ci ridevo sopra, oggi mi preoccuperei».

Mai denunciato nessuno?
«Per fortuna non ne ho avuto bisogno. Ho cambiato solo numero di telefono».

Il suo più folle atto di passione?
«Da ragazza ho fatto nove ore di volo fino a New York per incontrare il fidanzatino. Ci eravamo dati un appuntamento e non ci siamo incontrati, all’epoca non avevamo il telefonino. Ma in quelle nove ore di andata ero felice».

Con l’età si cambia o la passione resta sempre la stessa?
«Cambia il modo di gestire il rapporto di coppia e l’amore, la passione resta ma è più razionale, c’è meno illusione, uno capisce che l’amore può sempre finire».

MASSIMILIANO MORRA: L’INTERVISTA AL CO-PROTAGONISTA DI “PUPETTA – IL CORAGGIO E LA PASSIONE”