09 Gennaio 2011 | 14:48

Gabriella Pession diventa Rossella, la nuova eroina della fiction di Raiuno

Ancora un’eroina romantica per Gabriella Pession, protagonista di una saga in sette puntate che racconta di una giovane benestante che, nella Genova tra ’800 e ’900, abbandona, per amore, la casa del padre industriale, una scelta che la costringerà a un percorso di miserie e disillusioni ma l’affrancherà dalla sua condizione subordinata e discriminata...

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Gabriella Pession diventa Rossella, la nuova eroina della fiction di Raiuno

Ancora un’eroina romantica per Gabriella Pession, protagonista di una saga in sette puntate che racconta di una giovane benestante che, nella Genova tra ’800 e ’900, abbandona, per amore, la casa del padre industriale, una scelta che la costringerà a un percorso di miserie e disillusioni ma l’affrancherà dalla sua condizione subordinata e discriminata...

09 Gennaio 2011 | 14:48 di

Gabriella Pession

Ancora un’eroina romantica per Gabriella Pession, protagonista di una saga in sette puntate che racconta di una giovane benestante che, nella Genova tra ’800 e ’900, abbandona, per amore, la casa del padre industriale, una scelta che la costringerà a un percorso di miserie e disillusioni ma l’affrancherà dalla sua condizione subordinata e discriminata. «Il personaggio di Rossella, immaginato da Sergio Silva, mutua le atmosfere da “Una donna ” di Sibilla Aleramo. Ma a me» racconta Gabriella Pession «ricorda anche la Nora di “Casa di bambola” di Ibsen e la “Contessina Giulia” di Strindberg. A differenza di quei personaggi però, nella povertà, nella classe sociale inferiore, Rossella scopre se stessa, la sua vocazione per la medicina e acquista fiducia. Dopo un calvario di durezze: sarà incinta, sola e abbandonata; finirà in carcere, umiliata, coi capelli rasati; subirà violenze. Ma si rialzerà ogni volta. Non è un’eroina con superpoteri, non è aggressiva, non è cinica: ha paura, ma non si piega mai. È anche molto femminile nel senso che è pudica, misteriosa e, per questo, molto seducente. Non è una Maria Goretti, né una cocotte, e mi è piaciuta molto appena l’ho letta. Esitavo a imbarcarmi in una lavorazione che durava sette mesi, finché appunto non l’ho letta e mi sono innamorata di lei».

Prodotta da Rai e Cattleya e girata a Genova e nei dintorni di Roma, la fiction è un vero kolossal: 7 mesi di riprese, 12 milioni di euro, 2.550 costumi, quasi 3.000 comparse. Un bel lavoro è stato quello di eliminare ogni traccia di contemporaneità (neon, orologi al quarzo, serramenti in alluminio…) dal centro storico di Tivoli, mentre alcuni costumi, gioielli e arredi sono autentici e di grande valore: il servizio da tavola e i candelabri d’oro della scena del ballo della terza puntata sono originali dell’epoca e prestati dalla principessa Maria Amelia Odescalchi.
Sarebbe sbagliato però presentare «Rossella» solo come una storia di riscatto proto-femminista: nella trama, la doppia storia d’amore della protagonista per due uomini molto diversi tra loro ha un peso importante, così come le ambientazioni d’epoca, dalle rivolte contadine al lavoro in fabbrica, dalla vita nei palazzi alto-borghesi ai duelli alla pistola. La protagonista Pession interviene infine per sottolineare i ruoli importanti di Danilo Brugia e Giuseppe Zeno, che interpretano i due uomini della sua vita, e la bravura e la bellezza delle colleghe Francesca Cavallin e Teresa Saponangelo. «Rossella», diretta da Gianni Lepre (quello di «Amanti e segreti» e «Vento di ponente»), debutta domenica 9 e prosegue ogni giovedì. n