22 Aprile 2013 | 15:17

Montalbano, tutti gli uomini del commissario: pregi e difetti di Mimì, Fazio, Galluzzo e Catarella

Gli attori che affiancano Luca Zingaretti raccontano i personaggi che li hanno resi famosi. Tanto che uno di loro sta pensando a uno spin-off della fortunata fiction di Raiuno...

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Montalbano, tutti gli uomini del commissario: pregi e difetti di Mimì, Fazio, Galluzzo e Catarella

Gli attori che affiancano Luca Zingaretti raccontano i personaggi che li hanno resi famosi. Tanto che uno di loro sta pensando a uno spin-off della fortunata fiction di Raiuno...

Foto: Foto di Fabrizio di Giulio

22 Aprile 2013 | 15:17 di

Gli attori che affiancano Luca Zingaretti raccontano i personaggi che li hanno resi famosi. Tanto che uno di loro sta pensando a uno spin-off della fortunata fiction di Raiuno…

Mimì: l’insostituibile vice e amico

Chi è Mimì?
«Un “fedele fimminaro”» spiega Cesare Bocci (55). «Sembra una contraddizione in termini, ma non lo è: lui è fedele in amore alla sua Beba, ma è fedele anche alla sua filosofia “ogni lasciata è persa”!».

Il suo rapporto con Salvo?
«Sono come Sandra e Raimondo. Chi è Sandra e chi Raimondo lo decidono i lettori… La loro è un’amicizia di lunga data ma mai scontata, che si rinnova ogni volta nei battibecchi. Negli anni ho imparato ad apprezzare i loro scontri perché sono sempre costruttivi».

Il pregio di Mimì?
«Intelligente e un gran lavoratore».

Un difetto?
«È impetuoso, dovrebbe ragionare di più perché poi rischia di strafare».

Cosa le ha dato Montalbano?
«Mi ha portato in giro per il mondo, con la popolarità che ne consegue. Una tappa fondamentale della mia carriera».

La frase tipica di Mimì?
«Lui arriva sempre un attimo in ritardo e trova Salvo e Fazio che “inciuciano”. Allora dice: “Se vi degnate di far capire anche a me…”».

Ricordi di set?
«Le magnifiche cene del regista Alberto Sironi, cuoco eccellente. La sua pasta con i frutti di mare è superlativa. Da Luca invece si mangiavano affettati. In cucina proprio non sa da che parte cominciare…!».

I suoi impegni oltre a Montalbano?
«Sono sul set di “Una grande famiglia 2” e in autunno torno a teatro».

Fazio: il fedelissimo braccio destro

Chi è Fazio?
«L’uomo di fiducia del commissario» dice Peppino Mazzotta (41).

Come si rapporta con Salvo?
«C’è un legame di affetto».

Il pregio di Fazio?
«La lealtà e un grande senso della giustizia. E poi non si arrende finché non è soddisfatto del lavoro che ha svolto».

Un difetto?
«Forse è un po’ troppo timido nei confronti della vita. Ma se fosse sfrontato, non sarebbe Fazio».

Cosa le ha dato Montalbano?
«La possibilità di trascorrere periodi bellissimi in luoghi meravigliosi e di lavorare serenamente con un gruppo affiatato. E poi l’affetto della gente. Prima di questo ruolo non ero conosciuto e adesso tutti mi identificano con Fazio. Per la strada è proprio così che mi chiamano».

La frase-tormentone di Fazio?
«Finora la sua caratteristica erano i “pizzini”, appunti nei quali ricostruiva i casi. Negli ultimi quattro film c’è un’evoluzione nell’efficienza di Fazio, riesce perfino ad anticipare gli ordini di Salvo. Ogni volta che il commissario gli dice “fai questo”, Fazio risponde “già fatto!”».

Aneddoti di set?
«Giriamo sempre in primavera e inizio estate e ricordo, durante le pause, quelle indimenticabili giornate al mare tutti insieme».

Progetti?
«Sono in tournée con Luca Zingaretti nella pièce “Torre d’avorio“. E anche lì faccio un suo sottoposto, interpreto un tenente».

Galluzzo: il vero uomo d’azione

Chi è Galluzzo?
«Un poliziotto emotivo» lo descrive Davide Lo Verde (49). «Ha il grilletto facile, guida in modo a dir poco disinvolto, ma in fondo è uno di cui ci si può fidare».

 Il suo rapporto con Salvo?
«Ha sempre paura di essere rimproverato dal commissario, verso cui nutre un’ammirazione sfrenata, per il suo temperamento vulcanico. Ma in fondo i rimproveri di Salvo sono bonari e affettuosi».

Il pregio di Galluzzo?
«È una persona sincera. Se spara non è perché è un violento, ma per un eccesso di zelo. Se corre con la macchina e rischia di investire qualcuno è solo perché vuole arrivare il prima possibile sul luogo del delitto… I suoi errori nascono proprio dalla troppa passione che mette nel suo lavoro».

 Il difetto?
«Non ha la giusta misura».

Cosa le ha dato Montalbano?
«Tanto. Dal punto di vista professionale, la fortuna di avere lavorato in una serie di grande successo con colleghi bravissimi. Dal punto di vista umano, il rapporto di amicizia che si è creato tra tutti noi. E poi, pur essendo di Catania, ho scoperto una parte della Sicilia meravigliosa che prima non conoscevo».

L’aspetto di Galluzzo che più si diverte a interpretare?
«Quando sbaglia e viene rimproverato da Salvo».

I suoi impegni professionali?
«Un progetto televisivo che sta per partire: incrociamo le dita».

Catarella: il «piantone» pasticcione

Chi è Catarella?
«Un poliziotto sempliciotto che non tradirebbe mai un collega, né la divisa» spiega Angelo Russo (51). «In ogni commissariato italiano c’è un piantone Catarella che dice: “La guardiola è mia e nessuno può occuparla!“».

Com’è il rapporto tra Catarella e Salvo?
«Il mio personaggio si lancerebbe nel fuoco per il commissario, prende alla lettera tutto quello che gli viene detto e ordinato».

Un pregio di Catarella?
«È fedele alla parola data. Per lui l’amicizia viene prima di tutto».

Un difetto?
«È troppo ingenuo. Crede sempre alla parola di tutti».

Cosa le ha dato questa serie?
«Tante risate. Anche perché non esco mai dal personaggio. Per strada tutti mi riconoscono e mi chiamano Gargamella, Gagarella. Io stesso parlo il “catarellese” e rispondo “Di pirsona pirsonalmente Catarella sono!”».

Cosa la diverte di Catarella?
«Il suo aspetto pulito, giocoso e fanciullesco».

La sua frase celebre?
«Domando perdonanza e comprensione dottore: mi scappò (la porta!)».

I suoi progetti professionali?
«Una tournée teatrale in Sicilia con Marcello Perracchio (il dottor Pasquano della serie). E poi forse “Le avventure di Catarella”, una sorta di spin-off di Montalbano. Un’idea alla quale sto lavorando».