05 Maggio 2013 | 15:33

Milena Vukotic, l’intervista a Enrica di «Un medico in famiglia»: «Mi sento la nonna più amata»

Le riprese della nuova stagione di «Un medico in famiglia» cominceranno in agosto. Ma per Milena Vukotic, la Enrica Solari moglie in seconde nozze di nonno Libero, non è tempo di ozio. «Ho lavorato anche ieri sera. Sa, io quando non lavoro mi stanco!»...

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Milena Vukotic, l’intervista a Enrica di «Un medico in famiglia»: «Mi sento la nonna più amata»

Le riprese della nuova stagione di «Un medico in famiglia» cominceranno in agosto. Ma per Milena Vukotic, la Enrica Solari moglie in seconde nozze di nonno Libero, non è tempo di ozio. «Ho lavorato anche ieri sera. Sa, io quando non lavoro mi stanco!»...

Foto: ANSA/FABIO CAMPANA

05 Maggio 2013 | 15:33 di

Le riprese della nuova stagione di «Un medico in famiglia», la nona, cominceranno in agosto. Ma per Milena Vukotic, la Enrica Solari prima consuocera e poi moglie in seconde nozze di nonno Libero (Lino Banfi), non è tempo di ozio. «Ho lavorato anche ieri sera. Sa, io quando non lavoro mi stanco!».

Minuta, discreta, una voce roca e delicata allo stesso tempo, modi raffinati ma mai snob, la Vukotic, figlia di un commediografo di origini montenegrine e di una pianista, ha attraversato molte stagioni del cinema (ma anche del teatro e della televisione) italiano. Nei quasi cento film a cui ha preso parte, ha recitato tra gli altri sotto la regia di Luis Buñuel, Mauro Bolognini, Ettore Scola, Mario Monicelli, Lina Wertmüller, Steno, Federico Fellini (a cui la legava una bella amicizia), Bernardo Bertolucci e Franco Zeffirelli. Ultimamente ha lavorato con Ferzan Ozpetek in «Saturno contro» e «Un giorno perfetto». Eppure, paradossalmente, a darle la popolarità è stato il ruolo di Pina, moglie di Fantozzi nella celebre saga.

La sorprende tutto ciò?
«In realtà no. Quel personaggio mi ha regalato tante soddisfazioni. Fa parte del gioco».

Anche Enrica è molto amata dal pubblico.
«Enrica è entrata nella serie con dei modi da signora snob, quasi antipatici. Ma strada facendo le sono capitate tante cose e ha mostrato le sue fragilità e la sua grande complessità di donna».

Sempre presente da sette anni e pronta a girare una nuova stagione nella quale il suo personaggio sarà ancora più in primo piano. Che effetto fa?
«Da 15 anni, ormai, faccio parte di una famiglia sempre più consolidata. Io e Lino siamo le radici: intorno a noi è successo di tutto, ma noi ci siamo sempre».

Con Banfi sembra esserci un’intesa assolutamente perfetta.
«Ci conosciamo da tanti anni. Avevamo fatto tre film con Sergio Martino. Al cinema siamo già stati fidanzati e amanti. È stato bello ritrovarsi perché il mondo del cinema e quello del teatro sono strani. Si vive insieme per un lungo periodo, si condividono tante cose, e quando arriva l’ultima data del tour o l’ultima scena del film, ci si ripromette di rincontrarsi, ci si scambiano i numeri di telefono. Poi ognuno viene riassorbito dai propri impegni e passano anni senza che si riesca a rivedersi».

Quando lavorava con lui al cinema si aspettava che Banfi, l’attore delle commediole scollacciate, sarebbe potuto diventare un personaggio così amato dalle famiglie?
«Francamente no. Anche se lui raccontava sempre dei suoi trascorsi nell’avanspettacolo (per la verità lo fa ancora) e si vedeva che era un attore con molte più frecce nel suo arco. Ma una svolta simile all’epoca era impensabile».

Lei con la tv ha avuto un rapporto discontinuo. Ne ha fatta tanta in passato, poi è un po’ sparita.
«La tv è stata la prima a darmi delle opportunità quando sono tornata a Roma dalla Francia, dove facevo la ballerina classica nella compagnia internazionale “Grand Ballet du Marquis De Cuevas” e in quella di Roland Petit. Poi ho avuto la fortuna di dedicarmi alle mie vere grandi passioni, il teatro e il cinema. Pensi che ero tornata in Italia guidata dal sogno di lavorare con Fellini. Lui, in qualche modo, ha influenzato tutta la mia vita».

Sogno che si è poi avverato.
«Sì, ho fatto delle piccole cose con Federico (“Giulietta degli Spiriti” nel 1965 e “Tre passi nel delirio” nel 1968), ma soprattutto ho avuto l’onore della sua amicizia e di quella della moglie. Federico era il mio punto di riferimento. Se avevo bisogno di un consiglio lui c’era sempre».

E l’esperienza di ballerina che cosa le ha lasciato?
«La disciplina. Il mestiere d’attore, se lo si vuole fare bene, obbliga già a darsi delle regole, ma la danza è molto peggio: la disciplina è ferrea, quasi militare».

Ha lavorato con i maestri del cinema, ma anche con quegli artigiani di genere che piacciono a Tarantino. Ha mischiato alto e basso.
«Ma sì, in questo mestiere bisogna contaminarsi. Io ho cercato di fare tutto sempre col massimo impegno, poi è chiaro che non tutte le torte riescono».

Dei registi di oggi chi le piace?
«Tanti, ma se potessi scegliere uno con cui lavorare direi senza alcun dubbio Gianni Amelio. Comunque c’è tanta gente brava, sia tra i registi che tra gli attori. Ogni volta che vado al cinema provo una certa rabbia, mi chiedo: ma come abbiamo fatto a diventare così marginali, a disperdere quel grande patrimonio che avevamo?».

Ha avuto tanti piccoli ruoli. Non le è mai pesata questa collocazione da caratterista?
«Sì, qualche volta. Ma sa, il cinema italiano ha sempre avuto una passione per le maggiorate, io ho dovuto accontentarmi di molti ruoli da bruttina».

Eppure negli Anni 70 posò per «Playboy».
«Già, un fotografo mi propose di tirare fuori la mia femminilità e facemmo queste foto di nudo molto belle. Fui molto criticata nella mia cerchia di conoscenti, ma non le rinnego».

Al cinema ha recitato spesso il ruolo della zitella e della bruttina. Nella realtà come è stata la sua vita sentimentale?
«Ho dedicato la mia vita al lavoro e a mia madre, con cui ho vissuto fino alla sua morte. Oggi ho un matrimonio che dura da più di dieci anni e sono felice».