09 Gennaio 2012 | 12:42

VANESSA HESSLER, Cenerentola è diventata LA FIGLIA DEL CAPITANO

È il 1776, la rivolta di cosacchi e contadini che, in pochi mesi, ha sconvolto la Russia di Caterina II è stata sedata nel sangue. Un giovane ufficiale degli ussari imputato di tradimento attende il giudizio della corte marziale. Ripensa alla sua vita, alle sue avventure. Ma, soprattutto, pensa a Mascia: «La figlia del capitano», protagonista del romanzo di Aleksàndr Sergeevic Puskin e dell’omonima fiction che Raiuno propone stasera e domani. Mascia ha il volto di Vanessa Hessler che, di lei, dice: «È una ragazza giovane ma estremamente moderna per la sua epoca»...

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VANESSA HESSLER, Cenerentola è diventata LA FIGLIA DEL CAPITANO

È il 1776, la rivolta di cosacchi e contadini che, in pochi mesi, ha sconvolto la Russia di Caterina II è stata sedata nel sangue. Un giovane ufficiale degli ussari imputato di tradimento attende il giudizio della corte marziale. Ripensa alla sua vita, alle sue avventure. Ma, soprattutto, pensa a Mascia: «La figlia del capitano», protagonista del romanzo di Aleksàndr Sergeevic Puskin e dell’omonima fiction che Raiuno propone stasera e domani. Mascia ha il volto di Vanessa Hessler che, di lei, dice: «È una ragazza giovane ma estremamente moderna per la sua epoca»...

09 Gennaio 2012 | 12:42 di

Vanessa Hessler

È il 1776, la rivolta di cosacchi e contadini che, in pochi mesi, ha sconvolto la Russia di Caterina II è stata sedata nel sangue. Un giovane ufficiale degli ussari imputato di tradimento, Pjotr Grinev, attende il giudizio della corte marziale. Ripensa alla sua vita, alle sue avventure. Ma, soprattutto, pensa a Mascia: «La figlia del capitano», protagonista del romanzo di Aleksàndr Sergeevic Puskin e dell’omonima fiction (solo liberamente ispirata all’originale) che Raiuno propone lunedì 9 e martedì 10 gennaio. A produrla, insieme a Rai Fiction, è Edwige Fenech, che sarà anche in video nel ruolo di Caterina II di Russia. Mascia ha il volto di Vanessa Hessler che, di lei, dice: «È una ragazza giovane ma estremamente moderna per la sua epoca».

Perché Mascia è moderna?
«Parliamo della seconda metà del Settecento, le ragazze obbedivano ai genitori, facevano ciò che veniva loro ordinato. Mascia, invece, si ribella a tutto questo. È libera, curiosa di tutto quello che la circonda. Anche dell’amore, quando lo incontra in Pjotr, un giovane completamente diverso da lei. Lui è un nobile, ha avuto un’infanzia dorata; lei vive in un avamposto di frontiera, in un forte isolato nella steppa. Dovranno imparare a conoscersi prima di capirsi».

Quale fascino può esercitare sul pubblico una storia ambientata in tempi e luoghi così lontani?
«Prima di tutto i luoghi. “La figlia del capitano” è stata girata in Bulgaria, una terra bellissima, malinconica e, insieme, poetica. E, poi, i costumi: belli, ricchi di dettagli, da soli raccontano la storia. Così come acconciature e trucco».

Il pubblico di Raiuno l’ha vista recentemente nei panni di Cenerentola; ora è Masa e tra qualche mese sarà Santa Barbara. Tre donne diverse. Hanno qualcosa in comune, tra loro e con lei?
«Sono tre donne tutte molto semplici, con una sorta di ingenuità verso l’ambiente che le circonda. Credo sia questo ad accomunarle a me. Io penso di essere proprio così: sono felice con piccole cose, mi fa sorridere ascoltare una canzone in un certo momento, svegliarmi la mattina con il sole, gustare un buon caffè».

Non le piacerebbe mettersi alla prova con qualcosa di diverso?
«Eccome! Vorrei interpretare una cattiva, una donna con problemi. Di più: una pazza, anche se so che non sarebbe semplice. Dovrei lavorare molto e avrei bisogno di aiuto per entrare in un personaggio del genere».

Lei oggi è uno dei volti d’oro della fiction. Quali pensa siano le ragioni del suo successo?
«Ho provato a chiedermelo ma, onestamente, non lo so. Probabilmente la gente si accorge che mi piace quello che faccio. Nel mio lavoro metto tutta me stessa, sono disposta a sacrificare molto. E poi, certo, ogni buon risultato è una bella sorpresa. Ed è una cosa che mi stimola a impegnarmi sempre di più nel lavoro e a metterci tutto l’entusiasmo possibile».

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