Home TvGerry Scotti, trent’anni davanti alle telecamere. L’intervista

07 Luglio 2013 | 17:23

Gerry Scotti, trent’anni davanti alle telecamere. L’intervista

Festeggia i 30 anni di televisione, Oggi ha alle spalle 64 diversi programmi per Mediaset (76, se si contano anche film tv e sitcom). «Mi fa un certo effetto guardare indietro» dice lui...

 di

Gerry Scotti, trent’anni davanti alle telecamere. L’intervista

Festeggia i 30 anni di televisione, Oggi ha alle spalle 64 diversi programmi per Mediaset (76, se si contano anche film tv e sitcom). «Mi fa un certo effetto guardare indietro» dice lui...

07 Luglio 2013 | 17:23 di Redazione

Nella prima puntata di «Studio 5», il programma di Alfonso Signorini che celebra i 30 anni di Mediaset, l’ospite d’onore è stato Gerry Scotti. Uno di quelli che può dire «Io c’ero»: anche lui festeggia i 30 anni di televisione. Il suo esordio, però, fu su Italia 1 in «Deejay Television». Oggi ha alle spalle 64 diversi programmi per Mediaset (76, se si contano anche film tv e sitcom). Niente male, Gerry! «Mi fa un certo effetto guardare indietro» dice lui. «Ho cambiato genere televisivo mille volte ma ho sempre mantenuto il mio stile. E se ho accettato 64 programmi, significa che me ne hanno proposti almeno 100».

È comunque una buona media.
«Non sono uno con la puzza sotto il naso. Sono il centrocampista ideale, come disse Maurizio Costanzo quando era direttore di Canale 5. Se sei un attaccante tutti i giornali parlano di te, ma il lavoro grosso è far girare bene il pallone».

A quale programma ha detto no?
«A “Scherzi a parte”, per esempio. Ricordo ancora quando Fatma Ruffini per propormelo venne a trovarmi sul set di “Sabato al circo” e c’erano gli elefanti che mi stavano inseguendo. Forse per questo l’idea di un altro programma sulle candid camera non mi attirava. Con il senno di poi, invece…».

Fatma Ruffini si arrabbiò per il rifiuto?
«È andata avanti a rinfacciarmelo per anni. Ma siamo in ottimi rapporti, le devo tanto. Claudio Cecchetto mi ha scoperto, Fatma mi ha “riconfezionato” intuendo che sarei andato bene anche per il pubblico delle famiglie».

Qualche altro rimpianto?
«Mi sarebbe piaciuto condurre per più tempo “Striscia” e fare più cose con Antonio Ricci. Ma non è detto che non ci si inventi qualcosa di inedito in futuro. E poi avrei voluto mettermi alla prova con “Le iene”. Se ne era parlato, con Davide Parenti: mi piaceva l’idea di tirare fuori un po’ del mio lato canaglia, ma non c’è più stata l’occasione. Anche Pietro Valsecchi mi ha più volte proposto delle sceneggiature per delle fiction, e anche lui ormai ci ha rinunciato. Del resto su 30 anni di carriera 25 li ho trascorsi alle prese con programmi in onda tutti i giorni. Difficile pensare ad altri progetti».

Se lo ricorda il suo primo giorno in uno studio televisivo?
«Sì, ma non fu particolarmente emozionante. Per me la tv era solo un effetto collaterale della radio, che consideravo invece il mio primo lavoro. E poi gli studi erano in una palazzina della periferia milanese a 200 metri dalla mia scuola elementare. Giocavo in casa, insomma».

Quando ha capito che la tv sarebbe stata la sua vera professione?
«Nel 1990, quando mi affidarono su Canale 5 la conduzione che era stata di Raimondo Vianello ne “Il gioco dei 9”. Stavo entrando nelle case degli italiani tutti i giorni all’ora di cena».

Che cos’ha fatto con i primi soldi guadagnati in tv?
«Premetto che per molti anni non ho tirato su granché. A ogni contratto mi dicevano: “La prossima volta ti daremo di più…”. Con i primi guadagni veri ho comprato una casa. Poi, con il tempo, ho regalato una casa ai miei genitori. Forse è ancora oggi la cosa più importante che ho fatto nella mia vita».

Un programma dei suoi 64 che le piacerebbe riproporre?
«“Passaparola”».

Il programma che avrebbe sempre voluto condurre ma nessuno le ha mai offerto?
«“Pressing”. Amo il calcio…».

Ora sta testando tre nuovi giochi preserali.
«Sì, ma non sono in grado di anticipare nulla. Devo ancora vederli completati».

È anche circolato il suo nome per la conduzione di Miss Italia.
«Vi assicuro che non ne so nulla. Anni fa ho incontrato Patrizia Mirigliani per presentare la manifestazione in Rai, ma non se ne fece nulla perché ai tempi avere una deroga da Mediaset era molto complicato. So che Miss Italia ha lasciato la Rai, ma a me nessuno ha detto niente e, in tutta sincerità, mi vedrei volentieri lo show in poltrona».

In passato disse a Sorrisi che a 60 anni sarebbe andato in pensione per starsene a pescare in pace al ponte della Becca, alla confluenza tra Ticino e Po. Oggi ha 57 anni, il momento si avvicina: dica la verità, era una provocazione…
«No, per niente. Anzi, dovrebbero seguire il mio esempio in tanti. E poi, con tutti i programmi quotidiani che ho condotto, ho scoperto di aver lavorato il doppio dei giorni richiesti. Tecnicamente è come se facessi questo mestiere da 80 anni».

Fa proprio sul serio…
«Bisogna sempre vedere se ci arriverò, alla pensione (ride). E soprattutto se me la daranno davvero, quando sarà il momento…».