07 Dicembre 2011 | 08:21

GERRY SCOTTI, l’intervista: «Ho una montagna di soldi per voi»

«Qual è la parte del corpo più ritoccata chirurgicamente dagli italiani? In quale regione ci sono più maiali? E in quale mese ci si sposa di più? Se deciderete di partecipare a «The Money Drop» (letteralmente «la caduta dei soldi») dovrete confrontarvi con domande come queste. Il conduttore dice: «Vi conquisterà, dà i brividi e fa sognare»...

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GERRY SCOTTI, l’intervista: «Ho una montagna di soldi per voi»

«Qual è la parte del corpo più ritoccata chirurgicamente dagli italiani? In quale regione ci sono più maiali? E in quale mese ci si sposa di più? Se deciderete di partecipare a «The Money Drop» (letteralmente «la caduta dei soldi») dovrete confrontarvi con domande come queste. Il conduttore dice: «Vi conquisterà, dà i brividi e fa sognare»...

07 Dicembre 2011 | 08:21 di

Gerry Scotti

«Qual è la parte del corpo più ritoccata chirurgicamente dagli italiani? In quale regione ci sono più maiali? E in quale mese ci si sposa di più? Se deciderete di partecipare a «The Money Drop» (letteralmente «la caduta dei soldi») dovrete confrontarvi con domande come queste.

Vi sembra facile? Sbagliate. Nel nuovo quiz preserale condotto da Gerry Scotti, infatti, ci sono tre fattori a complicare tutto. «Il primo è la fibrillazione: i concorrenti partono già milionari, con i soldi in contanti davanti al naso. E li perdono a ogni risposta sbagliata» spiega un Gerry in gran forma. Il secondo? «Si gioca in coppia. Con un amico, con un parente, con la moglie. E al primo errore anche i rapporti più solidi s’incrinano. Prima di veder comparire i contanti in studio i concorrenti ridono e scherzano. Ma quando sono chiamati a giocarsi tutto, la tensione è palpabile».

Il fatto che le banconote siano in studio è davvero così importante?
«Sì. Quei soldi, all’inizio, sono del concorrente. Ed entrano in gioco i suoi sogni: estinguere il mutuo, saldare il dentista, pagare l’università ai figli».

Ma il denaro pian piano svanisce a ogni errore. Crudele, no?
«Forse. Ma la possibilità di andare a casa con un bel gruzzolo è concreta. E poi, siamo sinceri, il pubblico guarda certi programmi anche perché c’è l’attesa di qualcosa di sventurato e spettacolare. Un po’ come in Formula 1: nessuno lo confessa, ma la metà del pubblico spera di vedere un incidente».

Molti diranno che con la crisi tanto denaro in palio è inopportuno.
«Io non sono d’accordo. Che senso ha una riffa di paese se non si può vincere un bel prosciutto? Il bello è proprio che i soldi sono lì in studio: il concorrente li annusa, li accarezza, li concupisce. Era così anche nel mio vecchio “Gioco dei 9”. C’era una Opel Kadett in studio e la gente poteva portarsela via scegliendo la chiave giusta».

«The Money Drop» doveva andare in prima serata. Invece…
«La rete non se l’è sentita. Tra partite di Champions, omicidi da analizzare in diretta e programmi oggettivamente buoni, ormai non c’è più una serata tranquilla per lanciare un nuovo quiz senza rischiare di bruciarlo».

Lei è d’accordo con la rete?
«Sono aziendalista. Magari avrei trasmesso una sola prima serata la domenica prima al debutto nel preserale».

Quando lasciò il testimone del preserale a Bonolis lei disse: «Caro Paolo, ti regalo una meravigliosa villa sul lago. Però ha bisogno di pesanti lavori di manutenzione». Come se l’è cavata il collega?
«Con “Avanti un altro” ha fatto un lavoro eccellente. C’è stato un cambio di atmosfera, con il suo talento di intrattenitore ha trasformato il preserale in uno show con quiz annesso. Nelle mie corde c’è un quiz più sacrale, anche se in “The Money Drop” le emozioni delle persone avranno un ruolo centrale. Negli ultimi anni mi hanno mostrato un centinaio di dvd con nuovi format da realizzare, sempre accompagnati dalla stessa frase: “Questo è il futuro del quiz”. Non sono mai andato oltre i 10 minuti di visione. In questo caso, invece, me lo sono divorato fino in fondo, e la versione che mi hanno proposto era pure in tedesco. Ha fatto lo stesso effetto a tutti quelli a cui l’ho mostrato. Compreso mio figlio».

Certo è che gli ascolti di una volta non saranno più possibili.
«Lo dico da anni e voi di Sorrisi ne siete testimoni. Ma non bisogna spaventarsi. È uno stimolo a mettersi in discussione, a fare cose nuove».

Anche a ridiscutere i contratti?
«Certo. Guardi, io non ho mai avuto paura, ho accettato ogni sfida. Con “Io canto” sono andato serenamente in onda di giovedì contro Don Matteo e Santoro. Per il talk show che chiedo di condurre da anni sarei disposto anche a esplorare nuove fasce orarie».

Pure il mezzogiorno o il daytime?
«Certo. Pure la tv on demand di “Mediaset Play”. Potrei perfino decidere di mandarlo in onda in radio».

Non ci ha spiegato qual è il terzo fattore che rende difficile «The Money Drop».
«Le domande sono più insidiose di quanto sembri. E no, la parte che in Italia ci si ritocca di più non è il seno. Quanti soldi avreste puntato?».

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