29 Settembre 2011 | 07:12

Francesco Facchinetti, l’intervista: «Star Academy è il papà di tutti i talent vocali»

L'ex conduttore di X Factor torna in tv con un nuovo talent, in onda da stasera su Raidue: «Innanzitutto è corale, nel senso che i nostri concorrenti non si esibiscono mai da soli sul palco: ma cantano sempre in gruppo, fanno duetti fra loro oppure con gli ospiti che ci vengono a trovare»...

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Francesco Facchinetti, l’intervista: «Star Academy è il papà di tutti i talent vocali»

L'ex conduttore di X Factor torna in tv con un nuovo talent, in onda da stasera su Raidue: «Innanzitutto è corale, nel senso che i nostri concorrenti non si esibiscono mai da soli sul palco: ma cantano sempre in gruppo, fanno duetti fra loro oppure con gli ospiti che ci vengono a trovare»...

29 Settembre 2011 | 07:12 di

Francesco Facchinetti (foto Massimo Sestini)

«Guarda che bella Mia. Non è straordinaria?». Il neopapà Francesco Facchinetti non sta più nella pelle e mostra con legittimo orgoglio la foto della bambina che da pochi giorni ha avuto dalla compagna Alessia Marcuzzi.

È bella davvero Mia, che nell’immagine a tutto schermo del telefonino di Francesco riposa serena, la pelle chiara, i lineamenti minuti e regolari, tanti capelli in testa. Francesco è un vulcano di emozioni e di parole. È un momento magico per lui, sia nella vita privata che in quella professionale. Andiamo con ordine.

Come sta papà Francesco?
«Benissimo! Sono cintura nera di pannolini. In 38 secondi sono in grado di togliere il pannolino sporco, pulirla, mettere la cremina e cambiarla».

Ha assistito al parto?
«Sì. I dieci minuti che hanno cambiato la mia vita. Mi veniva da piangere come mai mi era successo, perché sentivo tutte le emozioni del mondo, ma non potevo cedere, mi sono trattenuto per sostenere la mia donna. E anche perché tanto non mi si filava nessuno! Poi mi sono sentito svenire, qualcuno se ne è accorto e mi ha dato dei pizzicotti. Infine, quando Alessia ha dato alla luce mia figlia, ho tagliato il cordone. Erano le 19 e 24 di domenica 4 settembre».

E poi?
«Pietrificato davanti a quel miracolo. Non riuscivo a muovermi. Piangevo e guardavo. Poi non ricordo più niente delle due ore successive».

Quando l’ha presa in braccio?
«Ho pensato: “Ora sono padre e mi assumo questa responsabilità: niente sarà più come prima”».

Si era immaginato padre prima?
«Non ho mai pensato che fosse un mondo che avrei potuto esplorare. E invece per la prima volta ho provato quello che definisco l’amore universale: l’amore per una donna unito all’amore per una figlia. È quello che occupa tutti gli spazi dentro me, che ha le chiavi per aprire tutte le mie porte».

Chi ha scelto il nome Mia?
«Alessia. Abbiamo cominciato a chiamarla così da subito ed è diventato naturale pensare che fosse Mia».

Che cosa si augura per sua figlia?
«Spero che cerchi di aprire tutte le porte e che non abbia paura, perché la vita è il dono più bello».

I cantanti spesso dedicano una canzone ai figli. Lo farà anche lei?
«No. Anzi, ho chiesto a mio padre di non cantarle in continuazione “Pensiero” e “Piccola Katy” come faceva con me e poi, guarda il risultato!».

Intanto però è al timone del nuovo talent musicale di Raidue…
«È un’altra grande responsabilità. E per rimanere in tema… “Star Academy” è il papà di tutti i talent vocali. In Francia andò in onda già nel 2001».

Che cos’ha di diverso rispetto a «X Factor» e «Amici»?
«Innanzitutto è corale, nel senso che i nostri concorrenti non si esibiscono mai da soli sul palco: ma cantano sempre in gruppo, fanno duetti fra loro oppure con gli ospiti che ci vengono a trovare. Parliamo di star italiane e internazionali come Zucchero, tra gli altri, che non si limiteranno a proporre il loro brano in promozione, ma si metteranno davvero in gioco con i nostri giovani talenti. L’idea è dare vita a una grande festa musicale».

Come avete scelto i concorrenti?
«Questa è un’altra novità. Abbiamo fatto una ricerca lunga e capillare: scuole di canto, case discografiche, produttori, provini aperti, il concerto di Zucchero, Myspace, Youtube. Abbiamo attinto ovunque, li siamo andati a cercare perché il vero talento non viene da te: sei tu che devi scovarlo. E i nostri 16 protagonisti sono straordinari: hanno il vero “X Factor”. Non solo. Sono anche musicisti, perché oltre a cantare si accompagnano, supportati dalla musica dell’orchestra del maestro Umberto Iervolino».

Il meccanismo del programma?
«L’idea forte è quella di avere due poli. Da un lato la giuria, composta da 4 personaggi famosi ben assortiti, che grazie alla loro esperienza musicale possano dire la loro. Si tratta di Lorella Cuccarini, Ornella Vanoni, Nicola Savino e Roy Paci. Dall’altro lato i 4 tutor, Gianluca Grignani, Ron, Syria e Mietta: cantanti che hanno venduto milioni di dischi, che aiuteranno i nostri talenti a crescere. Non insegnanti di canto, ma artisti che con il loro tocco possano regalare linfa alla musica dei giovani. Il voto dei giurati sarà unito al televoto. Al termine di ogni puntata ci sarà una classifica e gli ultimi tre saranno a rischio eliminazione nella puntata successiva. Ogni settimana ne sarà eliminato uno».

Cosa le ha lasciato «X Factor»?
«Innanzitutto lo studio: il programma è migrato su Sky ma lo studio me lo sono tenuto. È bellissimo, ci saranno 700 persone di pubblico e le 150 sotto al palco saranno in piedi per dare l’effetto di un concerto. “X Factor” è un grande programma e, proprio come “Amici”, va rispettato perché alla musica dà tanto. Lo dico a tutti quelli che criticano i talent: la musica nuova viene da lì. Penso a Giusy Ferreri, a Marco Mengoni, a Noemi, a Emma Marrone, a Alessandra Amoroso».

Cosa le piace di più dell’esperienza di «Star Academy»?
«L’idea di iniziare un nuovo percorso con un programma musicale. La musica è sempre stata la mia vita. Avevo cominciato come cantante ma ho capito che non potevo continuare perché non riuscivo più a raccontare me stesso attraverso la musica. E ne ho sofferto. Poi ho deciso di fare altro. Non mi definisco un presentatore, non ne ho i crismi, però proprio per questo ho la libertà di esprimermi come voglio e di fare bene. Con il sorriso. Invece leggo interviste di presentatori sempre arrabbiati che si lamentano. Ma se ti incattivisci fai morire l’essenza di questo mestiere».

In un’intervista Simona Ventura ha detto che lei si è perso.
«Mi è dispiaciuto. Lei è la mia mamma artistica e le voglio bene. Conosce il mio numero e siccome ha detto cose che toccano personalmente, mi sarebbe piaciuto che mi chiamasse per spiegarmi. Per il resto, quello che ha dichiarato non mi preoccupa. Ha preoccupato invece mia nonna che pensava che mi drogassi!».