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14 Ottobre 2016 | 17:48

Giampolo Morelli: e ora mi tocca diventare una “iena”

L'attore diventa conduttore del programma cult di Italia 1 e racconta la sua trasformazione

 di Barbara Mosconi

Foto: Giampaolo Morelli

Giampaolo Morelli ha debuttato come conduttore a «Le iene» un paio di settimane fa accanto a Ilary Blasi e Frank Matano. Prima d’allora non era mai finito, volente o nolente, nelle grinfie delle «iene». L’attore, che in queste settimane è impegnatissimo, fra set cinematografici e schermi tv, si svela qui a Sorrisi.

La prima volta che hai indossato la divisa delle «iene»?
«Due settimane fa, sono fresco fresco».

Emozionato?
«Assolutamente. Sono un fan delle “Iene”. All'inizio avere quel vestito addosso mi faceva un po’ strano, ma allo stesso tempo sento che mi calza a pennello».

Ti senti un po’ «iena»?
«La trasmissione l’ho sempre seguita e la cosa bella è poter fare cose in cui ti ci ritrovi, che guarderesti e che senti tue come linguaggio».

Quindi la risposta è «sì».
«Sì, anche se poi le “iene” vere sono quelle che fanno i servizi».

Mai entrato prima nel mondo delle «Iene»?
«No, mai».

Neanche come vittima?
«Ringraziando Iddio no! Niente telecamere nascoste o adescamenti di ragazze»

Nella tua carriera hai mai recitato un ruolo da «iena»?
«Dipende cosa si intende per “iena”. Se è un cattivo a 360 gradi, allora no. Se la “iena” è chi ha voglia di giustizia e di verità e la cerca senza peli sulla lingua, allora il mio “Ispettore Coliandro” a modo suo è diversamente “iena”».  

Ora come conduttore il problema è ballare o essere all’altezza di chi ti ha preceduto?
«Chiaro che ti viene da dire: “Che talenti che c’erano prima di me!”, però molti fanno di mestiere il presentatore, io faccio l’attore. E comunque ora non ce le ricordiamo neanche le loro prime puntate... Per i balletti per me vale la regola del buttarsi».

Di Frank Matano cosa ti piace?
«L’ho sempre seguito nella sua carriera e lo trovo un fuoriclasse, è così giovane e ha tanta sicurezza, i suoi video sono fenomenali, è un ragazzo d’oro, se così si può dire di una “iena”».

Farai anche dei servizi?
«No! Che ansia! Non esiste farsi prendere a schiaffi e correre, tengo un’età... Se dovessi fare un servizio si vedrebbero solo i puntini pixelati di me che scappo».

Che differenza c’è fra essere «iena» e fare l’attore?
«La televisione ti dà la possibilità di divertirti realmente nel momento in cui la fai. Recitare è un piacere diverso, lo avverti mentre costruisci il personaggio, lo senti nella pancia».

Come attore dove ti vedremo?
«Ho finito di girare un film con i Manetti Bros., è una via di mezzo fra “Grease” e la sceneggiata napoletana, io sono un personaggio fra John Travolta e Mario Merola, un camorrista che per amore cambia vita. Ora sono sul set di “Smetto quando voglio reloaded” e “Smetto quando voglio revolution”, qui faccio un ingegnere meccatronico disoccupato costretto a costruire bombe artigianali che poi vende agli staterelli dell’Africa».