Home TvFictionSquadra Antimafia si sposta a Catania, guida alla quinta stagione della fiction di Canale 5

09 Settembre 2013 | 05:04

Squadra Antimafia si sposta a Catania, guida alla quinta stagione della fiction di Canale 5

Arrivano nuovi personaggi e «Squadra Antimafia» cambia profondamente. Nella quinta stagione il vicequestore palermitano Calcaterra è affiancato dal suo omologo catanese e le squadre sono costrette a lavorare insieme, non più a Palermo ma a Catania...

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Squadra Antimafia si sposta a Catania, guida alla quinta stagione della fiction di Canale 5

Arrivano nuovi personaggi e «Squadra Antimafia» cambia profondamente. Nella quinta stagione il vicequestore palermitano Calcaterra è affiancato dal suo omologo catanese e le squadre sono costrette a lavorare insieme, non più a Palermo ma a Catania...

Foto: Squadra Antimafia 5

09 Settembre 2013 | 05:04 di Redazione

Arrivano nuovi personaggi e «Squadra Antimafia» cambia profondamente. Nella quinta stagione il vicequestore palermitano Domenico Calcaterra (Marco Bocci) è affiancato dal suo omologo catanese e le due rispettive squadre sono costrette a lavorare insieme, non più a Palermo ma a Catania. Il vecchio sottotitolo «Palermo oggi» quindi sparisce: nelle 10 puntate in onda su Canale 5 da lunedì 9 settembre l’azione si sposta nella nuova città.

«La motivazione principale» anticipa Bocci «è l’indagine su un rapimento: tutte le tracce ci porteranno verso Catania e lì, per vari motivi, saremo costretti a rimanere». E a interagire con il vicequestore di competenza: la volitiva Lara Colombo, volto nuovo della serie, interpretata da Ana Caterina Morariu. «Lara è una donna di squadra» spiega l’attrice «che per età, intorno ai 30 anni, si trova anche in una personale fase di passaggio: ama molto il suo lavoro, è forte dei propri valori e delle proprie convinzioni, ma pecca forse un po’ nella sua vita privata». Lara è comunque una tipa tosta ed è perciò destinata a scontrarsi con un altro carattere forte come quello di Calcaterra. «Il nostro» spiega Bocci «era un team abituato a muoversi senza troppa burocrazia. A contatto con quelli di Catania sbatteremo uno contro l’altro, ci metteremo quasi i bastoni fra le ruote a vicenda».

L’alleanza diventerà un duello, dunque? «Diciamo un braccio di ferro» dice la Morariu. «Lara e Domenico sono pronti ad aiutarsi e a sostenersi, ma il mio personaggio non accetta di lasciarsi sovrastare e non si fa intimorire dal fatto che il collega sia un uomo».

Rosy Abate si conferma una delle figure cardine della fiction. «È una brava ragazza che ha finito per diventare capomafia» dice l’interprete Giulia Michelini. «Un’anima pura che, rimasta sola, si è incattivita. Un personaggio estremamente forte, ma anche un normale essere umano che cerca di tenere a bada i propri fantasmi, una persona fragile proprio quando, in gruppo, si sforza di essere forte. Ma è così un po’ per tutti, no?».

In questa quinta stagione, l’evoluzione del personaggio sarà radicale. «Rosy Abate» spiega l’attrice «si trova in un punto di transizione: si è stancata di fare del male e farà di tutto per riacquistare la sua normalità, cioè riavvicinarsi al figlio che le è stato tolto. Il suo unico obiettivo è fare la mamma e vivere dei sorrisi del suo Leonardino». Ma succederanno diverse cose, qualcuna più del previsto. Tanto che, contrariamente a quanto annunciato, il personaggio di Rosy Abate tornerà anche nella sesta stagione, da poco entrata in lavorazione: «Mi auguro con tutta l’anima che ridiventi buona, ma gli sceneggiatori non hanno ancora finito di scrivere…».

L’interrogativo numero uno rimane quello della botola: a chi appartiene la mano che alla fine della quarta serie salvava Calcaterra, rinchiuso in un acquedotto avvelenato? Si è detto che si tratta di una donna ed era anche circolata l’indiscrezione che potesse essere il personaggio della Morariu. «Questo posso smentirlo» dice Bocci «alcune notizie sono state messe in giro apposta per sviare. Posso anticipare però che Calcaterra subirà un immenso cambiamento: ossessionato dall’idea della giustizia e della legalità, assisterà a un evento drammatico che lo distruggerà. Il suo lavoro si trasformerà piano piano in qualcosa di personale e diventerà molto più vendicativo, una specie di “giustiziere della notte”».