03 Agosto 2017 | 14:15

«Un medico in famiglia», ci sarà l’undicesima stagione?

Lo strano giallo della fiction scomparsa. Una petizione pubblicata sul web chiede di non chiudere la serie. Che nel 2018 compirebbe 20 anni

 di Tiziana Lupi

«Un medico in famiglia», ci sarà l’undicesima stagione?

Lo strano giallo della fiction scomparsa. Una petizione pubblicata sul web chiede di non chiudere la serie. Che nel 2018 compirebbe 20 anni

Foto: I nonni di Un medico in famiglia  - Credit: © Facebook

03 Agosto 2017 | 14:15 di Tiziana Lupi

L’estate, si sa, è la stagione dei gialli. Cosa c’è di meglio di un bel mistero da risolvere per combattere la noia sotto l’ombrellone o in una piovosa giornata di montagna? Negli primi giorni di questo torrido agosto il giallo a cui trovare la soluzione ha il titolo di una delle serie televisive più amate dal pubblico: «Un medico in famiglia».

Stavolta, però, non si tratta di scoprire un assassino ma, più semplicemente, di trovare la risposta a una domanda ben precisa: vedremo mai l’undicesima stagione della fiction interpretata da Lino Banfi? Sapremo come andranno a finire le vicissitudini personali e lavorative della famiglia Martini e dei loro amici, colleghi e parenti? Per provare a sbrogliare la matassa, assai intricata, partiamo dall’inizio: tutto è cominciato nientemeno che con una petizione...

La petizione online

La scorsa settimana sul sito di petizioni on line www.change.org è apparsa una curiosa lettera firmata da oltre quattromila persone e indirizzata a Mario Orfeo, Tinni Andreatta e Andrea Fabiano (rispettivamente direttore generale della Rai, direttori di Rai Fiction e di Raiuno), in cui si chiedeva alla tv di Stato un ripensamento sulla decisione «presa di punto in bianco di non produrre l’undicesima stagione di “Un medico in famiglia”, lasciando così tutti i fan della fiction a bocca asciutta». La petizione includeva inoltre la richiesta di «un finale per il ventennale della fiction che dal 1998 appassiona tanti italiani». E sono tante anche le lettere dello stesso tenore arrivate qui alla redazione di Sorrisi.

Rosanna Banfi è tra i sostenitori

Tra i sostenitori della petizione c’è Rosanna Banfi, la Tea di «Un medico in famiglia» nonché figlia del protagonista. Per questo abbiamo deciso di parlare con lei che ci ha confermato l’esistenza di un mistero: «Non so assolutamente niente della prossima stagione della serie, come non lo sa mio padre. E ho appreso dalla petizione dell’ipotesi della Rai di chiuderla. Posso solo dire che, nelle stagioni passate, in questo periodo dell’anno noi attori eravamo già stati contattati dalla produzione mentre quest’anno non è arrivata nessuna telefonata».

L’attrice è consapevole della difficoltà di portare avanti per tanti anni una fiction che, diversamente da altre, racconta solo la storia di una famiglia, seppure con vicende «satellite», senza poter contare sui cosiddetti «casi di puntata», episodi che, di volta in volta, si aprono e si chiudono, garantendo alla serie maggior varietà e imprevedibilità: «Quello che mi piacerebbe» conclude la Banfi «è dare al pubblico un bel finale, far sapere alla gente dove vanno a finire i nonni e dove i giovani. Chissà che dopo questa sorta di “rivolta popolare” la Rai non decida di tornare sulle sue decisioni».

Il giallo si infittisce

A questo punto a chi chiedere lumi se non alla Rai o, meglio, a Rai Fiction di Tinni Andreatta che, insieme con la Publispei di Verdiana Bixio, produce la serie? Niente da fare neppure su questo doppio fronte dove, anzi, il giallo si infittisce. Gli sceneggiatori di Publispei sono alle prese con la scrittura di nuove puntate che, si dice, per movimentare un po’ la storia potrebbero prevedere un trasferimento nel Nord Italia dei Martini. Un’ipotesi che, però, taglierebbe fuori dalla serie tutti gli altri personaggi, a partire da quelli della clinica fino ai tanti giovani inseriti man mano nella trama.

La Rai, dal canto suo, si limita a confermare l’esistenza di un problema o, per usare un termine più formale, «un momento di riflessione» per capire se, dopo dieci stagioni di onorato servizio, ci siano i presupposti per lanciarsi nella produzione dell’undicesima o se non sia meglio finirla qui. A viale Mazzini assicurano anche che, alla luce di questa riflessione, il lancio della petizione sia stato prematuro perché la Rai tiene al marchio di «Un medico in famiglia», proprio per l’onorato servizio di cui parlavamo. Se è vero però, come diceva la scrittrice Agatha Christie, che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, in questo giallo di mezza estate qualcuno sta già pensando a cosa farà dopo «Un medico in famiglia»...