29 Aprile 2013 | 06:13

Montalbano, parla Lina Perned, la nuova Livia: «Mi devo abituare a un successo così»

Lina Perned non crede alle sue orecchie: quasi 10 milioni di telespettatori hanno seguito il suo debutto nella fiction «Il sorriso di Angelica» che il 15 aprile ha aperto la nona stagione della serie «Il commissario Montalbano». Lina oggi è a casa sua, a Stoccolma...

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Montalbano, parla Lina Perned, la nuova Livia: «Mi devo abituare a un successo così»

Lina Perned non crede alle sue orecchie: quasi 10 milioni di telespettatori hanno seguito il suo debutto nella fiction «Il sorriso di Angelica» che il 15 aprile ha aperto la nona stagione della serie «Il commissario Montalbano». Lina oggi è a casa sua, a Stoccolma...

29 Aprile 2013 | 06:13 di

Lina Perned non crede alle sue orecchie: quasi 10 milioni di telespettatori hanno seguito il suo debutto nella fiction «Il sorriso di Angelica» che il 15 aprile ha aperto la nona stagione della serie «Il commissario Montalbano», che sarà in onda su Raiuno anche nei prossimi due lunedì. L’attrice svedese interpreta Livia, la fidanzata storica del protagonista. «Veramente incredibile. Dieci milioni di spettatori. Ma ci pensa che in una volta sola mi hanno vista più persone di quanti siano gli svedesi, che raggiungono a malapena i nove milioni? Per me, abituata a piccoli numeri, o alla platea di un teatro, è un traguardo impensabile. Mi ci devo ancora abituare».

Lina oggi è a casa sua, a Stoccolma. Al telefono parla un inglese perfetto, anche se la voce è gutturale e roca. Per questo si scusa: «Ho la bronchite» dice «e anche oggi qui a Stoccolma piove e fa freddo. Mai inverno è stato peggiore di questo. Il bel caldo e la dolce luce della Sicilia, che ho adorato, sono purtroppo un ricordo lontano».

Ha qualche altra nostalgia?
«Certo. Come potrei non averne? Sono stata su quel set diverse settimane, da aprile a giugno dello scorso anno, e sono stata accolta da tutti in maniera cordiale. Io straniera, per la prima volta inserita in una macchina rodata  come quella di Montalbano, che lavora insieme dal 1999, avrei potuto sentirmi un pesce fuor d’acqua, invece è stato come ritrovarsi in famiglia. Alberto Sironi, il regista, quello con il quale sono stata più in stretto contatto, è davvero fantastico».

Era mai stata in Sicilia?
«No, è stata la mia prima volta. In Italia venivo da piccola, ma solo al Nord. Della Sicilia ovviamente mi sono innamorata della cucina, che bontà. Qui in Svezia la cucina italiana è molto popolare, tanto che a ogni angolo c’è un ristorante italiano. Pensi che da noi i bambini sono convinti che gli spaghetti siano un piatto tipico svedese. Dalla Sicilia me ne sono venuta via con taniche di olio extravergine e un vassoio enorme di quei dolci con la ricotta, quelli che voi chiamate cannoli. Irresistibili».

Come è arrivata sul set di Montalbano?
«La Palomar, la casa di produzione della fiction, è venuta a Stoccolma per un casting. Serviva un’attrice che sostituisse Katharina Böhm, la Livia storica, non disponibile perché impegnata su altri set. Volevano una figura bionda, algida, che ricordasse un po’ Katharina. Tra una quindicina di attrici convocate alla fine hanno scelto me».

Come è stato lavorare con un sex symbol come Luca Zingaretti?
«Oddio, io non l’ho visto con questi occhi. Certo ha il suo fascino, ma io ho cercato di cogliere gli aspetti professionali e da questo punto di vista devo dire che è un attore eccellente, molto molto bravo, ma anche molto riservato. So che è papà da poco. Ho visto la foto della sua bimba in camerino».

Prima di essere scritturata per interpretare la parte di Livia, conosceva la fiction?
«Avevo visto alcuni episodi perché anche qui in Svezia la serie è molto popolare, ma non sono una fan della prima ora. E questo alla fine credo sia stato un bene, perché conoscendo poco i contenuti e il contesto, non mi sono lasciata condizionare».

Non le fa effetto sapere che la serie verrà vista anche in altri 65 Paesi?
«Sì, pensarci mi fa un certo effetto. Ma io ho iniziato a fare questo mestiere a 18 anni, non mi monto mai la testa. Non credo che succederà ora».

Studierà l’italiano?
«Con Sironi, il regista, ci parlavamo in inglese. Sul set poi c’era sempre una interprete, che è stata molto utile. Se venissi confermata per il futuro, magari potrebbe essere la volta buona  per studiare l’italiano».

Ha già avuto dei contatti?
«No. Mi hanno detto che eventuali nuovi episodi sono ancora in fase di scrittura. So anche che Livia è un personaggio molto amato dal pubblico e ora anche da me, e che sicuramente non sparirà, anzi. Ma tempo al tempo».