15 Marzo 2011 | 08:11

Francesca Cipriani: «Voglio andare a Matrix»

Parla la sexy valletta che affianca Enrico Papi in «Trasformat». «Ho ritoccato il seno per piacermi di più, ma non sono un’oca e ho grandi progetti: sogno Porta a porta, Striscia e un film...»

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Francesca Cipriani: «Voglio andare a Matrix»

Parla la sexy valletta che affianca Enrico Papi in «Trasformat». «Ho ritoccato il seno per piacermi di più, ma non sono un’oca e ho grandi progetti: sogno Porta a porta, Striscia e un film...»

15 Marzo 2011 | 08:11 di

Francesca Cipriani (foto Kikapress)

Francesca Cipriani è un mix tra Marilyn Monroe, Anne Nicole Smith e Antonella Elia. Le percentuali variano a seconda della giornata. Forse dell’ora. La debordante «Enrico Papi girl» di «Trasformat», in compenso, ha le idee chiare: «Mi sento più Marilyn, che era sì svampita, ma con quel velo di malinconia in sottofondo. Come me».

Francesca, gli uomini preferiscono le bombe?
«Preferiscono le bionde e sposano le more, no?».

Su, che ci siamo capiti…
«La prorompenza conta, ovvio, ma noi siamo anima: il corpo che lo riveste può essere qualsiasi cosa. Il corpo prima o poi lo dovremo abbandonare».

Col suo costerà più fatica…
«Guardi, io non ne posso più: sono ossessionata dalla superficialità della gente».

Che non capisce…
«Come sono realmente».

E com’è realmente?
«Mille sfumature diverse. Invece mi prendono solo per l’oca di turno».

Ma che cosa fa per uscire da questo cliché?
«Niente, ma mi chiedono questo. E io sono anche questo, intendiamoci. Ma non solo. Tutti superficiali: è l’era della superficialità. Io l’ho capito e sa che cosa ho fatto?».

Non me lo dica: la cavalca.
«Esatto! Non si può fare altrimenti, sennò sei fuori. A cominciare da quando ho modificato il mio corpo».

Un lavorone molto chirurgico.
«Ho iniziato da piccola: a quattro anni ero Barbie, poi un totale maschiaccio trascurato. Infine, questa svolta chirurgica. Della quale non mi pento».

Qual era il problema?
«Non mi piacevo. E a 12 anni subivo traumatizzanti angherie e prese in giro da parte dei compagni di scuola».

Cose del tipo?
«Una volta mi fecero credere che un ragazzo fosse innamorato di me, organizzarono un appuntamento e si presentarono solo loro, a sghignazzare beati. Vergogna infinita e pianti».

S’è visto di peggio…
«Come buttarmi gli occhiali nuovi nella spazzatura? Oppure arrivarmi alle spalle a tradimento per tagliarmi i lunghi capelli? Un inferno».

Un vero accanimento.
«Fra l’altro inspiegabile. Se non col fatto che delle persone buone la gente s’approfitta. Le deride. Ora ho sviluppato una sana cattiveria».

E una settima di reggiseno. Ma per curiosità: come si gestisce? Serve la protezione civile?
«Mannò, faccio tutto da sola».

È fidanzata?
«No, ne ho passate talmente tante che per adesso non credo all’amore».

Sfortunata anche lì.
«C’è gente così meschina in giro, al grado zero dell’educazione… Nascondono mogli, amanti, tutto. Per fortuna sono un’ottima investigatrice».

Ho capito: legge gli sms…
«Leggo sms, arrivo a far seguire una persona… Non escludo niente».

Non c’è pace per la Cipriani.
«Bisogna difendersi. Anche da quelli che credono che se tu ridi e fai ridere in tv, poi tu debba essere sempre oca anche per strada. Superficialità».

Forse fa l’oca troppo bene, se l’è mai chiesto?
«Gliel’ho detto, non recito. Sono anche così. Ma so fare di tutto. Sognavo lo spettacolo sin da piccola: qualche spot a quattro anni per vendere libri; a sei volevo entrare nel cast di “Parenti serpenti” di Monicelli, ma non riuscii; a 13-14 andavo nella redazione di “Onda Tv” a Sulmona a imparare a fare la giornalista. A 18 mi assunsero: conducevo un’edizione di tg. Non sarò proprio così cretina…».

Ma quella ribalta non le bastava.
«Mi presero per la sesta edizione del GF. Mai fatto un casting prima».

E ora che cosa sogna?
«Continuare con Papi, “Striscia”, “Love Bugs”. E prima o poi un film drammatico, qualcosa che si discosti completamente da questa immagine»

Vada a «Porta a porta» a parlare della legge Finanziaria…
«Ma magari! “Matrix” o “Porta a porta”. Faccio un appello. Non ne posso più di tutta questa superficialità!».