13 Giugno 2013 | 21:02

Massimiliano Morra co-protagonista di «Pupetta»: «Recito per colpa dei dinosauri»

È appena sbarcato in tv nella fiction «Pupetta - Il coraggio e la passione» ed è subito effetto Garko. Facile: napoletano doc (tifosissimo della squadra di casa), occhi smeraldo, un sorriso smagliante e quasi un metro e 90 di bellezza mediterranea...

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Massimiliano Morra co-protagonista di «Pupetta»: «Recito per colpa dei dinosauri»

È appena sbarcato in tv nella fiction «Pupetta - Il coraggio e la passione» ed è subito effetto Garko. Facile: napoletano doc (tifosissimo della squadra di casa), occhi smeraldo, un sorriso smagliante e quasi un metro e 90 di bellezza mediterranea...

Foto: ANSA/ FABIO CAMPANA

13 Giugno 2013 | 21:02 di

Massimiliano Morra è appena sbarcato in tv nella fiction «Pupetta – Il coraggio e la passione» ed è subito effetto Garko. Facile: napoletano doc (tifosissimo della squadra di casa), occhi smeraldo, un sorriso smagliante e quasi un metro e 90 di bellezza mediterranea.

È stato già incoronato erede di Gabriel Garko.
«Lo spero, Gabriel è campione di ascolti e un attore molto amato. Fare la sua carriera mi farebbe felice».

Un metro e 87 centimetri: tutti così alti a casa sua?
«No, i miei genitori sono nella media, io e mio fratello abbiamo preso dal nonno materno».

In famiglia è l’unico che si è dato allo spettacolo?
«Sì, sono la pecora nera… Nessun altro ha avuto l’“apparizione”».

«Apparizione»?
«A 9 anni vidi “Jurassic Park” e davanti a quei dinosauri capii com’era bello ed emozionante il cinema».

La sua carriera parte da modello.
«Ho iniziato a 18 anni, facevo il modello a Milano, una cosa saltuaria, nel frattempo studiavo Medicina a Napoli».

Lo faceva per la gloria o per togliersi uno sfizio?
«Per essere indipendente, ho fatto tutto: sfilate, campagne, cataloghi e ho lavorato per firme note. La dimestichezza con l’obiettivo fotografico mi è poi servita con la macchina da presa».

Finché diventa «Il + bello d’Italia».
«Era il 24 gennaio 2010, per un anno ho fatto le selezioni regionali e a Sanremo, alla finale, ho vinto. È il concorso maschile equivalente di Miss Italia».

Cosa aveva in più degli altri 99 concorrenti?
«Non so. Mi reputo un ragazzo come tutti, non vado in giro a dire: “Sono il più bello d’Italia”. È questione di fortuna».

Le è servito quel titolo?
«Dopo la vittoria ho avuto una notevole visibilità e ho conosciuto persone che mi hanno introdotto nell’ambiente».

A recitare quando ha iniziato?
«A 22 anni con alcune compagnie teatrali di Napoli. Mi è servito per il contatto diretto con il pubblico, mi ha forgiato».

Il primo provino?
«Con la Rai per “La squadra” e “Un posto al sole”, per ruoli secondari. È cominciato tutto lì, anche se non sono stato preso».

Però non si è scoraggiato.
«Sono del segno del Leone, molto determinato. Comunque in quel periodo ci furono anche i provini per “Pupetta”».

Quanti provini ha fatto per «Pupetta»?
«Tantissimi, eravamo 150 candidati, ho cominciato a marzo e ho avuto la conferma di esser stato scelto il giorno prima delle riprese, a metà maggio».

Non è un ruolo da poco, fa il co-protagonista.
«Non è stato molto difficile. Michele, il mio personaggio, è una persona buona che diventa cattiva o comunque prende una strada sbagliata per amore della sorella e del fratello».

Oltre a recitare, lei studia anche Medicina. Come fa?
«Mi mancano quattro esami alla laurea, sono in dirittura di arrivo anche se ora sono in “pausa”, lavorando come attore… Ma la laurea la voglio prendere».

Reciterebbe il ruolo di un medico?
«Molto volentieri, posso dire che non ho paura del camice bianco, mi troverei perfettamente a mio agio!».

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