17 Luglio 2017 | 14:57

«Black or White»: trama, trailer e perché vederlo

Kevin Costner e Octavia Spencer sono i protagonisti di questo film del 2014 diretto da Mike Binder e ispirato a una storia vera

 di Giacomo Bernardi

«Black or White»: trama, trailer e perché vederlo

Kevin Costner e Octavia Spencer sono i protagonisti di questo film del 2014 diretto da Mike Binder e ispirato a una storia vera

17 Luglio 2017 | 14:57 di Giacomo Bernardi

«Black or White» è un film del 2014 diretto da Mike Binder e ispirato a una storia realmente accaduta. La pellicola con protagonisti Kevin Costner e Octavia Spencer racconta di una delicata questione familiare, in cui si intrecciano legami affettivi e tematiche interrazziali. Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2014, dove ha riscosso un ottimo successo di critica, il film è stato poi distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal gennaio dell'anno successivo.

TRAMA

La vita di Elliott Anderson (Kevin Costner) viene sconvolta da due terribili avvenimenti. Sua figlia muore dando alla luce una bambina, Eloise, mentre la sua amata moglie perde la vita in un incidente stradale. Elliott decide così di prendersi cura della nipote, ma dovrà scontrarsi con la nonna paterna di Eloise, Rowena (Octavia Spencer), fortemente decisa a rivendicare il diritto del figlio a crescere la bambina. C'è solo un problema: il padre di Eloise è un tossicodipendente incapace di occuparsi della figlia, ma Rowena non molla. Sarà l'inizio di una lunga battaglia legale.

TRAILER

PERCHÉ VEDERLO

Mike Binder è molto bravo a costruire una storia che non cade nei più banali stereotipi, pur trattando un argomento già visto e rivisto. Le diversità tra le due famiglie contendenti (bianchi e neri) emergono da subito, delineando uno scenario complicato e coinvolgente. Tra tematiche razziali e questioni legali, il vero protagonista della pellicola resta però l'amore: quello incondizionato per una nipote indifesa da accudire, quello per la vita. E Kevin Costner è meraviglioso. Riesce a mantenere la sua tipica scorza da Yankee tutto d'un pezzo, pur lasciando spazio agli occhi stanchi di un personaggio provato dagli anni e dagli eventi che la vita gli ha riservato. Il suo monologo in tribunale, nel momento cruciale del film, è un piccolo gioiello di recitazione.