12 Settembre 2017 | 11:00

«Squadra Mobile – Operazione Mafia Capitale» parte su Canale 5 e Giorgio Tirabassi ci racconta…

«Amo il mio personaggio, ha umanità e ironia» dice l’attore. «Lo interpreto volentieri da tanto tempo mettendoci tutto me stesso»

 di Stefania Zizzari

«Squadra Mobile – Operazione Mafia Capitale» parte su Canale 5 e Giorgio Tirabassi ci racconta…

«Amo il mio personaggio, ha umanità e ironia» dice l’attore. «Lo interpreto volentieri da tanto tempo mettendoci tutto me stesso»

Foto: Giorgio Tirabassi in «Squadra Mobile»

12 Settembre 2017 | 11:00 di Stefania Zizzari

«L’azione sul set? Mica ho più tanta voglia di correre e di fare scazzottate!» sorride sornione Giorgio Tirabassi, sorseggiando una centrifuga di frutta con lo zenzero. Da mercoledì 13 lo rivedremo su Canale 5 nei panni del vicequestore Roberto Ardenzi in «Squadra mobile - Operazione Mafia Capitale», seconda stagione della serie. «Il regista Alexis Sweet è un tipo esigente e quando giriamo le scene movimentate lui si esalta e io mi deprimo». 

Tutte le fiction Mediaset in arrivo nella stagione 2017/2018

Si è «depresso» spesso durante le riprese delle nuove puntate?
«Abbastanza. Mi sono toccate sparatorie, inseguimenti, risse... in fondo è un poliziesco».

Ardenzi è diventato il capo della Squadra mobile. Oltre all’indagine sulla corruzione e il malaffare nella Capitale, dà la caccia a Claudio Sabatini (Daniele Liotti), il suo ex collega corrotto, ora latitante.
«Mi viene da ridere...».

Scusi, in che senso?
«Perché penso a Daniele e alle scazzottate che abbiamo dovuto fare. Che poi io gli arrivavo al gomito! (Tirabassi è alto 1,75 mentre Liotti è un gigante di 1,90, ndr)».

Insomma, Ardenzi sta proprio invecchiando? 
«Non è mai stato un uomo di azione, però ha umanità, capacità di comprensione e ironia».

Eppure nella scorsa stagione si è addirittura gettato da un ponte per salvare una donna e il suo bambino.
«Sì, saltava dal ponte dell’isola Tiberina con una lastra di cemento armato di sotto. Cosa ti viene da pensare? “Forse questo è cretino” (ride)».

Lo sta offendendo... 
«Ma no, mi permetto di prenderlo in giro con un pizzico di disincanto perché lo amo e lo interpreto volentieri da tanto tempo (dal 2000, dalla prima stagione di “Distretto di polizia”, ndr), mettendoci tutto me stesso. E anche il pubblico lo ama. Per strada i poliziotti mi salutano dicendo: “Ciao collega!”».

Da romano si sente più coinvolto nel raccontare «Mafia Capitale»?
«Partiamo da casi ispirati alla cronaca giudiziaria ma non abbiamo pretese di approfondire, la nostra è una fiction. Però è vero che mi sento legato alle mie radici, alle tradizioni e alla cultura di Roma. La mia è una famiglia di artigiani, mio padre era tappezziere, i miei nonni avevano una selleria. Vendevano finimenti per carrozze, per i carretti del vino e poi le bardature per i cavalli usati nel cinema, a Cinecittà. Hanno fornito anche quelle per il film “Ben-Hur”».

Da bimbo giocava a guardie e ladri?
«No. A indiani e cowboy».

E lei cosa faceva?
«Il cowboy perché gli indiani morivano come mosche. Quando ero piccolo pensavo che le comparse le uccidessero veramente, perché John Wayne lo rivedevo negli altri film mentre gli indiani no. Era una magia, come quando guardavo il giradischi e cercavo dentro il cantante. Ero bambino, ma quella fantasia, facendo questo mestiere, non devi perderla mai».

Interpreterà l’eroe antimafia Libero Grassi nel ciclo «Liberi sognatori», in arrivo su Canale 5.
«Un bel lavoro di approfondimento su un uomo illuminato, con un grande peso intellettuale: una di quelle occasioni che ti fanno crescere: ti confronti con personaggi più intelligenti dell’interprete».

Poi la aspettano altre tre fiction: «L’Aquila grandi speranze», «In arte Nino» e «La linea verticale». E nel tempo libero cosa fa?
«Studio musica, mi piace riarrangiare i classici della tradizione romana».

Dove li avevamo lasciati e come li ritroviamo adesso

Claudio Sabatini è stato arrestato, ma riesce a fuggire dall’ospedale dove è ricoverato. Comincia così la caccia all’uomo: tutti sono convinti che sia fuggito in Sudamerica, Ardenzi invece crede che si nasconda a Roma. Mauretta (Laura Adriani), la figlia di Ardenzi, ha superato il concorso per diventare ispettore e non sa come dire al padre che entrerà in Polizia. Riccardo (Marco Rossetti) giura a se stesso che non si innamorerà più di una collega, ma poi arriva in squadra Cecilia (Miriam Dalmazio). Sandro (Antonio Catania) ha vinto i suoi problemi con l’alcol. Isabella (Valeria Bilello) è serena con il nuovo compagno, il passato però torna a  farle paura. Giacomo (Pippo Crotti) e Roberta (Elena Di Cioccio) ormai fanno coppia. Durante un’indagine, Ardenzi conosce il capo della sezione Minori Serena Scanzi (Anna Ammirati) e...