14 Settembre 2010 | 00:48

Gerry Scotti: I bambini di «Io canto» sono il futuro della tv

«La televisione deve investire sui vivai, proprio come si fa nel mondo dello sport» racconta il conduttore che oggi torna in prima serata con la seconda edizione di «Io canto». «Non puntiamo sull'ambizione dei bambini, ma sulla loro voglia di divertirsi». Largo ai giovani, allora: «Io tra sei anni saluto tutti e vado a pescare»...

 di

Gerry Scotti: I bambini di «Io canto» sono il futuro della tv

«La televisione deve investire sui vivai, proprio come si fa nel mondo dello sport» racconta il conduttore che oggi torna in prima serata con la seconda edizione di «Io canto». «Non puntiamo sull'ambizione dei bambini, ma sulla loro voglia di divertirsi». Largo ai giovani, allora: «Io tra sei anni saluto tutti e vado a pescare»...

14 Settembre 2010 | 00:48 di

Gerry Scotti

Una cosa, su tutte, la gente dovrebbe invidiare a Gerry Scotti: la capacità di tornare dalle ferie e presentarsi al lavoro con il sorriso. Nessuna nostalgia vacanziera, nessuna ansia da rientro. Quest’anno lo aspetta un tour de force che lo vedrà impegnato senza sosta fino a giugno: il «Milionario», «Io canto», «Paperissima», un nuovo gioco preserale a dicembre, la seconda edizione di «Italia’s Got Talent». Sarà pure il lavoro più bello del mondo, il suo. Ma di fronte a un’agenda del genere la sua imperturbabilità colpisce. «Il fatto è che mi diverto ancora» spiega lui.

Possibile che la diverta proprio tutto, dalla liturgia del «Milionario» alla marmaglia di teppistelli di «Io canto»?
«Certo. “Io canto”, poi, dopo una sola stagione è già nel novero dei grandi classici di Canale 5».
Nonostante qualche polemica.
«Certo. In tv ci sarà sempre più spazio per i bambini e i ragazzi. Bisogna puntare sui vivai, come si fa nelle discipline sportive serie. Il talento va tirato fuori prima che sia inquinato: basta la scelta di una scuola sbagliata per rovinare un ragazzino. E anche familiari e parenti possono fare danni enormi».
Questa poi: la tv è meglio della mamma.
«No, non la tv in generale. Parlo della tv di Roberto Cenci (ideatore e curatore di “Io canto”, ndr). È un maestro nel creare un ambiente costruttivo per i bambini. Troppa gente su questo tema ha parlato a vanvera. E sì, credo che coinvolgere i ragazzi in uno show serio sia molto meglio che abbandonarli nelle sale giochi e in certi ritrovi delle nostre periferie. Non coltiviamo l’ambizione dei bambini, solo la loro voglia di divertirsi. Tra qualche estate si troveranno a cantare con gli amici sulla spiaggia e “Io canto” per loro sarà solo un bel ricordo».
Cristian Imparato, però, ormai è una celebrità.
«Lui è l’eccezione, il classico “uno su mille” che ce l’ha fatta. Ma ha ancora i piedi per terra. E per questo ce lo teniamo stretto: sarà il nostro ospite fisso».
È sicuro che tutti i ragazzini la vivano come un gioco?
«Se per qualcuno di loro non fosse così, credo che sbattere la testa contro il muro e capire quant’è difficile avere successo sia un’esperienza utile. Nell’epoca dei blog, di YouTube e della tv alla portata di tutti, nella quale basta urlacciare due opinioni in diretta per diventare la star del giorno, tutto sembra uno scherzo. E invece resistere in quest’ambiente è difficile. Ci vogliono studio e sacrificio. I bambini devono sapere che nulla è dovuto e che se non ce la faranno non sarà un dramma. Il mondo ha sempre bisogno di giovani con la voglia di lavorare».
Da ragazzo lei ha mai pensato di non farcela?
«Non avevo obiettivi precisi. Le cose sono successe gradualmente, quasi per caso».
E ora ha rinnovato il  contratto con Mediaset.
«Già. Per due anni più l’opzione per altri tre, come per i calciatori. Credo che chiuderò la mia carriera qui».
Tra quanti altri rinnovi contrattuali?
«Progetto di ritirarmi intorno ai 60 anni. Ora ne ho 54, quindi…».
E poi come passerà il tempo?
«Comprerò una pagina sui quotidiani per salutare tutti e me ne andrò a pescare sul Ticino. Mi troverete al ponte della Becca».
Non teme i rimpianti?
«Qualche rinuncia in questi anni mi è pesata, ma per allora spero d’aver fatto in tv tutto ciò che volevo. Penso alle sitcom e al mio pallino per il talk show. Oggi la mia agenda è fitta, ma a Mediaset devono sapere che ho voglia di fare pure altro».
Nella nuova tv digitale c’è più spazio anche per gli esperimenti.
«Tutti sanno che sono entusiasta della nuova tv. Ma bisogna aver tempo a disposizione e ora non ne ho».
Provo a metterla in difficoltà: lei guarda Sky o il digitale terrestre?
«Mi ero dotato di entrambi, ma ho appena disdetto tutto. Doveva sentire come c’è rimasto male il ragazzo dell’assistenza clienti quando ha sentito che dall’altro capo del telefono c’era Gerry Scotti che chiedeva di rescindere il contratto».
Ma lei non era entusiasta della nuova tv?
«Certo. Ma se chiami per disdire poi ti fanno i ponti d’oro pur di riaverti».
Dunque ora lei non può vedere in tv le partite del suo Milan?
«Non scherziamo! Pier Silvio Berlusconi mi ha regalato una tessera Mediaset Premium per il compleanno».