Home TvFictionMiguel Ángel Silvestre di «Velvet»: «Ho avuto la parte grazie a… mio nonno»

27 Luglio 2017 | 12:57

Miguel Ángel Silvestre di «Velvet»: «Ho avuto la parte grazie a… mio nonno»

Parla l’attore spagnolo che nella fiction spagonla veste i panni dell’affascinante Alberto. E a settembre lo vedremo debuttare in «Narcos»

 di Barbara Mosconi

Miguel Ángel Silvestre di «Velvet»: «Ho avuto la parte grazie a… mio nonno»

Parla l’attore spagnolo che nella fiction spagonla veste i panni dell’affascinante Alberto. E a settembre lo vedremo debuttare in «Narcos»

27 Luglio 2017 | 12:57 di Barbara Mosconi

Nessun dubbio che l’attore spagnolo Miguel Ángel Silvestre sia un bel tipo. Basta guardarlo. Da anni ammalia le (femminili) platee televisive prima con «Velvet», la serie che Raiuno manda in onda da quattro stagioni, e quindi con «Sense8», altra serie tv disponibile su Netflix. Ma che Miguel sia pure simpatico e divertente non è scontato. Al telefono dalla Spagna risponde con un: «Pronto?». E tra una domanda e l’altra spiegherà, per la gioia delle lettrici di Sorrisi, perché parla pure un po’ di italiano.

Per approfondire: Paula Echevarría: ecco chi è davvero Ana, star di «Velvet» - «Velvet Colección»: la storia di «Velvet» non è finita

Buongiorno Miguel, cosa sta facendo?
«Sto facendo colazione: tortilla con melanzane. Colazione spagnola».
In Italia stiamo vedendo la quarta e ultima stagione di «Velvet», dove interpreta Alberto Márquez, un fascinoso uomo d’altri tempi. A chi si è ispirato?
«Diciamo che seguo il copione. Non ho avuto un’ispirazione speciale. All’inizio Alberto era un ragazzo innocente pieno di ferite, introverso. Sin da ragazzo s’innamora di Ana (l’attrice Paula Echevarría, in foto nel tondo, ndr) e cresce in lui la voglia di stare con lei».
Lei è un gentiluomo come Alberto?
«Credo di sì. Devo tutto a mio nonno, si chiamava anche lui Miguel ed era un vero gentiluomo. Indossava sempre i farfallini, ne aveva un’intera collezione. E portava sempre con sé un accendino particolare, non un Dupont, che era troppo costoso, ma qualcosa di molto simile. Ho di lui l’immagine di quando accendeva le sigarette alle signore. Ecco, da mio nonno ho ereditato i modi galanti e anche l’accendino».
Come è stato scelto per il ruolo di Alberto?
«Gran parte del merito è proprio di nonno Miguel. Senza nemmeno rendermene conto, probabilmente stavo pensando a lui quando ho girato il primo episodio di “Velvet” e avevo con me quell’accendino!».
Alberto viene creduto morto, ma il pubblico che segue con passione «Velvet» sa che è vivo.
«Alberto è a New York, sta cercando di dimenticare Ana, l’amore della sua vita, di curare le ferite e di chiudere con la Spagna. È diventato un uomo completamente diverso, in America frequenta persone torbide che lo portano sulla cattiva strada. Eppure continua a pensare ad Ana. E questo lo fa andare avanti. Ma non posso svelare altro...».
Perché farlo sparire in modo così misterioso?
«La mia temporanea “uscita di scena” è stata una scelta per fare in modo che la storia e il mio personaggio fossero poi più intriganti e il ritorno più incredibile. È stato un caso che nel frattempo io sia riuscito a lavorare per Netflix».
Infatti è anche uno dei protagonisti di «Sense8». Com’è stato recitare in una serie internazionale?
«“Sense8” è stata un’esperienza speciale. Abbiamo girato anche in Italia, a Positano. Diciamo che nella mia vita c’è un po’ d’Italia. Ho avuto anche due fidanzate italiane, più o meno dieci anni fa, e posso dire che un po’ del mio cuore è rimasto nel vostro Paese».
A parte le fidanzate, ha avuto qualche offerta di lavoro in Italia?
«Non vedo l’ora di averne! Vorrei vivere in Italia, ho già visitato molti posti, dal Nord al Centro fino al Sud. Uno dei miei attori preferiti è Massimo Troisi. E pure Totò».
Su Instagram ha pubblicato la foto di un romanzo di Paolo Sorrentino. Lavoro o diletto?
«Diletto. Sorrentino è uno dei miei registi preferiti. Ho visto ogni episodio di “The young Pope” almeno cinque volte: lui è magico, i dialoghi sono meravigliosi, fa parte della storia del cinema».
Torniamo a «Sense8», dove interpreta Lito, un attore messicano gay, sensuale e bugiardo: l’opposto di Alberto di «Velvet».
«Mi piace cambiare, muovermi nei personaggi, esplorare le corde profonde della mia anima. Alberto è freddo, matematico, rischia di restare solo mettendo delle barriere intorno a lui, non so cosa potrebbe pensare di Lito (ride)».
Ora sta per girare il gran finale di «Sense8». Cosa può anticipare?
«Posso dire che saremo a Parigi, Londra, Berlino e in Italia! Non so ancora dove, a me personalmente piacerebbe passare un po’ di tempo a Roma».
«Velvet», invece, sta per terminare. Giovedì 10 agosto andrà in onda l’ultima puntata che chiude la serie per sempre.   
«In Spagna l’episodio finale è andato in onda durante  le vacanze di Natale 2016. Abbiamo girato le ultimissime scene in diretta. Prima, però, per dieci giorni abbiamo fatto molte prove come se fossimo a teatro. È stato bello festeggiare la fine di “Velvet” così, tutti insieme sul set».
In questo momento è single o fidanzato?
«In questo momento sto... con mia mamma! Adoro le donne, mia mamma e mia nonna mi hanno insegnato così tanto! Ma anche le donne italiane mi hanno molto impressionato, hanno un carattere forte, sono loro che comandano il mondo».

(Ha collaborato Valentina Orsi)

Lo rivedremo in «Sense8» e debutterà in «Narcos»

Nella foto, Miguel con Pedro Pascal, uno dei protagonisti della serie di Netflix «Narcos», di cui Miguel farà parte nei panni di un malvivente nella terza stagione. A destra, Miguel nel ruolo di Lito in «Sense8». Grazie a una petizione, Netflix darà un finale alla serie che era stata interrotta dopo la seconda stagione.