23 Giugno 2017 | 16:27

Veronica Pivetti sul set di «Provaci ancora prof! 7» anticipa a Sorrisi cosa succederà

Le riprese della settima stagione sono agli sgoccioli «Adoro questo set, ogni volta che finisce piango come una fontana!» dice l’attrice. Che intanto programma le vacanze e un nuovo libro

 di Stefania Zizzari

Veronica Pivetti sul set di «Provaci ancora prof! 7» anticipa a Sorrisi cosa succederà

Le riprese della settima stagione sono agli sgoccioli «Adoro questo set, ogni volta che finisce piango come una fontana!» dice l’attrice. Che intanto programma le vacanze e un nuovo libro

Foto: Veronica Pivetti e Zoe, la schnauzer che nella serie interpreta Potti  - Credit: © Assunta Servello

23 Giugno 2017 | 16:27 di Stefania Zizzari

Appena fuori Tivoli, in una splendida villa immersa nel verde, la porta del camerino-camper di Veronica Pivetti si apre e il benvenuto arriva da un irresistibile batuffolo di pelo biondo e soffice: Orzo, 11 mesi, il barboncino dell’attrice. Un seduttore seriale. Tre chili e 250 grammi di simpatia, entusiasmo e dolcezza, di slinguazzate affettuose, di timidi abbai per richiamare l’attenzione quando sono concentrata sull’intervista, e la pausa tra un lancio e l’altro della rotellina di gomma che puntualmente mi riporta si fa troppo lunga per i suoi gusti. Siamo sul set della settima serie di «Provaci ancora Prof!» (prodotta da Endemol Shine Italy) e Orzo, manco a dirlo, ha conquistato tutti: troupe, cast e pure Zoe, la riservata schnauzerina nera che nella fiction interpreta Potti, il cagnolino della protagonista Camilla.

Foto: La Pivetti sul set con Paolo Conticini nei panni dell'affascinante Gaetano: in questa stagione i due vanno a vivere insieme

Veronica, per lei che è un’amante degli animali questo set è un paradiso…
«È vero. Orzo è sempre con me e poi c’è Zoe, che pur essendo una cagnolina molto riservata mi riempie di coccole. E quando finiscono le riprese regolarmente piango come una fontana. Per non parlare di Gloria, la cagnolona della costumista….Quando posso infilo Zoe, che interpreta Potti, nelle scene anche quando non è prevista la sua presenza. In fondo Potti è uno di famiglia per la prof, è come se fosse un altro figlio…». 

Al punto che è il protagonista della prima puntata… 
«È una scelta coraggiosa, ma abbiamo deciso di aprire la nuova serie con un giallo che ruota intorno a Potti. Il cagnolino sparisce, sembra sia stato rapito e Camilla è disperata». 

Cosa succederà alla sua prof nella nuova serie? 
«Posso anticipare che combinerà i soliti disastri. Va a vivere con Gaetano Berardi (Paolo Conticini): i due si amano ma la storia non sarà così facile».

Come mai? 
«Perché Renzo (Enzo Decaro) il suo ex marito, vivrà una tragedia e lei gli starà accanto. E poi c’è Livietta (Ludovica Gargari): è convinta che il marito la tradisca e torna a casa con la piccola Camillina. Una casa che avrebbe dovuto ospitare come un nido d’amore Camilla e Gaetano e che invece si ritrova super affollata… Al punto che lui, pur essendo molto innamorato, alla fine delle puntate valuterà se accettare la promozione con proposta di trasferimento a Napoli».

Una serie movimentata… 
«Sì, e direi sentimentale. C’è molto amore. Amore cercato, amore dato, amore rifiutato, amore che finisce, amore che comincia. E per la prima volta abbiamo toccato anche il dolore vero. Diciamo che è una serie a ostacoli. Dove però, beninteso, la commedia è salva: si ride moltissimo. Credo che questo prodotto sia un prototipo perché mettere insieme la commedia spudorata con gli omicidi, perché un morto di mezzo c’è sempre, con il sentimento non è facile». (E non è facile concentrarsi sull’intervista, dal momento che Orzo nel frattempo è passato dalla rotellina di gomma a rosicchiare le stringhe delle scarpe della sottoscritta, ndr).

Quella di Camilla è una famiglia allargata. Anzi, allargatissima. 
«È una specie di comune… Ma è credibile. Perché è vero che i matrimoni spesso non durano, ma questo non vuol dire sfasciare una famiglia, piuttosto ampliarla. E stiamo raccontando questo: non buttiamo tutto quello che abbiamo costruito, preserviamo i rapporti veri perché sono pochi e sono preziosi. È un messaggio rassicurante».

La vedremo nei panni di nonna. 
«Camilla è compagna, è ex moglie, è mamma, è nonna, si occupa del suo cane ed è professoressa, che da questa serie non ha più studenti ragazzi ma adulti dai 25 ai 60 anni con provenienze geografiche e sociali diverse. È una donna versatile, fa tante cose, fa degli errori, è un essere umano, ma è una persona che non si tira indietro di fronte alle prove della vita e questo è un altro messaggio importante per le donne. La forza della prof è che è una donna che non rinuncia alle sue passioni. E non è scontato. Sa cosa mi piace tantissimo?».

Cosa? 
«Crescere insieme al mio personaggio: sono 12 anni ormai che entro nei panni di Camilla e credo di invecchiare insieme a lei in maniera soddisfacente. Certo, non c’è niente di peggio di Rai Premium… è un massacro».

Cosa intende? 
«Quando riguardo la prima serie di “Commesse”, mi accorgo che ero un’altra persona. L’effetto è quello di una clava: ero più magra, molto più giovane. Però chissenefrega. Va bene così, sono contenta della mia età. Non vedevo l’ora di compiere 50 anni, ora sto aspettando i 60. Manca ancora un po’…».

Lo sa che lei è una donna invidiata, dal momento che in scena passa molto tempo in intimità con Paolo Conticini?
«Già. È un lavoro, bisogna pur farlo. Paolo è spesso a torso nudo e si mantiene benissimo. Secondo me potrebbe fare così anche l’ottava, la nona e la decima serie. Poi dall’undicesima comincerà a indossare le camicie. Magari aperte…».

Le riprese sono quasi finite. Dopo che cosa l’aspetta? 
«Vacanza. Un viaggio a Cuba. E poi ancora presentazioni del mio libro “Mai all’altezza” in giro per l’Italia. Sono molto contenta, sto scoprendo che scrivere mi piace tanto. Questo secondo libro è stato un godimento fisico, ho scritto con un piacere infinito e mi sono divertita tanto, per cui sto ragionando sul terzo. Adesso ho voglia di inventare qualcosa, anche se poi in fondo sono sempre i cavoli tuoi che finiscono nelle storie che racconti. Comunque sto ragionando su un romanzo, pescando ovviamente dal mio vissuto».